di S.R.
Tre giorni di astensione dalle udienze: gli avvocati e le avvocate aquilane indicono la protesta per il 9, 10 e 11 giugno. Ne parliamo con Maurzio Capri, Presidente dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila che spiega ai microfoni di Abruzzo Sera le ragioni dello sciopero.
Avvocato Capri, ci può descrivere la situazione del Tribunale dell’Aquila?
C’è una grave carenza di magistrati. Su un organico previsto di 14 giudici, ne mancano la metà. Questo rende praticamente impossibile lavorare, soprattutto nel settore civile e in quello del diritto del lavoro.
Il settore penale, tutto sommato, riesce ancora a funzionare, ma il civile è in grande difficoltà. I ritardi sono consistenti: nei provvedimenti, nelle sentenze e perfino nelle udienze. I rinvii arrivano anche a un anno: stiamo già fissando udienze per il 2026. È diventato davvero difficile lavorare per noi avvocati e, soprattutto, è un problema enorme per i cittadini, che si trovano di fronte a una giustizia sempre meno efficiente.
Quali sono le vostre richieste?
Chiediamo che la pianta organica venga immediatamente completata: servono nuovi magistrati, e serve subito. Solo così si potrà tornare a una situazione di normalità. C’è anche un altro problema: in questo momento manca un dirigente amministrativo, e l’intero ufficio è nel caos.
Parliamo del Tribunale dell’Aquila?
Sì, parliamo specificamente del Tribunale dell’Aquila. Ci sono problemi anche con l’Ufficio Unico Notifiche della Corte d’Appello, cioè con gli ufficiali giudiziari. Anche lì manca un dirigente da quasi un anno.
Chiediamo l’intervento del Ministero della Giustizia per i dirigenti amministrativi, mentre per la questione dei magistrati la competenza è del Consiglio Superiore della Magistratura. In generale, però, facciamo un appello alla politica: è ora che qualcuno intervenga concretamente. Si parla tanto di giustizia, ma la realtà è che stiamo tornando indietro. All’Aquila non ci eravamo mai trovati in una situazione così grave, soprattutto per quanto riguarda il numero dei magistrati. Per questo stiamo protestando: uno sciopero molto ampio, un’astensione che coinvolge tutti gli uffici – civile, penale, amministrativo, tributario. Una cosa mai vista prima.
È un problema nazionale?
La carenza di magistrati è un problema strutturale a livello nazionale. Purtroppo, però, in Abruzzo è ancora più evidente. Questo anche a causa della situazione irrisolta dei tribunali cosiddetti “minori” – Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto – la cui soppressione viene rimandata di anno in anno con continue proroghe. Finché non si decide se mantenerli o sopprimerli definitivamente, la situazione rimane incerta e instabile. Anche questo ha un impatto sulla distribuzione di magistrati e personale amministrativo. È una situazione che incide negativamente su tutta l’organizzazione giudiziaria.
Che cosa chiedete alla politica in questo senso?
Che decida. Noi siamo per il mantenimento di tutti i tribunali, ma se si vuole optare per una scelta diversa, che venga presa una decisione chiara. Basta con i rinvii. Al momento l’ultima proroga va fino al 2025, ma si parla già di uno spostamento al 2026. Questo vorrebbe dire rinviare tutto al 2027. È una situazione insostenibile.
L’adesione degli avvocati allo sciopero è alta?
All’Aquila l’astensione è prevista nei prossimi giorni, quindi ancora non abbiamo dati precisi. Ma auspichiamo una partecipazione totale da parte degli avvocati aquilani. Ovviamente ci sono udienze a cui non possiamo rinunciare – come quelle relative ai detenuti o alla sorveglianza – dove la nostra presenza è obbligatoria. Ma ci aspettiamo comunque una forte adesione.
Speriamo che i mesi di giugno e luglio vengano utilizzati per affrontare questi problemi. Ad agosto, come noto, l’attività giudiziaria si ferma quasi completamente. Se la situazione non cambia, a settembre potremmo pensare ad azioni ancora più incisive, magari estendendo l’astensione a più giorni. Per ora sono tre, poi vedremo. Speriamo davvero che qualcosa cambi.
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