Chiara, Francesco, Mario, Giulia…sono i nostri nomi. Nomi comuni, come quelli di 5 milioni di lavoratrici e lavoratori che in questo paese guadagnano meno di 10 euro lordi l’ora.
La nostra Costituzione, all’art.36, prevede che la paga giusta debba garantire “un’esistenza libera e dignitosa”. Ma come si fa a pagare mutui, affitti, bollette, trasporti, a prendere una pizza con gli amici, come si fa ad avere del tempo libero quando si guadagna una miseria?
I nostri bisnonni hanno lottato per una Repubblica fondata sulla dignità di chi lavora, non sullo sfruttamento. Ora tocca a noi: non vogliamo più lamentarci e basta, ma riprenderci il minimo che ci spetta!
Il 19 maggio abbiamo depositato in Cassazione la nostra proposta di Legge di Iniziativa Popolare per un salario minimo di almeno 10 euro l’ora, agganciato all’inflazione.
Il week end del 2 giugno, festa della Repubblica, vogliamo riprenderci la nostra storia: lasciamo a loro le parate militari. La nostra Repubblica di sfruttati e sfruttate, partirà con la raccolta firme.
Il 2 giugno potrai trovarci qui:
*AVEZZANO
Piazza Risorgimento,
17.30 – 20.00;
*L’AQUILA
Quattro Cantoni,
18.30 – 20.00
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