Di quel progetto, negli attuali piani dell’amministrazione comunale, rimane solo il nome, necessario a garantire i fondi. Nell’attuale progetto, la visione originaria — “riqualificare un quartiere strategico della città invertendo il segno lasciato dal manicomio, facendo diventare l’area da luogo dall’istituzionalizzazione, della contenzione, dello stigma e dell’assenza di diritti, a cittadella incentrata sulla solidarietà, la cooperazione, la libera espressione e creazione, il mutuo soccorso, l’integrazione e la presa di coscienza dei diritti di ognuno per difendersi da ogni forma di stigma, sfruttamento e discriminazione” — è andata persa, lasciando spazio a una non meglio identificata “rifunzionalizzazione degli edifici”.
La visione originaria, però, le associazioni che negli ultimi 16 anni hanno animato quell’area, non l’hanno mai persa. Anzi, hanno continuato a impegnarsi attuando quell’idea di “Collemaggio cittadella solidale della creatività”, nonostante tutte le difficoltà che possono esistere in un’area lasciata all’incuria dagli enti preposti alla sua manutenzione.
Eppure l’amministrazione comunale non ha ritenuto di coinvolgere queste associazioni né le altre firmatarie del progetto originario in nessun passaggio del nuovo iter progettuale.
A questo punto, tocca a noi riprendere in mano il progetto. Sappiamo che ci sono tante realtà che come la nostra hanno una visione diversa per questa città. Allora uniamoci e immaginiamo insieme! – proseguono – A maggio abbiamo organizzato un’assemblea molto partecipata tra tutte le persone e le organizzazioni che in questi 16 anni hanno attraversato e vissuto lo spazio sociale di CaseMatte. Vogliamo tornare a fare un punto, perché ancora una volta è assente dal dibattito pubblico (e dai piani della politica) il futuro dell’area di Collemaggio, un grande parco abbandonato colpevolmente dalle istituzioni e marginalizzato così come si fa con tante persone che vivono all’Aquila.”
“Vi aspettiamo domenica 16 novembre alle 16 (Parco della Luna, Collemaggio) per un’assemblea aperta in cui discutere lo stato attuale del progetto del Comune, creare un manifesto condiviso e organizzare le prossime mobilitazioni.”
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