A dieci anni dal terremoto del 2016, l’Abruzzo apre le porte di alcuni dei suoi luoghi storici più significativi per raccontare il lavoro di recupero e restauro del patrimonio culturale danneggiato dal sisma. Dopo il successo del primo appuntamento a Teramo, con oltre 50 partecipanti, prosegue il programma nazionale “A dieci anni dal sisma (2016-2026)”, che propone visite guidate gratuite tra le province di Teramo e L’Aquila.
I prossimi appuntamenti sono in calendario il 24 ottobre, il 14 e il 15 novembre 2026, rispettivamente a Capitignano, Teramo e Isola del Gran Sasso. L’iniziativa consente di entrare in edifici normalmente non accessibili e conoscere da vicino gli interventi di consolidamento e restauro, oltre alle testimonianze storiche e artistiche emerse durante i lavori.
Il progetto è promosso dal Ministero della Cultura, attraverso il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale e la Direzione generale ABAP, con la Soprintendenza ABAP per le province di L’Aquila e Teramo. Collaborano la Prefettura di Teramo, la Diocesi di Teramo-Atri e il Comune di Teramo. Tutti gli appuntamenti rientrano in Radici 2026, il Piano di Valorizzazione della Soprintendenza.
«L’apertura eccezionale di cantieri di restauro, come le visite guidate a spazi monumentali riconsegnati alla fruizione, rendono tangibile il valore del lavoro quotidiano che istituzioni, tecnici e maestranze svolgono per restituire alla collettività beni di straordinaria importanza storica, artistica e identitaria», dichiara il soprintendente Massimo Sericola, sottolineando il valore di queste occasioni per comprendere la complessità degli interventi e riscoprire il patrimonio culturale come elemento di memoria e rinascita delle comunità colpite.
Il calendario delle visite
Sabato 24 ottobre – Capitignano (L’Aquila)
Il primo appuntamento è a Palazzo Ricci e nella chiesa di San Domenico, visitabili dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. I gruppi, composti da un massimo di 15 persone, partiranno ogni ora.
Il percorso illustrerà gli interventi di restauro in corso e gli apparati decorativi del complesso, che rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura palaziale in Abruzzo. Le origini risalgono al XV secolo, mentre le trasformazioni tra Settecento e Ottocento videro il coinvolgimento degli architetti Giovanni e Raffaele Stern e Giuseppe Valadier. In quel periodo il palazzo fu anche residenza estiva di papa Pio VI.
Sabato 14 novembre – Teramo
Le visite si sposteranno nell’ex Convento di San Giovanni, aperto dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, con turni orari per gruppi di massimo 15 persone.
L’itinerario permetterà di approfondire le diverse fasi storiche dell’edificio e le trasformazioni legate ai suoi cambiamenti di funzione, soffermandosi anche sui ritrovamenti emersi durante i lavori di riparazione e consolidamento strutturale successivi al terremoto. Fondato nel XIV secolo nell’area dell’antico centro romano, il convento mantenne la propria funzione fino alla soppressione del 1861, per essere poi adattato a sede scolastica.
Domenica 15 novembre – Isola del Gran Sasso (Teramo)
L’ultimo appuntamento sarà nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, visitabile negli stessi orari, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, con gruppi di massimo 15 persone e partenze ogni ora.
La visita illustrerà gli interventi di consolidamento necessari a riparare i danni del sisma del 2016 e le scoperte emerse dalle indagini preliminari. Il piccolo edificio rinascimentale, situato ai margini del centro abitato, conserva le tracce di un ciclo pittorico del XVI secolo che i lavori stanno progressivamente riportando alla luce.
Come partecipare
Le visite sono gratuite, ma è necessaria la prenotazione, con posti limitati per ciascun turno.
Per riservare il proprio posto è possibile consultare la piattaforma dedicata: ticket.midaticket.it/maggioliabruzzo/Events.
A dieci anni dal terremoto, l’iniziativa offre l’occasione di osservare da vicino il lavoro di istituzioni, tecnici e maestranze impegnati nella tutela dei beni culturali, mostrando come ricerca e restauro contribuiscano a recuperare luoghi che custodiscono la memoria e l’identità delle comunità abruzzesi.
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