L’Aquila, i sindacati AMA rispondono alla Corte dei Conti: “I nostri accordi frutto di sacrifici reali, non di regalie”

L’Aquila, i sindacati AMA rispondono alla Corte dei Conti: “I nostri accordi frutto di sacrifici reali, non di regalie”
04 Ott 2026

Dura replica delle RSA di FILT-CGIL e FIT-CISL in merito alla gestione aziendale e agli accordi presi nel periodo critico. Turni spezzati, blocco del turnover e carichi di lavoro extra: “Nelle carte bollate i sacrifici quotidiani non contano”.

La reazione del mondo sindacale non si è fatta attendere. A seguito dei rilievi e delle discussioni legate alla recente pronuncia della Corte dei Conti su AMA SpA, le Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA) dell’azienda – per voce di Valerio Masciovecchio (FILT-CGIL) e Venturino Di Marzio (FIT-CISL) – hanno diramato un comunicato fermo e dettagliato per difendere la dignità e la correttezza del percorso intrapreso dai lavoratori.

Il punto centrale sollevato dalle sigle sindacali riguarda la natura degli accordi sottoscritti in un momento storico particolarmente complesso, segnato da emergenze e criticità operative. Secondo le RSA, la produttività, l’implementazione dei servizi e la necessaria razionalizzazione non si ottengono “con le chiacchiere”, ma attraverso intese concrete che hanno richiesto un forte impegno umano e professionale da parte del personale.

Nel documento viene evidenziato come gli accordi di quel periodo abbiano imposto una profonda riorganizzazione interna: dall’introduzione dei turni spezzati al blocco totale del turnover. Condizioni che si sono tradotte in un impatto pesantissimo sulla vita quotidiana dei dipendenti.

Il peso dei turni spezzati e del blocco del turnover

Per rendere l’idea dei sacrifici richiesti, il comunicato entra nel dettaglio della routine lavorativa di un autista: sveglia alle 5:30 del mattino, inizio del turno alle 6:30, una pausa a metà giornata con il ritorno a casa, seguita da un secondo turno pomeridiano fino alle 16:00. Un quadro reso ancora più critico dall’addio di cinque colleghi andati in pensionamento nel giro di tre anni.

Un’emorragia di personale il cui carico lavorativo – in termini di ore di guida e mansioni – è stato interamente assorbito dai lavoratori rimasti in servizio. «Tuttora tutti gli autisti continuano a fare sacrifici tutti i giorni – sottolineano Masciovecchio e Di Marzio – ma evidentemente nelle carte bollate queste cose non contano».

La nota delle RSA si chiude dunque con un richiamo alla realtà concreta della fabbrica e del servizio pubblico, ricordando che dietro ai numeri e ai rilievi burocratici ci sono persone, turni massacranti e un impegno quotidiano garantito a tutela della città dell’Aquila.


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