Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, presidente di Anci Abruzzo e vicepresidente di Anci nazionale, è stato scelto come relatore del Comitato europeo delle Regioni sul nuovo quadro giuridico delle Capitali europee della cultura per il periodo 2034-2047.
L’annuncio è arrivato da Galway, in Irlanda, Capitale europea della cultura nel 2020, dove Biondi si trova per la riunione fuori sede della commissione per la Politica economica (ECON) del Comitato.
Il nuovo incarico riguarda la predisposizione del parere attraverso il quale città e regioni europee contribuiranno alla revisione di una delle principali iniziative culturali dell’Unione europea.
La Commissione europea ha presentato il 10 settembre la proposta relativa al periodo 2034-2047, considerando che l’attuale quadro normativo arriverà a scadenza alla fine del 2033. Tra gli obiettivi indicati figurano il mantenimento della forte dimensione europea dell’iniziativa, la semplificazione delle procedure di selezione e attuazione, una maggiore inclusività e una più marcata attenzione all’eredità lasciata alle città nel lungo periodo.
Il parere affidato a Biondi sarà esaminato dalla commissione SEDEC, competente per Politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura, che dovrebbe adottarlo il 10 dicembre. Il passaggio successivo sarà il voto in sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni, previsto per il 3 e 4 febbraio. Il contributo delle città e delle regioni accompagnerà quindi l’esame della proposta da parte del Parlamento europeo e del Consiglio.
Da Galway a L’Aquila, il valore della cultura
Per Biondi, l’annuncio arrivato da Galway assume un significato particolare. La città irlandese ha infatti vissuto il proprio anno da Capitale europea della cultura nel 2020, in piena pandemia.
«Questa città ha vissuto il suo anno da capitale nel 2020, quando la pandemia aveva fermato tutto. Ha dimostrato che la cultura è ciò che tiene unita una comunità quando il resto si ferma», ha dichiarato il sindaco.
Un’esperienza che Biondi collega direttamente a quella dell’Aquila dopo il terremoto del 2009. «La cultura non è stata l’ornamento della ricostruzione, ne è stata il fondamento», ha sottolineato, ricordando il percorso della città che nel 2026 è Capitale italiana della Cultura.
Secondo il sindaco, proprio questa esperienza può oggi essere portata nel confronto europeo, con l’obiettivo di contribuire alla definizione del futuro programma delle Capitali europee della cultura.
«Una Capitale deve lasciare un’eredità»
Tra i temi che Biondi intende sostenere nel nuovo incarico c’è quello della continuità degli effetti prodotti dall’anno da Capitale.
«Una Capitale della cultura non può avere funzioni ed effetti estemporanei», ha affermato. L’obiettivo, ha spiegato, è fare in modo che l’iniziativa rappresenti un investimento capace di produrre risultati anche dopo la conclusione dell’anno ufficiale.
Da qui la condivisione della scelta della Commissione europea di porre maggiore attenzione all’eredità di lungo periodolasciata dalle Capitali alle proprie comunità.
Biondi ha inoltre indicato come priorità la necessità di mantenere l’iniziativa aperta anche alle città medie, considerate parte centrale del tessuto europeo. In questo senso, secondo il sindaco, le esperienze di Galway e L’Aquila dimostrano come non siano necessarie grandi metropoli per produrre trasformazioni attraverso la cultura.
Biondi ha infine ringraziato il gruppo ECR, che ha proposto il suo nome per l’incarico, e i componenti della commissione SEDEC che hanno condiviso la scelta, assicurando l’intenzione di lavorare con tutti i gruppi politici affinché il futuro parere raccolga le istanze delle città e delle regioni europee.
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