Lo scorso venerdì il consigliere regionale del Partito Democratico, Pierpaolo Pietrucci, si è recato presso l’ADSU (l’azienda del diritto allo studio regionale) chiedendo poi l’intervento della Guardia di Finanza per denunciare la mancata consegna di documenti chiesti attraverso la presentazione di istanze di accesso gli atti:
“Ho chiesto che il verbale della Guardia di finanza venga inviato alla Procura della repubblica – ha raccontato Pietrucci -. Ogni consigliere regionale ha diritto a prendere visione degli atti in base all’art.30 dello statuto in qualsiasi momento. Sono passati ampiamente i 30 giorni e non ho avuto risposte. Quindi mi sono presentato e ho chiesto di parlare con il presidente che però non c’era. Non c’era neppure un funzionario abilitato a darmi le carte e mi è stato risposto che nessuno poteva consegnarmi nulla. Ho chiamato, quindi, la Guardia di Finanza e ho fatto verbalizzare tutto”.
“È evidente – concludeva il consigliere Dem – di come l’Adsu sia ormai un ente allo sbando che sta facendo suicidare letteralmente l’Università aquilana”.
Nella giornata di ieri la difesa dell’Assessore all’urbanistica del comune dell’Aquila Francesco De Santis:
“Le elezioni non si vincono con le sceneggiate: quando un politico, riferimento del territorio, si abbandona a questi scenografici blitz, arrivando a scomodare la Guardia di Finanza per entrare in possesso di documenti, tra l’altro disponibili a tutti, si può solo pensare a strumentalizzazioni elettorali o alla necessità di mettersi in mostra per la ricandidatura al Consiglio regionale. L’azione di ieri del consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci si commenta da sola”.
“L’accesso agli atti – continua De Santis in una nota – è un suo sacrosanto e legittimo diritto, ma deve avere il coraggio di dire alla collettività che parte delle carte le ha già ricevute e che la restante la avrebbe avuta nei prossimi giorni. L’Adsu dell’Aquila è un ente trasparente nel quale, come si suole dire, non c’è trippa per gatti, soprattutto per coloro che vogliono speculare su qualche presunto scandalo”
“La professoressa Eliana Morgante – concludeva De Santis – persona di specchiata onestà, sta gestendo con trasparenza, merito e professionalità, insieme a tutta la sua struttura amministrativa e a tecnici di primissimo livello, un ente che naviga in acque tempestose perché anche con la complicità strumentale del centrosinistra si sono create le condizioni per un blocco amministrativo che ha portato alla revoca dell’incarico al vertice burocratico”
Non si è fatta attendere la replica id Pietrucci:
“Con rara presunzione, l’assessore comunale De Santis, senza averne alcun titolo, si auto-promuove rappresentante dell’Azienda per il Diritto allo Studio dell’Università dell’Aquila. E, costretto a una difesa di partito (forse perché la Morgante è già stata scaricata dalla Giunta Marsilio) nel rispondermi sbaglia tutte le cose che scrive. Infatti:
1) Non ho ricevuto alcun documento di quelli richiesti con le diverse richieste di accesso agli atti. Nessuno!
L’unica nota consegnatami brevi manu – e non è di quelle richieste – riguarda il ruolo dell’avv. Placidi in rappresentanza dell’ADSU (a che titolo?) nella seduta della Commissione consiliare.
2) Avrei volentieri evitato di ricorrere all’ausilio della Guardia di Finanza se i vertici ADSU avessero rispettato la legge: purtroppo l’assenza di risposte dopo oltre 30 giorni (ai Consiglieri Regionali da Statuto Regionale devono essere esibiti subito) mi ha fatto capire che fosse in atto qualcosa (paura? boicottaggio? indifferenza? ostilità?) per impedire di conoscere la realtà delle cose.
3) Proprio perché l’accesso agli atti non è solo un legittimo diritto, ma è un dovere istituzionale, sarebbe giusto – e questo De Santis fa finta di non saperlo – per rispetto delle norme sulla trasparenza, pubblicare per tempo sul sito dell’Ente tutti i provvedimenti previsti, senza costringere cittadini o amministratori a richiederli (peraltro con insistenza e purtroppo ancora l senza riceverli).
4) Visto che fa il difensore d’ufficio della presidente Morgante, l’assessore De Santis sa anche dire perché non sono stati pubblicati i Bilanci dell’ADSU (bilancio 2023 e rendiconto 2022)? Sa dire se sono state accantonate le somme (10 mln di euro) di risarcimento ai parenti delle vittime della Casa dello Studente e quelli previsti per le parcelle degli avvocati e a quanto ammontano? Sa forse che fine hanno fatto le delibere di CDA di settembre 2023 che a detta dei funzionari ADSU (tutto scritto nei verbali della GdF) sembrano scomparse? Sa dov’è o conosce la documentazione relativa alla vulnerabilità sismica o alle barriere architettoniche degli edifici ATER di Cansatessa dove sono stati relegati alcuni studenti? O ancora sa giustificare i ritardi nel pagamento di stipendi dei lavoratori ADSU, nell’erogazione di Borse di Studio, nella predisposizione di tanti atti che ho evidenziato da tempo? O mi sa spiegare come si uscirà dal cul de sac in cui la Morgante si è infilata revocando la Direttrice Di Salvatore e non riuscendo tuttora a sostituirla? Sa che fine ha fatto la designazione dell’avvocato Cervale, decretata dal Consiglio Regionale su proposta delle opposizioni e ferma nelle nebbie dei porti della Giunta Marsilio da due mesi?
6) La richiesta di dimissioni – lo so, l’ho scritto e lo sostengo– sono l’estremo appello che si è costretti a fare quando è manifesta l’incapacità amministrativa al vertice di una Azienda. Purtroppo è così per l’ADSU: o De Santis vuole dire che l’ADSU dell’Aquila funziona bene? Ma ci parla con gli studenti? Si rende conto della situazione gravissima che si vive all’Aquila? Lo sa che mancano centinaia di posti letto per i fuori sede? Che i trasporti non funzionano? Che servirebbero mense, aule studio, servizi? Si accorge che la città e il suo centro storico senza la presenza degli universitari è condannata a deperire e alla desertificazione umana? Perché De Santis non si occupa di questo, perché non ne facciamo un grande tema di confronto pubblico in una città che fonda tanta parte della sua identità sulla conoscenza e la formazione?
La cosa gravissima è che in cinque anni, sapendo di dover lasciare lo “studentato” della Campomizzi, l’ADSU, la Giunta Regionale e Comunale non hanno predisposto soluzioni, né un piano per garantire un’analoga, se non più elevata, opportunità di servizi.
Suggerisco perciò di lasciare da parte le allusioni elettorali perché il giudizio dei cittadini varrà per tutti. E senza insegnare nulla a nessuno, penso umilmente che gli universitari aquilani chiedano risposte serie e non un panegirico di complimenti sperticati della Presidente, che manco fosse Angela Merkel!”
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