Con la delibera n. 314 dell’8 luglio 2025, la Giunta comunale dell’Aquila ha approvato un nuovo intervento che incide in modo significativo sull’assetto urbanistico e commerciale della zona ovest della città. Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di trasformazioni territoriali che, negli ultimi anni, hanno interessato l’area compresa tra Pettino e Cansatessa e che pongono interrogativi rilevanti in termini di pianificazione, equilibrio urbano e sviluppo economico complessivo.
Segue il comunicato stampa del consigliere Lorenzo Rotellini.
Con l’approvazione della delibera n. 314 dell’8 luglio 2025, il la Giunta Biondi conferma ancora una volta una visione miope e pericolosa dello sviluppo urbano dell’Aquila.
Nel giro di poche centinaia di metri, nella zona ovest della città, tra Pettino e Cansatessa, sotto questa amministrazione stanno prendendo forma quattro centri commerciali. Una concentrazione senza precedenti, che non risponde a nessuna logica di pianificazione seria e che dimostra come il sindaco continui a governare senza una strategia complessiva, inseguendo operazioni che favoriscono la grande distribuzione a discapito della città reale.
Biondi racconta da anni una città in crescita, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: il centro storico fatica a ripopolarsi, le attività di prossimità chiudono una dopo l’altra, intere porzioni di centro restano spente. Davanti a questo scenario, la risposta del sindaco è sempre la stessa: altro cemento, altre superfici commerciali, altri centri lontani dal cuore della città.
Definire questa scelta “interesse generale” è un atto di pura propaganda.
L’interesse generale sarebbe sostenere il commercio locale, rafforzare la residenzialità nel centro storico, tutelare chi ha investito nella ricostruzione e nel rilancio della città storica. Invece, con queste decisioni, il sindaco Biondi contribuisce ad allontanare persone e servizi dal centro, accelerandone il declino. Intanto altre attività del Centro Storico chiudono le loro saracinesche per sempre.
A rendere il quadro ancora più grave è il clima politico imposto da questa maggioranza. In Commissione consiliare, l’assessore Francesco De Santis ha ritenuto di liquidare le critiche dell’opposizione con insulti, accusandoci di essere “bugiardi” e arrivando persino a intimare di “stare zitti”.
Un atteggiamento inaccettabile sul piano istituzionale, soprattutto quando i fatti — delibere, metri quadri autorizzati e centri commerciali approvati — parlano da soli.
Questa amministrazione distribuisce metri quadri di commercio ai privati e poi tenta di compensare con iniziative simboliche, eventi o luminarie. Ma le imprese non vivono di spot: vivono di politiche strutturali, di una città che funzioni tutto l’anno. Politiche che oggi non esistono.
Il risultato è evidente: una città sbilanciata, congestionata a ovest e sempre più vuota nel suo centro storico. Un modello che non crea sviluppo duraturo, ma solo consumo di suolo e concorrenza distruttiva tra attività.
L’Aquila non ha bisogno di un quarto centro commerciale.
Ha bisogno di un sindaco che smetta di rincorrere operazioni immobiliari e inizi finalmente a pensare al futuro della città, partendo dai suoi abitanti, dal lavoro di qualità e dalla salvaguardia del centro storico.
"È il momento di superare definitivamente la logica della concessione temporanea. Non si può vivere a tempo indeterminato con una soluzione provvisoria. Noi di Alleanza Verdi Sinistra vogliamo che tutti abbiano diritto a una casa degna."
A tre anni dai fatti, il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena non è ancora riuscito a entrare nel vivo. Anche l’udienza prevista oggi è stata rinviata.
A tre anni dai fatti, il processo per l’uccisione dell’orsa Amarena non è ancora riuscito a entrare nel vivo. Anche l’udienza prevista oggi è stata rinviata.
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