Capitale della Cultura 2026, la maggioranza replica alle opposizioni: “I fatti parlano chiaro”

Capitale della Cultura 2026, la maggioranza replica alle opposizioni: “I fatti parlano chiaro”
Foto Luca Parisse
23 Giu 2026
“Il Consiglio Comunale dell’Aquila si è riunito ieri per discutere nel merito dell’anno della Cultura 2026. Ciò che le opposizioni evidentemente non si aspettavano è che dall’esame dei fatti emergesse con chiarezza quanto la città stia cogliendo pienamente questa straordinaria occasione” scrivono i Capigruppo di maggioranza in una nota.
“All’Aquila resteranno opere di assoluto rilievo nazionale: l’Ecce Homo di Antonello da Messina, il gonfalone realizzato da Marinella Senatore, un’opera di Maurizio Cattelan che, insieme a Marta Papini sta curando la mostra su Fabio Mauri. A questo si aggiunge il contributo delle Accademie di Belle Arti, che stanno arricchendo il panorama culturale della città con progettualità di alto profilo. Tutte le più importanti istituzioni e associazioni culturali cittadine — che ringraziamo sentitamente — stanno svolgendo un lavoro eccezionale di programmazione, con cartelloni di altissima qualità, fungendo al tempo stesso da collettore per le associazioni culturali del territorio che portano proposte e progetti concreti.
E a proposito di partecipazione: decine e decine di associazioni cittadine sono state direttamente coinvolte nei progetti della Fondazione Cittadellarte e di Marinella Senatore, in un percorso di creazione artistica condivisa che ha attraversato l’intera comunità. A questo si aggiungono i corsi di Ambasciatore della Cultura, che hanno formato oltre 700 soggetti tra associazioni e attività commerciali, rendendoli parte attiva del racconto della città. Parlare di mancanza di partecipazione significa semplicemente ignorare la realtà.
Va ricordato che esistono luoghi istituzionali,
pensati proprio per garantire il confronto tra tutte le forze politiche. È il caso del Comitato dei Garanti, in cui siedono un rappresentante della maggioranza e uno dell’opposizione: ebbene, in quella sede non è mai pervenuta una sola proposta da parte delle minoranze. Oggi si chiede l’istituzione di un ulteriore tavolo, tardivo e dai contorni indefiniti, nel tentativo di alimentare una narrazione secondo cui mancherebbe la partecipazione — affermazione smentita dai fatti, come il dibattito odierno ha ampiamente dimostrato.
La collaborazione che questa opposizione invoca si traduce, nei fatti, nel porsi su un gradino superiore, apostrofando chi governa la città come arrogante e insipiente, senza però avanzare una sola proposta concreta.
L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 è per noi un’occasione che deve consegnare della città un’immagine forte e autorevole ben oltre i confini locali. Per questo ci stiamo impegnando con determinazione, e per questo continueremo a farlo.”

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