Il presidente dell’Uganda Yoweri Museveni ha firmato una legge che rende illegali gli atti omosessuali e prevede, tra l’altro, la pena di morte per gli omosessuali condannati per stupro o per rapporti sessuali con minori o disabili. Con l’entrata in vigore della nuova legge, le persone o i gruppi che difendono gli omosessuali, come gli attivisti LGBT, rischiano di ricevere pene fino a 20 anni di carcere. Ma la nuova legge prevede ancora la pena di morte per «omosessualità aggravata», definita come i casi di rapporti sessuali che coinvolgono persone infette da hiv così come con minori e altre categorie di persone vulnerabili. Inoltre, un sospetto condannato per «tentata omosessualità aggravata» può essere incarcerato fino a 14 anni.
Flavia Mwangovya, direttore regionale aggiunto di Amnesty International, ha dichiarato:
“Questo è un giorno terribilmente buio per i diritti delle persone Lgbtqia+ e per l’Uganda. La firma di questa legge profondamente repressiva è un grave attacco ai diritti umani e alla Costituzione dell’Uganda, nonché agli accordi regionali e internazionali per i diritti umani ai quali l’Uganda aderisce. La legge contro l’omosessualità del 2023 non farà altro che legalizzare la discriminazione, l’odio e i pregiudizi contro gli ugandesi Lgbtqia+ e i loro sostenitori. È inaccettabile che rischino di perdere la vita, la privacy, la libertà di espressione e la possibilità di vivere liberi dalla discriminazione”.
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