Dopo la riuscita manifestazione “La sanità pubblica si difende”, della scorso settimana, che ha visto la presenza di circa 500persone di fronte i cancelli (chiusi!) della ASL1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona, era previsto oggi un incontro tra le parti.
Da un lato del tavolo c’erano le tante forze che hanno dato vita alla mobilitazione: Cgil L’Aquila, Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale, Sindacato Dei Medici Italiani, Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, 180 Amici L’Aquila, Unasam, Cittadinanzattiva L’Aquila, Tribunale per i diritti del malato Abruzzo, Anpi, Arci, Auser, Udu, Associazione Donatella Tellini-Centro Antiviolenza e Biblioteca delle Donne, Associazione Donne TerreMutate, Comitato promotore “ Salviamo i Nuclei di Cure Primarie”.
Dall’altra i vertici della Asl1 diretta da Ferdinando Romano.
“Se vi fosse stato bisogno di conferme circa la debolezza ed inadeguatezza degli attuali vertici della ASL 1, la riunione odierna ha certificato il giudizio” è il duro commento espresso in una nota dalla Cgil L’Aquila.
“Nessuna risposta sui temi posti. Incredibili rimandi di responsabilità alla politica regionale, che peraltro tale assetto ha dato alla ASL1. In un drammatico gioco delle parti loro sono i buoni, i volenterosi, i coerenti e gli altri, cioè i loro mentori, i cattivi. Nessuna assunzione di responsabilità. Vi è sempre un impedimento, le problematiche rimangono prive di soluzioni”.
“Sui Nuclei di Cure Primarie siamo alla farsa – continua la nota del maggior sindacato confederale -. Sono intenzionati a procedere alle sostituzioni dei medici usciti per pensionamento, ma incredibilmente non conoscono le capienze del loro Bilancio e dei vari fondi che lo compongono. Altrimenti ‘certamente’ procederebbero”.
“Sulle Case di Comunità , confermano determinazioni incomprensibili, dettate da convenienze economiche e non dai bisogni delle cittadine e dei cittadini. Pertanto le stesse sia a L’Aquila che a Sulmona sorgeranno all’interno dei nosocomi cittadini, ben distanti da quel concetto di medicina territoriale di prossimità tanto reclamata ed anelata durante la dura fase pandemica. Allo stesso tempo si prospettano mirabolanti projet-financing tesi a realizzare parcheggi certo utili, ma che non risolvono i problemi dell’assistenza sanitaria delle nostre comunità”.
“Fastidio e mancate risposte la cifra della riunione. Fastidio nel produrre e consegnare atti, nel renderli disponibili, nel comunicare. Risposte tutte volte a giustificare se stessi e rispedire le responsabilità alla Politica.
“La commedia all’italiana insomma” afferma senza mezzi termini la nota della Cgil. Che prosegue: “Tante, troppe quasi tutte inevase le richieste poste nella Piattaforma prodotta dalle scriventi. Ancora hanno bisogno di tempo. Lo stesso che i fruitori dei servizi sanitari spesso non hanno. Lo stesso che loro provano a guadagnare, mentre le problematiche tutte rimangono senza risposta”.
“Esternalizzazioni, liste di attesa, emergenza urgenza, salute mentale, consultori, hackeraggio e furto dei dati gli altri temi posti alla loro attenzione. Risposte evasive e di circostanza. Impegni pochi e formali”.
“Sostanza nulla” sentenzia il sindacato. Che però conclude annunciando una nuova convocazione. “Noi saremo come sempre presenti e determinati ad ottenere le risposte ai bisogni posti. Il tempo però è fattore determinante. Non siamo disposti ad ulteriori rimandi, non accetteremo ulteriori giustificazioni. Siamo pronti a continuare la mobilitazione e se necessario ad alzare il livello della stessa“.
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