Maria Grazia Calandrone chiude l’edizione 2025 del Qui 365 Festival con la presentazione di Dimmi che sei stata felice. L’ultimo appuntamento dell’anno della rassegna, promossa dalla Fondazione Pescarabruzzo e curata dal FLA – Festival di Libri e Altrecose, si terrà giovedì 18 dicembre alle ore 18:00 all’Imago Museum di Pescara, in Corso Vittorio Emanuele II 270.
L’incontro, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti con apertura delle porte alle ore 17:30, vedrà la scrittrice dialogare con Vincenzo d’Aquino, direttore del FLA – Festival di Libri e Altrecose. L’evento conclude un’edizione che ha portato in città scrittori, studiosi e alcune delle voci più significative della cultura italiana contemporanea.
Dimmi che sei stata felice, pubblicato da Einaudi, è un romanzo che fin dal titolo rivela il suo nucleo emotivo. «È una frase rivolta a chiunque abbia amato e sia stato oggetto d’amore», spiega Calandrone. «Senza sopravvalutare la felicità, che non è la mia meta esistenziale: è ciò che chiederei ai miei figli tra cinquant’anni». Il libro attraversa le storie di tre generazioni di donne, nonna, madre e figlia, segnate da eventi storici e familiari che incidono sulle scelte affettive, sui destini individuali e sulla possibilità di immaginare un futuro diverso.
Al centro della narrazione ci sono Aurora e Viola, due donne di quasi cinquant’anni che si incontrano sul litorale di Nuova Ostia. Per Viola l’amore rappresenta una promessa di apertura, mentre per Aurora è spesso un tentativo di riparare il passato. La loro relazione, definita dall’autrice una storia totalizzante, si sviluppa su due modi differenti di vivere l’amore, tra abbandono e ritrazione, prossimità e distanza, riflettendo il peso delle eredità familiari e delle ferite che si trasmettono nel tempo.
Il romanzo nasce da un ampio lavoro di ricerca storica che intreccia le vicende private delle protagoniste con i grandi eventi del Novecento e della contemporaneità. Dalle bombe su San Lorenzo, che segnarono la vita della nonna di Aurora, alla strategia della tensione degli anni Settanta, fino al presente, la narrazione unisce memorie individuali e storia collettiva. «Il punto in questo romanzo non c’è», afferma Calandrone. «Se dobbiamo cercarlo, è in come si sviluppa il trauma, il dolore, dal nulla, in come un impercepito nonnulla possa avere conseguenze».
Maria Grazia Calandrone, nata a Milano nel 1964, è poetessa, scrittrice, drammaturga e autrice per la radio e la televisione. Collabora con la Rai come conduttrice e autrice di programmi culturali. Le sue opere in prosa sono state tradotte all’estero e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra i suoi libri si ricordano Splendi come vita, Dove non mi hai portata e Magnifico e tremendo stava l’amore.
Informazioni e aggiornamenti sono disponibili sui siti www.pescarafestival.it e www.fondazionepescarabruzzo.it.
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