Si allarga il fronte delle critiche contro la decisione dell’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis di diffidare l’associazione Fraterna Tau dall’aprire la chiesa di San Bernardino, a Piazza d’Armi, per offrire un riparo notturno a 24 persone migranti costrette da settimane a dormire all’aperto. Una scelta che ha acceso un duro confronto politico e civile in città, con prese di posizione nette da parte di Sinistra Italiana, dei Giovani Democratici e di consiglieri comunali di opposizione.
Di seguito, i testi dei comunicati, riportati integralmente.
Sinistra Italiana L’Aquila: “Restiamo umani!”
Restiamo umani! Sinistra Italiana L’Aquila esprime profonda preoccupazione e indignazione per la decisione dell’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis di diffidare l’associazione Fraterna Tau dall’aprire le porte della chiesa di San Bernardino per accogliere 24 persone migranti costrette da settimane a dormire all’aperto. Di fronte a esseri umani infreddoliti, bagnati, esposti alle intemperie e in attesa che si sblocchino le procedure d’asilo, l’amministrazione comunale sceglie ancora una volta la strada della rigidità burocratica e della chiusura. Si preferisce parlare di “abusi” e di “ordinanze di demolizione” invece di affrontare un’emergenza umanitaria che si consuma ogni notte nella nostra città.
La proposta avanzata da Paolo Giorgi e dalla Fraterna Tau è una risposta concreta, immediata e rispettosa: garantire un riparo temporaneo, mantenendo intatte le funzioni religiose della struttura e assicurando pulizia, ordine e dignità. È un gesto di umanità che dovrebbe essere sostenuto, non ostacolato.
Benedetto Croce, nel 1942, ebbe a scrivere il famoso saggio “perché non possiamo non dirci cristiani” ossia un’analisi di come il cristianesimo abbia inciso sulla nostra cultura, formando una coscienza collettiva che metteva e dovrebbe a tutt’oggi mettere l’uomo al centro: oggi dove sono quei valori in chi si professa cristiano e osservante? Il centro celestiniano decide di aprire le porte della chiesa ai poveri e agli ultimi e la risposta, da parte del comune amministrato – pro tempore – da una destra solita a queste prese di posizioni prive di umanità (ricordiamoci dei voucher durante il covid, giusto per dirne una…) è una diffida.
L’amministrazione comunale invece di prevenire e risolvere i problemi (addirittura Pescara amministrata da Masci ha un Piano Freddo), crea ostacoli a chi cerca di tamponare una situazione non più sopportabile. Chiediamo all’amministrazione di ritirare immediatamente la diffida e di aprire un confronto serio con le realtà sociali che ogni giorno, spesso in solitudine, suppliscono alle mancanze delle istituzioni. La gestione dell’accoglienza non può essere lasciata al volontariato, né può essere trattata come un problema di ordine pubblico o edilizio.
In queste ore siamo impegnati nella raccolta di coperte, sacchi a pelo, giacche, piumini, felpe, maglioni etc oltre che di tutti i beni di prima necessità, che consegneremo ai responsabili della Fraternita TAU chiedendo, contemporaneamente, a chiunque senta una profonda indignazione, di esprimere in ogni luogo (scuola, università, famiglia, amici, social etc) il proprio dissenso nei confronti della posizione espressa dal comune di L’Aquila per il tramite dell’assessore De Santis: Restiamo Umani!
Giovani Democratici: “L’accoglienza non si criminalizza”
“Le dichiarazioni dell’assessore comunale dell’Aquila Francesco De Santis sulla vicenda dell’accoglienza dei migranti nell’area di San Bernardino rappresentano un approccio disumano, miope, burocratico e profondamente sbagliato sul piano umano e politico” affermano il segretario provinciale dei Giovani Democratici dell’Aquila Francesco Balassone e quello regionale Saverio Gileno – “Ridurre una situazione di emergenza sociale e umanitaria a una mera questione urbanistica significa voltare le spalle a persone in carne e ossa, che chiedono protezione, dignità e un riparo dal freddo”.
“Colpisce, in particolare, che questo atteggiamento venga assunto in relazione a un luogo che, per sua stessa natura, richiama valori di solidarietà e accoglienza. Il Vangelo è chiaro e non lascia spazio ad ambiguità: ‘Ero straniero e mi avete accolto’ (Mt 25,35). Un richiamo spirituale, etico e civile che dovrebbe orientare l’azione pubblica, soprattutto in una comunità che si richiama spesso alle radici cristiane. L’accoglienza non può essere criminalizzata né trattata come un problema di ordine pubblico o di compatibilità formale. È compito delle istituzioni garantire risposte concrete, coordinate e rispettose dei diritti fondamentali, non alzare muri o scaricare responsabilità su associazioni, volontari e realtà del terzo settore che suppliscono alle gravi mancanze dell’amministrazione” proseguono i Giovani Dem.
