Viabilità, L’Aquila ovest: il progetto dell’Anas perso da dodici anni nel porto delle nebbie

Viabilità, L’Aquila ovest: il progetto dell’Anas perso da dodici anni nel porto delle nebbie
via Capitignano (ora pista ciclabile) e tracciato previsto dal progetto dell'Università dell'Aquila
27 Set 2026

di Marianna Gianforte

È ormai un modus operandi, una consuetudine della classe dirigente aquilana lasciar morire nei cassetti della burocrazia progetti già finanziati con i fondi pubblici che hanno lo scopo di migliorare la vita quotidiana delle persone e, soprattutto, di renderla più sicura. Iniziative di miglioramento dei punti più critici della viabilità dell’Aquila da anni perse nei meandri della burocrazia, lasciando così le comunità a vedersela con i rischi delle strade nel caos. Rischi che diventano incidenti reali, con il loro carico di dolore. Eppure, se messi in atto con i tempi giusti, quei progetti potrebbero evitare tanti disagi. Un esempio su tutti sulla necessità d’intervenire con urgenza è il crocevia tra la statale 80, via Enrico Fermi, via Borsellino e, più giù anche con via delle Fiamme gialle, ai margini del quartiere di Pettino, uno degli snodi più pericolosi e caotici dell’Aquila Ovest, che nelle ore cruciali della giornata diventa un guazzabuglio di macchine, autobus, moto, con i poveri pedoni che cercano di districarsi per non essere investiti. Un vero trambusto aggravato dall’apertura del supermercato su via Fermi, di fronte alla esistente galleria commerciale Amiternum, con una mini rotatoria realizzata per (non) gestire i due ingressi.

Quel che stupisce e che fa pensare che davvero si proceda in modo estemporaneo, senza studio e senza approfondimento, è che sul crocevia Via delle Fiamme gialle – Via Borsellino, esiste già un progetto precipitato nel buco nero della galassia della burocrazia, un piano dotato di finanziamento e che potrebbe risolvere una volta per tutte il disordine degli accessi all’ospedale San Salvatore. Si tratta di una proposta dell’Anas ideata su input del Comune nel 2009 nell’ambito degli interventi urgenti post-sisma, già valutata in una conferenza dei servizi del settembre di quell’anno, nella quale si decise di non ripercorrere il tracciato della provinciale 33 (via Borsellino) alleggerendo, così, la viabilità in quel punto: è il progetto riguardante i lavori di collegamento della statale 80, in località Coppito, con la statale 17 in località Centi Colella (innesto variante Sud).

Mettere le mani sugli incroci stradali tra via delle Fiamme gialle, via Borsellino e le statali 80 e 17 è un intervento necessario per la sicurezza dei ciclisti, e in generale di tutti gli utenti della strada, ma anche coerente con quanto visibile da qualche mese su via Capitignano, dove è spuntata una ciclopedonale di circa un chilometro, realizzata alla meno peggio, della quale non si conoscono la paternità, l’origine progettuale, i finanziamenti e gli esecutori, dato che non è mai stata esposta la cartellonistica informativa di cantiere. E neppure abbiamo avuto notizia della canonica “prima pietra” con foto a seguito, con la cazzuola in mano e con il sorriso raggiante degli amministratori locali. Questa breve ciclabile, a poche settimane dalla realizzazione, è già invasa da materiale terroso, franato dalla scarpata lasciata priva di qualsiasi struttura di contenimento del terreno e che, presumibilmente, la renderà poco utilizzabile ai ciclisti già durante il prossimo inverno. La mini ciclopedonale è affiancata da un tracciato realizzato ancora peggio con materiale inerte, che lascia presupporre la nascita di una nuova viabilità di collegamento tra via Borsellino e via Vetoio, ma che, attualmente, sporca ulteriormente la pista dedicata. Gli esecutori dell’opera non hanno avuto l’accortezza di armonizzare la pista “orfanella” con via Vetoio – dove s’intravedono un residuo sempre meno chiaro di strisce gialle di promiscuità – che avrebbe dovuto consistere almeno nella rimozione del cordolo stradale esistente. Oltre a non aver assolutamente messo in sicurezza i due imbocchi sia sul lato di via Vetoio, pericolosissimo per chi esce con la bici, sia sul lato di via Borsellino, dove non esiste un accompagnamento per imboccare via delle Fiamme gialle o svoltare a destra e a sinistra. Fin tanto che i responsabili di questa opera decidono di metterla davvero in sicurezza, non resta che augurarsi che non accada mai l’irreparabile.

