di Alessandro Tettamanti
Il video è quello di una pedalata al gusto di piccolo road movie, all’Aquila, tra Cansatessa, Pettino e Coppito. Periferie dove ancora la mobilità privata con automobile la fa da grande padrona, ma piene di persone e con all’interno alcuni servizi, in cui si sogna un abitare migliore e una mobilità più dolce.
D’altronde il mondo sta cambiando, deve farlo, in meglio e anche all’Aquila si va in bicicletta.
Questo il senso di questo bici-servizio di Abruzzo Sera con il Presidente aquilano della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB), Gabriele Curci, anche Ricercatore presso l’Università dell’Aquila. Guardalo qui di seguito.
Insieme abbiamo provato a testare su strada un collegamento ciclabile inserito nella progettazione del Biciplan che non è ancora stato realizzato.
Il biciplan infatti è uno strumento di pianificazione, costola del Piano Urbano di mobilità sostenibile (PUMS), presentato un anno e mezzo fa, che prevede ben 177km di pista ciclabili nella città dell’Aquila e le sue frazioni. Dopo la fase di progettazione sono previste quelle di programmazione e poi quella di esecuzione.
Il punto secondo Cruci è proprio questo: l’Amministrazione ha fatto un buon lavoro di progettazione, che da digitale adesso però deve diventare reale.
Reale invece è stata la nostra pedalata che ha voluto confrontarsi con aree al centro di alcune notizie nelle ultime settimane. Siamo partiti dunque da il complesso “Il Moro” a Cansatessa, dove da poco l’Amministrazione e l’Azienda per il diritto allo Studio (ADSU), hanno individuato la sede per il nuovo studentato, non lontano dal Polo scientifico di Coppito.
Come sono collegate però le due aree che in linea d’aria distano poco più di un km? E’ possibile utilizzare la bicicletta senza rischiare la vita? Dove conviene passare e dove di preciso potrebbe passare la nuova pista ciclabile?
Sempre in quella zona è stato annunciato un nuovo percorso di svago di 4Km da Via delle Fiamme Gialle verso Preturo, per raggiungere il quale però, non è previsto ancora un collegamento con l’abitato.
Pedalando insieme abbiamo provato a dare risposta dunque ad alcune domande, ben sapendo che sono le stesse che ci si pone per altri collegamenti di una città ancora troppo scollegata ed autocentrica, eccessivamente concentrata solo sul proprio Centro storico e che per questo non riesce ancora a recuperare in termini di qualità della vita nei quartieri dove la stragrande parte della cittadinanza vive.
“Dobbiamo riconoscere che il come ci spostiamo in città – afferma Curci nel video – determina la forma della città e il modo di vivere il proprio contesto urbano, che è un ambiente che sarebbe opportuno rendere più consono alle nostre necessità. Basterebbero pochi interventi che per un Amministrazione hanno costi affrontabili, per avere un vantaggio molto grande in termini di socialità, economia locale, qualità della vita e aprezzamento dell’ambiente”.
Dunque la proposta comune: “Sarebbe bello organizzare una giornata in cui inviare le persone ad apprezzare questi aspetti, delimitando un’area in un quartiere popolato come quello di Pettino, cercando di viverla in maniera diversa, senza traffico automobilistico, ma con traffico di persone”.
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