Vitigni Piwi, conclusa la prima vendemmia sperimentale in Abruzzo

Vitigni Piwi, conclusa la prima vendemmia sperimentale in Abruzzo
04 Set 2026

Si è conclusa a Scerni la prima vendemmia sperimentale di vitigni Piwi, coltivati nel vigneto dell’azienda agraria dell’Istituto Tecnico Agrario “Cosimo Ridolfi”. Il progetto, promosso e finanziato dal 2024 dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, punta a valutare l’adattamento al territorio, le caratteristiche produttive e il potenziale enologico di varietà resistenti alle principali malattie fungine della vite.

La vendemmia è iniziata il 29 luglio, a tre anni dall’impianto del vigneto. Le uve raccolte sono state sottoposte a microvinificazione. I vini ottenuti, insieme ai dati agronomici raccolti in campo, consentiranno di acquisire ulteriori elementi per valutare le singole varietà.

Nel vigneto sono presenti 18 cultivar: Bronner, Charvir, Fleurtai, Johanniter, Kersus, Palma, Pinot Iskra, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Solaris, Sauvignier Gris, Cabernet Eidos, Nermantis, Pinot Kors, Pinot Regina, Sevar, Termantis e Volturnis.

Il monitoraggio è stato coordinato dall’agronomo Fausto Cimini, che ha seguito dieci piante per ciascuna varietà, contrassegnate individualmente. Dalla fase di gemma cotonosa fino alla maturazione sono stati effettuati rilievi tecnici settimanali, registrando i principali parametri fenologici e produttivi: germogliamento, fioritura, allegagione, invaiatura, numero di germogli e grappoli, fertilità delle gemme, posizione del primo grappolo sul tralcio, peso dell’uva, numero e peso dei grappoli e peso medio degli acini.

L’osservazione ha riguardato anche l’aspetto fitosanitario, con particolare attenzione alla risposta delle varietà a peronospora e oidio. Secondo la relazione tecnica, tutte le piante osservate hanno mostrato completa resistenza alle due patologie.

“Quella dei vitigni resistenti è una sfida enologica, ma anche una sfida di sostenibilità”, sottolinea Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo. “La prima vendemmia è un passaggio fondamentale perché ci permette di cominciare a confrontarci concretamente con il prodotto della vigna. Da ora saranno le uve e le microvinificazioni a dirci qualcosa in più sul potenziale enologico di queste varietà”.

Per Nicodemi, tuttavia, il progetto richiederà ancora anni di osservazione, dati e confronti per individuare i genotipi realmente adatti al territorio abruzzese. “La sostenibilità non può essere soltanto una dichiarazione di principio, ma deve tradursi in capacità di innovare senza perdere il legame con il territorio”, aggiunge.

Il presidente del Consorzio evidenzia anche il valore della collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti: scuola, università del sapere tecnico, mondo vivaistico, enologi, agronomi e periti agrari.

“L’avvio della vendemmia Piwi in Abruzzo rappresenta un risultato importante di un percorso che mette ricerca, innovazione e sostenibilità al servizio della nostra viticoltura”, dichiara Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore all’Agricoltura.

Secondo Imprudente, la sperimentazione di Scerni permette di raccogliere conoscenze su varietà che potrebbero rendere il sistema vitivinicolo regionale più resiliente e competitivo, riducendo la pressione delle principali patologie fungine e l’impiego di trattamenti. “È un lavoro che richiede tempo, rigore scientifico e capacità di fare sistema”, afferma l’assessore, assicurando attenzione da parte della Regione anche ai futuri progetti scientifici sul tema.

La ricerca sui Piwi rappresenta una delle iniziative del Consorzio nell’ambito degli studi di filiera. Sono previsti anche due ulteriori filoni di ricerca: uno sulle Tea, le Tecnologie di evoluzione assistita, finalizzate alla creazione di nuovi cloni migliorati di varietà già esistenti, e uno dedicato ai vini autoctoni regionali.

Il progetto coinvolge l’Istituto “Ridolfi-Zimarino” di Scerni, i Vivai Cooperativi Rauscedo, il CIVIT – Consorzio Innovazione Vite, Assoenologi Abruzzo-Molise, la Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dell’Abruzzo e il Collegio Interprovinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Chieti-L’Aquila.

La sperimentazione avrà una durata complessiva di almeno cinque-sei anni, con almeno tre microvinificazioni e la costruzione, per ogni genotipo, di un profilo quantitativo e qualitativo completo. L’obiettivo è arrivare a disporre di dati sufficienti per valutare le varietà e, per quelle con caratteristiche adeguate, procedere con l’eventuale richiesta di iscrizione nell’Elenco regionale delle varietà di vite autorizzate in Abruzzo.

Il termine Piwi deriva dal tedesco “pilzwiderstandsfähig”, che significa “vitigno resistente ai funghi”. Le varietà vengono ottenute attraverso incroci naturali tra la Vitis vinifera europea e altre specie del genere Vitis, di origine americana o asiatica, portatrici dei geni della resistenza. Non si tratta di organismi geneticamente modificati: la loro caratteristica deriva da un processo di incrocio e selezione.

La resistenza alle principali malattie fungine può consentire una significativa riduzione dei trattamenti fitosanitari, con potenziali benefici per gli operatori, le aree circostanti, i consumi legati alle lavorazioni in campo e le emissioni di CO₂.


Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.

In primo piano

Palazzo Farinosi Branconi si rivela con il Polo Culturale Bper "La Galleria"

Nuovo Polo Culturale de La Galleria BPER a Palazzo Farinosi Branconi, L’Aquila riabbraccia edificio e storica collezione d’arte dell'ex Carispaq. La struttura riapre al pubblico da oggi con la mostra permanente “Scrigno di memorie”, cinque secoli di arte del Meridione.

03 Set 2026
Intervista a Luke Anthon, tra cinema, memoria e territorio: «L’Aquila ha formato il mio sguardo»

Luke Anthon racconta il suo cinema tra L’Aquila, Abruzzo, memoria e territorio, dagli esordi al nuovo docufilm sulla Battaglia di Bazzano.

di Alessandra Prospero 01 Set 2026
Perdonanza Celestiniana, Il Volo chiude l’edizione 2026 con il “Concerto per L’Aquila”

Il Volo chiude la 732esima Perdonanza Celestiniana con il “Concerto per L’Aquila”: pubblico gremito a Collemaggio per una serata di musica ed emozioni.

di Alessandra Prospero 31 Ago 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *