La legge 194 supera questa vergogna ed affida ai consultori ed al sistema sanitario pubblico il compito di accompagnare la donna nella sua libera scelta. Pensavamo che i risultati positivi della legge placassero i nemici della libertà femminile, invece ancora sono attivi in una battaglia ideologica che ha come unico obiettivo il controllo del corpo femminile.
Non torneremo indietro, difenderemo quello che abbiamo conquistato e quello per cui abbiamo combattuto per ottenere il diritto all’autodeterminazione in termini di salute riproduttiva.
Ci batteremo in tutto Abruzzo per difendere la Legge 194 e la sua corretta applicazione. Insieme alle donne da sempre impegnate nei collettivi, movimenti ed associazioni femministe. Abbiamo molto apprezzato il sit in di FUORI GENERE davanti all’ospedale delL’Aquila a cui hanno aderito anche le Dem dell’Aquila. E’ stato giustamente denunciato il caso dell’ospedale aquilano dove si è interrotta la somministrazione della pillola , attediamo che l’impegno della Asl1 a far ripartire il servizio RU486 a fine agosto venga mantenuto.
La Conferenza delle Donne Democratiche Abruzzo ringrazia tutte e tutti per la partecipazione una tavola rotonda dal titolo “Legge 194: per non tornare indietro, libere nella scelta” con un parterre di esperti nella gremita sala conferenze del Comune di Avezzano.
Hanno partecipato alla tavola rotonda, oltre alla portavoce regionale delle donne democratiche e consigliera comunale Lorenza Panei che ha introdotto l’iniziativa, la portavoce nazionaleRoberta Mori che l’ha conclusa, il dott. Giuseppe Ruggeri, primario ginecologia Ospedale di Avezzano, la dott.sa Rossella De Santis, direttrice distretto sanitario area Marsica, dott.ssa Amelia Paoloni, assistente sociale consultorio Asl 1.
Sono inoltre intervenute nel dibattito l’on Stefania Pezzopane componente della Direzione nazionale Pd e consigliera comunale, la Prof Leila Kechoud vicesegretaria regionale e componente direzione nazionale Pd, Gilda Panella attivista e presidente della Associazione femminista Terra madre, la giornalista Orietta Spera e l’ex sindacalista Mario Casale.”

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