Volendo sorvolare sulla genesi di quest’opera, in particolare sulla (mancata) regolamentazione con le attività e le abitazioni private lì esistenti, appare stupefacente come tale supposto collegamento possa essere letto in coerenza con la proposta dell’università dell’Aquila, che il Consiglio comunale ha recepito come variante urbanistica al Piano regolatore esistente poche settimane fa. Il bivio tra via Borsellino e via delle Fiamme gialle è un’emergenza, che va affrontata in modo prioritario e serio, senza creare ulteriori confusioni. È spuntata, infatti, davvero come “un cavolo a merenda” la deliberazione del Consiglio comunale che introdurrebbe una variante urbanistica a Lenze di Coppito, ma che riguarda in realtà un intervento proposto dall’università dell’Aquila, con la previsione di realizzare nuovi edifici, parcheggi multipiano e una strada di collegamento tra via Vetoio – all’altezza della sede dell’Inail – e via Borsellino, in prossimità del dipartimento regionale dei vigili del fuoco, con una (ennesima) rotatoria.

planivolumetrico della variante al prg approvato dal Consiglio

Fulcro della nostra attenzione è proprio la nuova viabilità che l’università ha avanzato, che prevede, appunto, la nuova rotatoria all’altezza della direzione regionale dei vigili del fuoco, su via Borsellino (Sp 33). Già questo introduce diversi interrogativi: non viene risolto l’imbuto tra via delle Fiamme gialle e via Borsellino, che dista cento metri da tale prevista rotatoria, e neppure il Comune si è posto il problema di come possano sopravvivere tre rotatorie nello spazio di 300 metri, se consideriamo anche quella sulla statale 80 all’incrocio con via Enrico Fermi. Che diventa quarta rotatoria contando quella piccolina costruita poco più avanti per servire il neo supermercato: un capolavoro di fantasia. Tuttavia, tornando alla variante urbanistica, nei documenti descrittivi dell’intervento dell’ateneo è anche citata una ciclabile che dovrebbe arrivare al complesso sportivo di Centi Colella: intervento stimabile, essendo per questo giornale la realizzazione di ciclabili un elemento primario per accrescere la qualità della vita della città -, ma non esistono mappe del tracciato e non vengono spiegati modalità, finanziamento e tempistica della sua realizzazione.

Ma allora, possibile che dopo 17 anni, tra le stanze di palazzo Margherita ancora non si sappia che da anni esiste un progetto già finanziato, proposto dall’Anas, già valutato in una conferenza dei servizi e che avrebbe per l’appunto collegato a statale 80 a Coppito con la 17 a Centi Colella anche come potenziale occasione per affiancarvi una ciclabile? Quindi, con la recente deliberazione comunale si vuole cancellare un piano già pronto perdendo fondi e tempo prezioso? Se così fosse, perché?

Dall’intersezione con via Borsellino (a ridosso di via delle Fiamme gialle) il progetto dell’Anas si sarebbe dovuto sviluppare in asse con via Capitignano, per poi interessare le aree di accesso al complesso universitario (quelle di interesse dell’ateneo), sino a sottopassare via Lorenzo Natali e via Giuseppe Petrini a ridosso del lago di Vetoio, per poi ridiscendere verso la statale 17 vicino al complesso sportivo Centi Colella. Una viabilità concepita di concerto con l’amministrazione comunale in modo tale da sovrapporsi con le previsioni di viarie del planivolumetrico di Lenze di Coppito approvato dal Consiglio comunale dell’Aquila nell’ottobre del 2005, riservata alla viabilità locale. Su tale proposta il Consiglio comunale, con delibera 169/2011, nell’esprimere il proprio apprezzamento, invitò la Regione Abruzzo a rivedere il piano speciale di colle Macchione (entro cui ricade l’area lacustre di Vetoio) per eliminare ogni possibile contrarietà alla realizzazione del collegamento tra l’80 e la 17. Il progetto dell’Anas ottenne tutti i pareri favorevoli (Asl, settori comunali della Pianificazione, della Ricostruzione e Viabilità, delle opere pubbliche, della direzione regionale per i Beni culturali), eccetto quello della Provincia dell’Aquila – che fu contrario – e una dissimulata contrarietà del settore Ambiente del Comune che pilatescamente si rimise all’esito della procedura Via (valutazione d’impatto ambientale) della Regione, a cui il progetto era stato inviato e dove tutto si è fermato: il parere porta la firma della dirigente comunale Paola Giuliani, colei che, per un segno del destino, poi si è assunta, nella seconda amministrazione Biondi, la delega alla Mobilità nella Giunta cittadina (e che dovrebbe anche occuparsi di ciclabili).  

