“Melancholìa”, a Popoli Terme quattro serate dedicate all’ultimo Pirandello

“Melancholìa”, a Popoli Terme quattro serate dedicate all’ultimo Pirandello
25 Lug 2026
Uno Spettacolo teatrale alle 21,15 nel Teatro comunale, preceduto alle ore 18,00 da un Prologo favoltativo in teatrotrekking, e prima dello spettacolo serale un Aperitivo tematico – alle ore 19,45 – tra l’Abruzzo e la Sicilia. Un itinerario per gli spettatori di “Melancholìa” che il Drammateatro e il Comune di Popoli Terme hanno ideato in occasione del 90° anniversario della morte di Luigi Pirandello, in un gesto artistico e culturale di omaggio al nostro grande drammaturgo e Premio Nobel per il Teatro e la Letteratura. “Melancholìa” è uno spettacolo tratto da “La favola del figlio cambiato” il quale, con “I Giganti della montagna”, è rappresentativo dell’ultimo Pirandello. La scrittura drammaturgica di Claudio Di Scanno è orientata ad una restituzione del testo nella forma di una corrente lirica dalla quale emergono non solo i nuclei narrativi della “favola” ma anche le pulsioni  creative e in un certo senso biografiche del grande autore siciliano. Una immersione nell’universo lirico, poetico, di Luigi Pirandello attraverso un montaggio ritmico delle sequenze teatrali che “danzano” e riverberano nelle immagini filmiche appositamente create da Daniele Campea, nel connubio tra realtà scenica e virtualità cinematografica. In scena, accanto ad una ispirata Susanna Costaglione un gruppo di giovani attrici e attori (Rebecca Di Renzo, Martina Mastrogiuseppe, Lorenzo Maieron e Giulia Chiccarelli) e lo splendido ritorno al Drammatro della cantante lirica Emanuela Marulli, anche autrice della drammaturgia vocale dello spettacolo. Gli allestimenti scenici (video, luci, suono) so a cura di Dario Marcheggiani per Black Service. L’organizzazione è a cura di Teresa Di Viesti. Il Prologo è una immersione nel bosco di faggi che sovrasta Popoli Terme, un breve trekking che condurrà gli spettatori che lo volessero (è opzionale e a Prenotazione) fino al Castello dei Duchi Cantelmo. Lungo il sentiero, apparizioni di donne (Streghe) e un prologo allo spettacolo dall’alto della torre circolare nella quale prendono posto gli spettatori/escursionisti e dalla quale si dominano valli e catene montuose. A guidare il teatrotrekking alcuni giovani del Gruppo Storico del Certame della Balestra di Popoli Terme che narreranno la storia del Castello Cantelmo. Una bella e tranquilla passeggiata, facile e densa di motivi culturali e storici. Il Dislivello è di circa 200 metri sia in salita che in discesa. La difficoltà del sentiero è Turistico/Escursionistico. Si consiglia di portare con sé bastoncini da trekking e scarpe adatte. Tra il Prologo in trekking e lo spettacolo c’è un Aperitivo tematico nella Piazzetta del Teatro comunale dove si ritroveranno sia gli spettatori che avranno partecipato al Prologo in teatrotrekking sia gli spettatori che avranno scelto di assistere direttamente al solo spettacolo “Malancholìa”: un brindisi collettivo tra stuzzichini delle tradizioni siciliane, la regione di Pirandello, e abruzzesi: cannoli salati, le immancabili alici, bruschette con la ventricina e altro. Brinderemo con buon vino siculo e delle nostre terre. Il tutto preparato dal Gran Caffè 2.0 di Popoli Terme.
L’ingresso unico allo spettacolo “Melancholìa” è di € 20,00. Informazioni e prenotazioni telefonando o inviando un messaggio WhatsApp al 347.7937963-.
 La Favola del figlio cambiato di Luigi Pirandello 
 In un villaggio una donna piange la sua tragedia: le streghe le hanno rubato il figlio sostituendolo con un esserino deforme. Le amiche la confortano e la conducono da Vanna Scoma, una fattucchiera con un esserino deforme. Le amiche la confortano e la conducono da Vanna Scoma, una fattucchiera la quale assicura che il bambino si trova ben sistemato in una reggia e consiglia di non cercarlo. Passa qualche anno e gli avventori di un caffè del villaggio commentano l’arrivo di un principe, venuto in quel luogo per ritrovare la salute. Mentre gli uomini stanno discorrendo entra un giovane ottuso e deforme, chiamato Figlio di re: è il ragazzo che le streghe avevano lasciato nel villaggio. Tra le risate generale il giovane dichiara la sua discendenza reale, ma sopraggiunge la madre che afferma di riconoscere nel principe appena arrivato il suo vero figlio. Intanto i ministri che sono al seguito del principe commentano le cattive notizie giunte dalla corte: il re è ammalato e il popolo è in rivolta. Arriva Vanna Scoma e dichiara di sapere che il re è morto; il principe deve subito tornare in patria. Il principe intanto si accorge di essere spiato dalla donna e le chiede il nome; ella gli risponde solo di avere avuto un figlio che gli assomigliava e che questo poi le è stato rapito. Sopraggiunge Figlio di re che si getta contro il principe cercando di ucciderlo, ma costui riesce a evitare il colpo. Accorrono i ministri e insistono perché il principe parta e tori in patria; la donna però indica nel ragazzo deforme il vero erede al trono e il principe, stanco della vita di corte, invita i ministri ad accettare Figlio di re come loro sovrano: quando il mostricciattolo avrà in testa la corona sembrerà un vero re. Egli resterà povero, ma felice, con la donna che lo crede suo figlio.

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