Cina, la nuova Grande Muraglia è di pannelli solari: 400 km nel deserto per produrre energia

Cina, la nuova Grande Muraglia è di pannelli solari: 400 km nel deserto per produrre energia
26 Set 2026

Non è fatta di pietra e mattoni per respingere i barbari, ma di silicio e acciaio per sfidare la crisi climatica. La Cina ha acceso i cantieri di una titanica “Grande Muraglia” energetica nel cuore del deserto di Kubuqi, nella regione autonoma della Mongolia Interna: una striscia di pannelli solari lunga ben 400 chilometri e larga circa 5 chilometri.

Un’infrastruttura colossale che sta già ridisegnando la geografia del territorio, tanto da risultare nitidamente visibile anche dallo spazio attraverso le immagini satellitari, dove distese di celle fotovoltaiche prendono via via il posto delle dune di sabbia spoglie. Il progetto non ha solo una valenza record sul fronte della produzione di energia — la capacità a regime toccherà l’incredibile quota di 100 gigawatt — ma persegue un duplice obiettivo strategico e ambientale. Da un lato, la muraglia fotovoltaica serve a bloccare l’avanzata della sabbia e a contenere l’erosione del deserto, creando una barriera fisica che protegge le aree circostanti. Dall’altro, si inserisce in un sistema ibrido e integrato che unisce l’energia solare, quella eolica, centrali a carbone di supporto e avanzati sistemi di accumulo (storage), garantendo stabilità alla rete elettrica.

L’opera si candida a diventare il simbolo di come le grandi potenze possano ripensare le infrastrutture energetiche su scala macroscopica, trasformando aree geograficamente ostili e improduttive in enormi hub di transizione ecologica. La Cina dimostra ancora una volta di voler accelerare sui gigawatt verdi, fondando la propria sicurezza energetica su interventi radicali che fondono ingegneria, tutela del territorio e geopolitica delle rinnovabili.


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