Non è solo una questione di orgoglio locale, ma un’eccellenza certificata a livello globale: Rocca Calascio è ufficialmente una delle meraviglie dell’architettura militare mondiale. Il prestigioso National Geographic ha inserito il maniero aquilano nella lista dei “15 castelli più belli del mondo”, un riconoscimento che ne sottolinea il valore scenografico e storico senza eguali.
Situata a circa 1.460 metri di altitudine, la Rocca non è solo una tra le più affascinanti, ma anche tra le più alte d’Italia, offrendo quella che il FAI descrive come una delle vedute più spettacolari dell’intero Appennino. Da qui, lo sguardo spazia tra le vette del Gran Sasso, l’altopiano di Campo Imperatore, la Maiella e il Sirente-Velino. Sebbene le radici della struttura affondino nell’anno 1000, il primo documento ufficiale risale al 1380. Nata come torre d’avvistamento isolata, la fortezza conobbe il suo massimo splendore sotto la famiglia Piccolomini verso la fine del XV secolo. Furono loro a dotarla della cerchia muraria e delle quattro torri cilindriche che oggi ne definiscono il profilo iconico, trasformandola in un centro nevralgico per l’economia montana e per il controllo della transumanza lungo il regio tratturo verso Foggia.
Il prestigio della Rocca crebbe ulteriormente nel 1579, quando la potente famiglia dei Medici acquistò la struttura e il vicino borgo di Santo Stefano di Sessanio per ben 106.000 ducati. L’obiettivo era estendere i propri possedimenti per dominare il fiorente commercio della lana, rendendo quest’area della provincia aquilana uno dei poli economici più rilevanti dell’epoca. Tuttavia, il destino del complesso fu segnato dal violento terremoto del 1703, che devastò l’area portando al parziale abbandono del borgo superiore e alla nascita dell’attuale abitato di Calascio.
Dopo decenni di isolamento nel corso del XX secolo, la rinascita è arrivata grazie alla straordinaria forza evocativa del luogo, capace di stregare il mondo del cinema. Il successo di pellicole internazionali come il cult “Ladyhawke” del 1985 ha riacceso i riflettori su questo scenario naturale, dando il via a importanti interventi di restauro e consolidamento. Oggi la Rocca è una delle principali attrazioni turistiche della regione, con diverse abitazioni del borgo recuperate e convertite in strutture ricettive d’eccellenza.
Per chi vive in Abruzzo o visita la nostra regione, Rocca Calascio rappresenta una tappa obbligatoria, un luogo da attraversare lentamente per comprenderne la profondità storica. È la testimonianza di come una perla nascosta, un tempo quasi dimenticata, possa tornare a essere un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale, portando con sé il nome di L’Aquila e dell’intero Abruzzo oltre i confini nazionali.
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