“Per i Giovani Democratici l’Aquila e dell’Abruzzo, la politica deve tornare a essere strumento di cura della comunità, non esercizio di rigidità ideologica o amministrativa. Servono soluzioni strutturate, trasparenti e umane, non prese di posizione che rischiano di alimentare paura e divisioni. L’Aquila merita un’amministrazione capace di coniugare legalità, solidarietà e rispetto della dignità umana” conclude la nota.
Romano e Rotellini: “Legalità e umanità non sono alternative”
L’assessore De Santis parla da salviniano o da assessore all’urbanistica? Lecito chiederselo se, da assessore all’urbanistica, si augura l’abbattimento di una chiesa – quella di San Bernardino in Piazza D’Armi – inserita dal Ministero della Cultura nel censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi. La chiesa, progettata da Antonio Citterio e Patricia Viel, su specifica richiesta della stazione appaltante, cioè dell’allora amministrazione comunale all’esito del concorso di progettazione del Parco di Piazza D’Armi, era definita dai vincitori del concorso internazionale di progettazione opera di qualità architettonica e con “una sua forte funzione per il quartiere, qualità che ci hanno indotto a mantenere questa struttura così come la piazza mercato e l’area sportiva.” Il Consiglio comunale, tra l’altro, si era espresso nel 2021 in maniera chiara sulla struttura: un indirizzo politico che impegnava l’amministrazione a valutare una soluzione concordata e transattiva della controversia giudiziaria ancora in atto, capace di tenere insieme il rispetto delle norme amministrative, l’interesse generale e la tutela di un servizio sociale essenziale. Ma si parla anche di sicurezza e igiene pubblica per i cittadini aquilani, perché l’assistenza organizzata significa persone monitorate, seguite, non abbandonate per strada senza alcun controllo.
Lo stesso Consiglio aveva inoltre indicato la necessità di verificare le condizioni tecnico-amministrative per prolungare l’efficacia del provvedimento autorizzativo del Complesso Celestino V e per prorogare l’attuale affidamento della gestione fino al rientro, al termine dei lavori, nella sede originaria di via dei Giardini. Sarebbe dunque corretto e doveroso raccontare alla città che cosa la Giunta ha realmente fatto – o non fatto – in questi anni per dare seguito a quell’indirizzo del quale non si poteva non tenere conto. Altro aspetto riguarda l’anima di chi governa la città dei Santi Celestino e Bernardino da Siena nel paese di Francesco d’Assisi, consapevoli, noi, che lasciare ancora al freddo di questo inverno dei cristiani sia un atto non degno di umanità. È un errore grave e strumentale trasformare la questione della necessità di un ricovero temporaneo in un presunto conflitto tra legalità e bisogni delle persone. Le due cose non si escludono: si tengono insieme. Chi prova a contrapporle dimostra di non avere né una visione politica né una reale sensibilità sociale. Il problema non è la sentenza del Consiglio di Stato, ma il servizio sociale che si vuole fornire alla città: non solo per gli stranieri della prefettura ma per tutti coloro che hanno bisogno di un ricovero dove dormire. Proprio per questo è incomprensibile che a parlare sia l’assessore all’urbanistica invece dell’assessore alle politiche sociali. La responsabilità politica dovrebbe essere dell’assessore Tursini, che solo poche settimane fa annunciava sui giornali l’apertura dei progetti CASE per poi scomparire dalla scena mediatica e, soprattutto, dal confronto istituzionale; eppure si tratta di fragilità che attendono risposte dalla Prefettura, di presa in carico, di accompagnamento e di dignità. Siamo pronti a portare il tema del dormitorio pubblico in aula alla prima occasione utile. Perché, fino a prova contraria, l’indirizzo politico del Comune dell’Aquila lo dà il Consiglio comunale, non le dichiarazioni estemporanee né le fughe in avanti di singoli assessori. Le scelte si assumono in modo responsabile, con una votazione esplicita davanti alla città. Altre realtà abruzzesi, anche governate dal centrodestra, hanno attivato da anni politiche strutturate per chi vive in condizioni di grave marginalità.
A L’Aquila, invece, assistiamo all’ennesima dimostrazione di assenza di visione e di umanità da parte dell’amministrazione comunale. L’ultimo esempio riguarda la città di Pescara, governata dagli stessi partiti presenti a L’Aquila, che da anni, in vista del freddo invernale, vara il “Piano freddo” per accogliere le persone senza fissa dimora durante le ore notturne.
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[…] Francesco De Santis, in piena continuità con quanto dichiarato anche nei mesi passati, si è subito schierato contro questa decisione, definendola una “provocazione”. È bene da questo punto di vista ribadire che chi amministra un comune ha il dovere di adoperarsi, […]