Nel video della prima puntata della nuova stagione de L’Avvocato del Diavolo, l’intervista a Pierpaolo Pietrucci, le sue dichiarazioni sulla corsa a sindaco dell’Aquila e le proposte per il futuro della città.
Le elezioni comunali dell’Aquila del 2027, il futuro del centrosinistra e la sfida a un centrodestra che governa il capoluogo abruzzese da quasi dieci anni. Sono questi i temi al centro della prima puntata della nuova stagione de L’Avvocato del Diavolo, che ospita il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci per un confronto sulle prospettive politiche della città, tra equilibri di coalizione, possibili candidature e questioni ancora irrisolte.
Un’intervista che arriva in una fase particolarmente significativa per la politica aquilana, mentre gli schieramenti si preparano all’appuntamento elettorale della prossima primavera e, soprattutto nel centrosinistra, resta da sciogliere il nodo della candidatura a sindaco.
Pietrucci parte dalla necessità di ricostruire un fronte progressista compatto, capace di superare le divisioni del passato e di presentare agli aquilani un progetto alternativo all’attuale amministrazione. Il consigliere regionale richiama i risultati delle precedenti consultazioni elettorali, interpretandoli come segnali della possibilità di contendere al centrodestra il governo della città.
Non mancano le critiche alla gestione amministrativa degli ultimi anni. Pietrucci definisce Palazzo Margherita una sorta di «Versailles» del potere cittadino, contestando al centrodestra la gestione delle ingenti risorse pubbliche e, soprattutto, l’assenza di una visione strategica sul futuro dell’Aquila.
La candidatura a sindaco: «Disponibile, ma l’unità viene prima»
È la questione del candidato sindaco a rappresentare uno dei passaggi più significativi dell’intervista. Sollecitato sulle indiscrezioni che negli ultimi mesi hanno riguardato anche il suo nome, Pietrucci ricorda il proprio percorso politico, il radicamento nel territorio e il consenso ottenuto nelle diverse competizioni elettorali, comprese le tre elezioni consecutive in Consiglio regionale.
«Non ci si candida da soli, ma eventualmente ci si mette a disposizione di un progetto politico», afferma, sottolineando che la scelta dovrà maturare all’interno della coalizione.
Il consigliere regionale conferma la propria disponibilità, ma riconosce che una parte del centrosinistra preferirebbe un candidato civico, con un profilo più moderato e meno caratterizzato politicamente.
«Se c’è una parte politica che preferisce a chi ha un profilo netto una persona più moderata, una persona che non abbia una connotazione politica ben definita, io ci sto e lo accetto», spiega Pietrucci.
Da qui la disponibilità a compiere quello che definisce un «passo di lato», senza rinunciare al proprio impegno nella prossima competizione elettorale.
«Faccio un passo di lato, ma sto in campo, in prima linea, a combattere al fianco di chi può essere la persona che può guidare la coalizione di centrosinistra».
Una posizione che chiarisce il suo orientamento: nessuna candidatura imposta e nessuna intenzione di ostacolare un percorso unitario, ma la volontà di continuare a svolgere un ruolo attivo nella costruzione dell’alternativa.
Quanto ai nomi circolati nelle ultime settimane, quelli di Fabio Picuti e Alessandro Grimaldi, Pietrucci ritiene significativo che gli interessati non abbiano smentito le indiscrezioni, interpretando questo silenzio come un possibile segnale di disponibilità.
Il centrosinistra verso il 2027: l’obiettivo è ricompattare la coalizione
Nel corso dell’intervista, Pietrucci descrive un centrosinistra impegnato a ricostruire la propria unità attraverso il dialogo tra partiti, movimenti civici e realtà associative.
Il consigliere regionale richiama anche il ruolo del Movimento 5 Stelle, attualmente privo di rappresentanza nel Consiglio comunale aquilano, auspicando una maggiore presenza e organizzazione sul territorio.
«Il centrosinistra è in salute», sostiene, sottolineando come la richiesta di unità arrivi direttamente dai cittadini.
«A qualsiasi costo bisogna essere uniti», ribadisce, riconoscendo che le responsabilità delle divisioni del passato appartengono, in misura diversa, a tutte le componenti della coalizione.
Un primo momento pubblico di confronto e rilancio del percorso unitario potrebbe svolgersi intorno al 29 ottobre, appuntamento che, nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare l’avvio di una fase più concreta di elaborazione politica e programmatica.
