Lo stadio Adriatico torna a ruggire e lo fa nel modo più fragoroso possibile. Il Pescara schianta il Bari con un perentorio 4-0, annichilendo una diretta concorrente per la salvezza che si presentava in Abruzzo forte dei successi contro Sampdoria ed Empoli. Una vittoria totale, che non solo rilancia le ambizioni del Delfino ma certifica la rinascita di un gruppo capace finalmente di far divampare quel potenziale rimasto troppo a lungo sotto la cenere.
Il protagonista assoluto della nuova era biancazzurra è Lorenzo Insigne. Il suo ritorno in Abruzzo dopo quattordici anni ha il sapore della predestinazione: il fantasista campano, che proprio qui mosse i primi passi verso il grande calcio, ha ripreso il filo del discorso con una naturalezza disarmante. Anche ieri, oltre alla freddezza mostrata nel trasformare il calcio di rigore, Insigne ha agito da vero leader tecnico ed emotivo, prendendosi la squadra sulle spalle e gestendo con carisma ogni fase del match, dal rapporto con l’arbitro alla pressione sugli avversari.
Dopo aver già lasciato il segno nella preziosa vittoria contro il Palermo, il “Magnifico” sta dimostrando che la classe non ha età. Rapido nello stretto, letale tra le linee e costante minaccia nell’uno contro uno, Insigne ha restituito imprevedibilità a una manovra che ora segue con fiducia il suo trascinatore. Con questa mentalità e un fuoriclasse in stato di grazia, la rincorsa verso la permanenza in categoria non è più solo una speranza, ma un obiettivo concreto.
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