A Calascio arriva “Biografie d’Alta Quota”, il laboratorio di teatro di comunità

A Calascio arriva “Biografie d’Alta Quota”, il laboratorio di teatro di comunità
06 Set 2024
Rigenera Festival Calascio 2024: “Biografie D’Alta Quota” Laboratorio-Teatro di comunità, a cura di Antonia Renzella, Valeria Bafile e Diego La Chioma. La ricostruzione di una biblioteca vivente, un’esperienza di teatro di comunità in cui l’intera collettività del paese è protagonista con le sue storie e le sue memorie, di chi è restato, e di chi se n’è andato tanti anni fa ma poi ha deciso di tornare, per colmare un vuoto, una mancanza che solo i luoghi sanno restituire.  
Il Rigenera Festival Calascio 2024 è un progetto che punta a “risvegliare” l’attrattività del borgo storico di Calascio all’interno del progetto pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo” del Comune di Calascio, selezionato dalla Regione Abruzzo nell’ambito della misura del PNRR del Ministero della Cultura (Linea A – M1.C3 – Investimento 2.1– “Attrattività dei borghi”), finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU.
In tale ambito, il laboratorio di comunità “Biografie d’Alta Quota” si svolgerà dal 7 al 27 settembre 2024 dalle ore 16 alle ore 18 nei locali della Biblioteca di Calascio e sarà condotto da Antonia Renzella, Valeria Bafile e Diego La Chioma. Si tratta di un cantiere della memoria aperto a tutti quelli che avranno il piacere di raccontare, raccontarsi o semplicemente ascoltare.
«Mentre interi paesi sono diventati, o stanno diventando borghi fantasma – spiega Antonia Renzella, direttrice di Teatri Riuniti D’Abruzzo – le città medio-grandi si apprestano a diventare metropoli, prive di spazio vitale.
“Biografie d’Alta Quota” è un’esperienza di teatro di comunità in cui l’intera collettività del paese è protagonista con le sue storie e le sue memorie: le storie di chi è restato o di chi si n’è andato tanti anni fa ma poi ha deciso di tornare, per colmare un vuoto una mancanza che solo i luoghi dell’infanzia, della memoria possono colmare; le storie scaturiscono dai ricordi degli anziani legati a “quella piazzetta”, “quella panchina”, “quella fontana”, “quel vicolo”, che vanno a costruire una narrazione, una biografia del paese “umana”, un’umanografia, attraverso le storie dei suoi abitanti. Cantine, botteghe, vicoli, luoghi dove erano concentrati il lavoro e i rapporti sociali possono tornare a rivivere come luoghi d’incontro di scambio della memoria della trasmissione di pratiche e saperi tra generazioni diverse, giovani e anziani per immaginare e costruire un futuro possibile nei luoghi da ripopolare. Gli “ultimi abitanti” di un luogo possono diventare i primi abitanti di una nuova comunità inventata e costruita con persone che vengono da fuori e che avranno bisogno di conoscere tutto di quel luogo,  dalla flora alla fauna, i materiali, le tecniche produttive, le tradizioni, le usanze, le forme di socialità dei locali con cui vorranno interagire e mescolarsi. La realizzazione di un prodotto audiovisivo finale costituirà un prezioso archivio della memoria, una piccola “biblioteca vivente” per raccogliere ciò che resta della produzione orale, della cultura materiale, scritta, iconografica: canti, proverbi, oggetti, lettere, musiche, ricette, pietre, reperti e altro, privilegiando le storie degli anziani, che stanno scomparendo. Un’occasione per riconciliare le popolazioni con luoghi talvolta mortificati, marginalizzati, desertificati. Un’opera di memoria, di salvaguardia preliminare per una grande mappa delle identità plurali e aperte anche dei più piccoli luoghi. Tracce di memoria, racconti, canzoni, leggende, dicerie, biografie confluiranno nella elaborazione di uno storytelling itinerante, che condurrà nei luoghi che saranno vissuti, raccontati e attraversati dalla prospettiva di chi li ha abitati imprimendogli un’anima».

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