Le critiche al centrodestra: «Un modo di comandare, non di governare»
Ampio spazio viene riservato anche al giudizio sull’attuale amministrazione comunale. Pietrucci contesta al centrodestra non soltanto le scelte compiute negli ultimi anni, ma anche quello che considera un clima politico e sociale particolarmente pesante.
Il consigliere parla di una città nella quale, a suo giudizio, si sarebbe progressivamente ridotto lo spazio del confronto e della partecipazione, arrivando a riferire di cittadini che gli avrebbero confidato il timore di manifestare pubblicamente il proprio sostegno a esponenti dell’opposizione, persino attraverso un semplice apprezzamento sui social.
Accuse politiche nette, che Pietrucci accompagna con una riflessione sulla concentrazione del potere amministrativo nelle mani del centrodestra, presente ai diversi livelli istituzionali.
Il consigliere regionale ritiene tuttavia che proprio questa situazione possa favorire una domanda di cambiamento, a condizione che il centrosinistra sappia presentare una proposta credibile, unitaria e riconoscibile.
Cultura e risorse pubbliche: «Sono mancate le infrastrutture culturali»
Il confronto entra poi nel merito delle priorità per il futuro dell’Aquila, a partire dalla gestione delle risorse pubbliche e dagli investimenti culturali.
Pietrucci critica le scelte dell’amministrazione, sostenendo che le ingenti somme destinate agli eventi e alle manifestazioni non siano state accompagnate dalla costruzione di un sistema culturale permanente.
Secondo il consigliere regionale, sarebbe stato necessario investire maggiormente in strutture capaci di valorizzare l’identità della città anche oltre i grandi appuntamenti.
Tra le proposte richiamate figurano un museo dedicato alla memoria dell’artista Marcello Mariani, un museo di arte moderna collegato all’Accademia di Belle Arti, uno spazio dedicato alla tradizione del rugby aquilano e un museo della montagna, progetto che Pietrucci collega anche all’esperienza del Festival della Montagna.
L’obiettivo, nella sua visione, dovrebbe essere quello di trasformare le risorse disponibili in un patrimonio duraturo, capace di produrre opportunità culturali, turistiche ed economiche nel lungo periodo.
Infrastrutture e collegamenti: le priorità per il futuro dell’Aquila
Ma è soprattutto il tema delle infrastrutture a occupare un posto centrale nella riflessione di Pietrucci.
Il consigliere regionale ritiene che L’Aquila debba rafforzare i collegamenti sia verso il versante adriatico sia verso quello tirrenico, superando un isolamento che continua a penalizzare le prospettive di sviluppo del capoluogo.
Tra le priorità indica la realizzazione di un collegamento a quattro corsie tra L’Aquila e Pescara, il rilancio del progetto della variante sud e il potenziamento del trasporto pubblico.
Pietrucci richiama anche la necessità di collegamenti più efficienti con Roma, con l’aeroporto d’Abruzzo e con le principali località sciistiche del territorio, come Campo Felice e Ovindoli.
Un capitolo particolare riguarda il turismo. Secondo il consigliere, la città non avrebbe saputo intercettare adeguatamente i flussi di visitatori diretti nella Capitale in occasione del Giubileo, perdendo un’opportunità importante per la promozione del territorio.
La questione dei collegamenti assume inoltre un significato strategico alla luce della futura costituzione della Nuova Pescara, destinata a modificare gli equilibri territoriali ed economici della regione.
«Il dossier delle infrastrutture diventa determinante», sottolinea Pietrucci, chiedendo che questi temi siano inseriti tra le priorità del programma elettorale del centrosinistra.
Una sfida che va oltre la scelta del candidato
Dalla candidatura a sindaco alla ricostruzione dell’unità politica, dalle critiche all’amministrazione comunale alle proposte per infrastrutture, cultura e turismo, l’intervista restituisce il quadro di un centrosinistra che cerca di definire la propria identità in vista delle elezioni del 2027.
Per Pietrucci, la sfida non riguarda soltanto l’individuazione di un nome capace di tenere insieme le diverse anime della coalizione, ma soprattutto la costruzione di una visione condivisa per i prossimi dieci o vent’anni.
Una prospettiva nella quale il consigliere regionale rivendica il proprio ruolo, pur dichiarandosi pronto a rinunciare alla candidatura qualora questo dovesse favorire l’unità del centrosinistra.
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