Sanitari sotto tiro in Abruzzo, l’OPI Pescara lancia la marcia del rispetto: “Basta violenza nei reparti”

Sanitari sotto tiro in Abruzzo, l’OPI Pescara lancia la marcia del rispetto: “Basta violenza nei reparti”
29 Apr 2026

Il bilancio della violenza contro chi cura in Abruzzo ha raggiunto vette preoccupanti nel corso del 2025, delineando un quadro di insicurezza diffusa all’interno delle strutture ospedaliere regionali. Secondo i dati ufficiali illustrati dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Pescara, si contano circa duecento episodi di aggressione, tra violenze fisiche e verbali, che hanno visto coinvolti complessivamente 300 operatori sul territorio abruzzese. La situazione appare particolarmente critica nel contesto della Asl di Pescara, dove si sono verificati 70 casi specifici che hanno colpito 80 professionisti della salute. Questi numeri non rappresentano solo statistiche, ma ferite aperte nel sistema di assistenza territoriale.

Per rispondere a questa escalation, l’OPI Pescara ha promosso l’iniziativa denominata “Passi di Cura, Passi di Rispetto – Insieme contro le aggressioni al personale sanitario”. Si tratta di una passeggiata di sensibilizzazione che animerà il cuore di Pescara domenica 3 maggio, con raduno fissato alle ore 9:00 davanti al Teatro ‘D’Annunzio’. Il programma prevede un primo confronto con i rappresentanti delle istituzioni politiche, seguito da un corteo che percorrerà il lungomare fino a piazza della Rinascita, per poi concludersi al punto di partenza. L’evento gode del patrocinio e del supporto logistico del Comune di Pescara, a testimonianza di una sinergia necessaria tra professionisti e amministrazione locale.

Durante la conferenza stampa di presentazione, a cui hanno preso parte l’assessore Patrizia Martelli, la presidente dell’OPI Pescara Irene Rosini, il vicepresidente Giuseppe Fedele Di Maggio e la consigliera Maria Grazia D’Intino, è emerso con forza il valore simbolico dell’iniziativa. Gli organizzatori invitano i partecipanti a indossare un capo d’abbigliamento bianco o un nastro rosso per manifestare solidarietà. La presidente Rosini ha posto l’accento sulla vulnerabilità di settori chiave come il 118, il Pronto Soccorso e le aree di degenza critica, segnalando con amarezza come episodi di intolleranza si siano verificati persino all’interno delle sale parto.

Sebbene le aziende sanitarie abbiano implementato percorsi di formazione specifica per fornire agli operatori gli strumenti necessari a gestire i conflitti, la vera sfida resta culturale. L’obiettivo della passeggiata festiva è proprio quello di abbattere il muro tra personale sanitario e utenza, trasformando la rabbia in collaborazione. Come ribadito dai vertici dell’Ordine, medici e infermieri lavorano quotidianamente al fianco dei cittadini e non contro di essi. Solo attraverso una profonda azione di sensibilizzazione collettiva sarà possibile garantire che gli ospedali tornino a essere luoghi di esclusiva cura e sicurezza, ponendo fine a una spirale di violenza che colpisce l’intera comunità.


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