97^ puntata

Binotto a 1927 «Il mio lavoro è recuperare più palloni possibili. La classifica non la guardavamo prima e neanche adesso»

04 Nov 2026

Il primo anno nel calcio dei grandi, l’occasione colta nel derby col Teramo e un posto a centrocampo da conquistare ogni giorno. Jacopo Binotto, under classe 2007 dell’Aquila, racconta il suo percorso con la concretezza di chi sa di avere molto da imparare e la voglia di ritagliarsi uno spazio. Ospite della trasmissione “1927”, il giovane rossoblù ha parlato della propria crescita, del rapporto con i compagni e del pareggio contro il Notaresco, che ha interrotto la serie di cinque vittorie consecutive lasciando comunque imbattuta la squadra.

Dal derby alla fiducia

La prima da titolare contro il Teramo ha rappresentato un passaggio importante. Binotto ci è arrivato lavorando e aspettando il proprio momento: «Ho cercato sempre di farmi vedere, di ascoltare il mister e i compagni perché è il primo anno che gioco nel calcio dei grandi».

Una partita impegnativa, vissuta però come un’opportunità. «Ho avuto l’opportunità di debuttare da titolare in una partita così, che mi ha esaltato», ha spiegato il centrocampista. La soddisfazione per la prestazione resta accompagnata dalla consapevolezza di dover crescere: «Spero di continuare così, cercando di imparare sempre di più perché si può sempre migliorare».

In questo percorso conta anche la presenza di Gori. «Sicuramente giocare con lui è un onore», ha detto Binotto, sottolineando l’importanza di ascoltare i consigli dei compagni più esperti e metterli al servizio della squadra.

Recuperare palloni, pensando a Gattuso

Nato calcisticamente come mezzala, a L’Aquila Binotto sta imparando a giocare nei due di centrocampo. Un adattamento che richiede attenzione ai movimenti e alla lettura del gioco, affrontato mettendosi a disposizione dell’allenatore.

Le sue priorità sono chiare: «Io so che il mio lavoro è recuperare più palloni possibili». Poi il passaggio semplice, la scelta utile, la possibilità di accompagnare l’azione quando si presenta lo spazio. «Se posso dare una mano anche davanti sicuramente fa piacere, però mi limito a fare bene il mio».

Il riferimento è Gattuso, apprezzato per la grinta e la capacità di recuperare palloni. Binotto si riconosce soprattutto nel gusto del contrasto, in quei duelli che permettono alla squadra di riconquistare il possesso e ripartire.

«Un punto guadagnato»

Sul pareggio di Mosciano Sant’Angelo, il giovane rossoblù riconosce le difficoltà poste dal Notaresco e da un campo stretto, con pochi spazi. Nel primo tempo, ammette, è mancata un po’ di pazienza; nella ripresa la squadra ha cercato con maggiore continuità la vittoria, fino all’occasione conclusiva di Sparacello fermata da Mercorelli.

«L’importante è crederci sempre e far vedere che comunque la squadra c’è», ha sottolineato. E il giudizio sul risultato tiene conto del valore dell’avversario: «Secondo me fare un punto lì, diciamo che è un punto guadagnato, perché non è facile giocare una partita del genere».

La perdita della vetta non cambia l’atteggiamento: «Non guardavamo la classifica prima, non c’è motivo di guardarla adesso». L’obiettivo resta migliorare e consolidare il gruppo.

La prima esperienza lontano da casa

Arrivato dalla Primavera del Vicenza, Binotto sta vivendo anche la prima esperienza fuori casa. Una scelta cercata: «Ho voluto fare l’esperienza in una piazza così importante perché volevo mettermi in gioco».

L’ambientamento passa dal campo, dalla città e dallo spogliatoio. «Ci siamo detti da subito che ognuno doveva dare una parte di sé al gruppo», ha raccontato. Un’intesa costruita giorno dopo giorno, tra lavoro e momenti condivisi.

A completare il quadro c’è il pubblico rossoblù: «Vedere tutta la gente che viene a seguirci sicuramente entri in campo con uno spirito diverso, ti dà una carica in più». Per un classe 2007 ai primi passi nel calcio dei grandi, un’altra spinta per continuare a crescere.


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