di Nunzia Masci
In occasione della manifestazione “Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma”, nelle giornate di oggi e domani, 5 e 6 settembre, la visual artist Francesca Falli propone un intervento artistico fresco e provocatorio che trasforma il centro storico dell’Aquila in un palcoscenico a cielo aperto. L’esposizione principale con i polli specchiati è allestita nel suggestivo cortile di Palazzo Benedetti in via Sassa, mentre l’azione partecipativa con il “furto” delle cartoline artistiche e l’invitante cartello “Cercasi ladri di PollArte” si tiene in Piazza Tunisia.
Forte di un’estate straordinariamente intensa che l’ha vista protagonista in diverse esposizioni, dalla mostra al Block 60 di Riccione fino alle collettive in ben tre gallerie di Rochester negli Stati Uniti, la Falli porta nel capoluogo abruzzese la sua cifra stilistica inconfondibile. Con una formazione che spazia dalla Decorazione Pittorica alla Grafica Pubblicitaria e all’Accademia di Belle Arti, l’artista lavora da tempo sul legame tra linguaggio visivo, materia e ironia, celebre anche per i suoi giochi di parole dissacranti dedicati alla storia dell’arte come “Van Coc”, “Poll_Gauguin” o “Chi è Pollok”.
In questo nuovo progetto, l’ispirazione si intreccia al tema ufficiale del festival, “RIFLESSI”. A spiegare la genesi e il senso profondo dell’opera è la stessa artista: “L’idea nasce dall’incontro tra la mia ricerca artistica, che utilizza lo specchio come materiale e superficie espressiva, e una storia curiosa legata a una delle figure più importanti della storia del jazz: Charlie Bird Parker, noto anche per la sua straordinaria e quasi ossessiva passione per il pollo. Secondo una testimonianza riportata da Clyde Bernhardt, questa passione contribuì persino alla nascita del soprannome Yardbird, poi abbreviato in Bird. Da questo incontro nasce Riflessi di Pollarte: una piccola installazione composta da mini opere specchiate raffiguranti il pollo, pensate per essere sospese all’interno di alcuni cortili aquilani”.
Le piccole opere sono realizzate su materiale specchiato su entrambi i lati, con uno spessore di un solo millimetro e una stampa presente esclusivamente su una facciata. Nel cortile di Palazzo Benedetti queste sculture leggere dialogano con l’architettura circostante, spezzando la distanza tra osservatore e opera: chi guarda finisce per specchiarsi, diventando per un istante parte integrante del lavoro stesso. A livello cromatico, in questa specifica produzione, la Falli usa toni scuri, dominati dal nero per rievocare le atmosfere soffuse e fumose dei tipici club jazz, lasciando il colore riservato alla sola sagoma del pollo.
Se l’allestimento di Palazzo Benedetti è pensato rigorosamente per essere ammirato e non asportato, l’intervento si trasforma in azione partecipativa in Piazza Tunisia con l’iniziativa “Ladri di Pollarte”. Ricollegandosi alle pratiche dell’Art Abandonment, l’artista ha distribuito cartoline artistiche realizzate su materiale riflettente e cartoncino, lasciando che l’opera possa uscire dal luogo in cui nasce e continuare a vivere altrove. Chi raccoglie la cartolina si trasforma da semplice spettatore in complice attivo. In sintesi, un invito a portare via l’opera, farla viaggiare, appenderla in un nuovo spazio o regalarla, condividendone il seguito con una foto via mail a francesca.falli@gmail.com o su Instagram taggando @francesca.falli. Un modo poetico, irrisorio e profondamente contemporaneo per dar vita a un’opera che si riflette, si sposta e continua il suo viaggio nel mondo.
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