Quanto alla Provincia: non è chiaro secondo quale ragionamento tecnico l’ente, ieri contrario a un progetto non confliggente con il planivolumetrico di Lenze, oggi abbia dato invece parere favorevole al progetto dell’ateneo, che è invece palesemente in difformità con il medesimo planivolumetrico (sempre a saper leggere le carte e i progetti). Non è chiara la volontà che ne sta alla base, a meno di non pensare a una sorta di ostracismo politico.

Fatto sta, che la conferenza di servizi aperta dal Provveditorato alle opere pubbliche (l’amministrazione proponente, ricordiamo, era l’Anas Abruzzo), all’esito della terza seduta del 27 gennaio 2014, è stata sospesa in attesa della conclusione della procedura in essere al comitato Via da parte della Regione Abruzzo: a oggi e nonostante le passate sollecitazioni avanzate all’epoca dall’ex assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, tale procedura non risulta conclusa. E sono passati dodici anni.

C’è però da aggiungere che la Regione tre anni dopo si è svegliata dal torpore tramite il servizio Valutazioni ambientali, con una nota del 19 luglio 2017 inviata a vari enti, chiedendo chiarimenti sul planivolumetrico di Lenze di Coppito: richiesta priva di argomento, poiché già chiarito in sede di conferenza di servizi da parte del settore Pianificazione del Comune dell’Aquila. Da allora sono passati oltre nove anni, all’interno del Comune sono cambiati i decisori politici e il progetto è seppellito nell’indifferenza, sostituito da altre visioni come la ciclabile “orfanella” e “sporcarella” o la proposta di viabilità dell’università che confligge e aggrava tutti i problemi su via Borsellino.

L’opera dell’Anas sin qui descritta, invece, aveva lo scopo di risolvere – tra le altre cose – i problemi di accesso all’ospedale, oltre che di non caricare il traffico sulla statale 80 con i suoi enormi problemi (come attualmente sta avvenendo) con le estese disconnessioni del manto stradale; soprattutto, avrebbe permesso di realizzare i parcheggi per il complesso sanitario, dei quali c’è un enorme bisogno, e di porre fine alla rincorsa spasmodica all’ultima aiuola, all’ultimo marciapiede, ai posteggi ai margini della carreggiata restringendola in modo pericoloso,  o davanti agli ingressi dei già scarni passaggi pedonali protetti: scene indegne e indecorose per un ospedale. Il progetto avrebbe allora potuto essere integrato davvero con una ciclabile che collegasse l’area ospedale-università sino a Centi Colella, rendendo effettivo l’auspicio dell’ateneo che al momento resta nell’alveo delle buone intenzioni.

Abbiamo condotto questa breve indagine sorvolando (per ora) su altre parti del territorio aquilano – Est ad esempio – dove si verificano situazioni molto simili, che stimolano riflessioni ugualmente critiche, non per un semplice spirito polemico, ma per porre agli occhi dei cittadini e delle cittadine aquilani la fotografia della realtà dei fatti, al riparo e al netto dei roboanti annunci ai quali segue di solito il nulla, ma che sono ormai una nenia costante e indifferenziata di cui non si vede quasi mai l’effettiva concretizzazione. Spesso è capitato di incontrare ciclisti che arrivano da fuori regione, dal Piemonte, dal Veneto, dalla Toscana, dal Lazio per conoscere e attraversare il territorio di tutto l’Aquilano, dai Comuni limitrofi sino alla città. Dormono nei bed and breakfast o affittano appartamenti interi per diversi giorni, alcuni per un mese intero d’estate, e girano borghi, abazie, castelli, valli, città in bici. Li sentiamo parlare entusiasti delle nostre belle zone, verde e natura da raggiungere in bici, delle salite belle e “le discese ardite”, come cantava Lucio Battisti, il cui famoso brano, però, concludeva il ritornello con “e poi giù il deserto”. Ecco, vi abbiamo descritto come spesso alla bellezza dei nostri luoghi corrisponda il deserto della buona prassi nella loro gestione e dello sviluppo della mobilità ecosostenibile, che tanto respiro darebbe a un turismo non di massa o mordi e fuggi, ma “slow”, di qualità, disposto a rimanere per settimane nello stesso luogo per conoscerlo a fondo: il deserto dei decisori politici presi più dall’annuncite che dalla “fattite”. È come se il padreterno avesse offerto la buona farina, l’ottima acqua, il lievito madre, avesse persino preparato l’impasto e lo avesse messo a disposizione e, poi, non si è capaci di metterlo nel forno e cuocerlo senza bruciarlo.

 

elaborato del tracciato via Vetoio-via Borsellino come da tavola di progetto Univaq

viabilità ANAS zona ospedale


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