A quasi diciotto anni dal terremoto del 6 aprile 2009, l’artista Anna Seccia ha lanciato sulle pagine de Il Messaggero un appello per ritrovare i 332 aquilani e i 18 artisti che, nei drammatici giorni della tendopoli di Centi Colella, realizzarono un’opera collettiva lunga dieci metri. L’obiettivo è donare ufficialmente il dipinto alla città e creare 99 “talismani” dedicati ai nati dopo il sisma.
Come riportato da Il Messaggero, subito dopo il terremoto del 2009, l’orizzonte degli sfollati al campo di Centi Colella era dominato dal grigio della polvere, dalla paura e dal frastuono dei soccorsi. In quel contesto di pura sopravvivenza fisica, dove mancava uno spazio per il primo soccorso dell’anima, allestire una tenda militare per fare arte ha significato erigere un perimetro di sicurezza totale nel caos. All’interno di quella tenda, 332 aquilani insieme a 18 artisti diedero vita a “L’onda della memoria”, una tela lunga dieci metri ideata e realizzata dall’artista Anna Seccia.
Un’onda di colore che agì come elemento riparatore, per saturare la spaccatura e ripristinare l’equilibrio della persona. “L’onda della memoria venne benedetta da Papa Benedetto XVI nel 2010, e ora chiede di tornare a casa”, spiega l’artista sulle colonne de Il Messaggero. Per procedere alla donazione istituzionale al Comune dell’Aquila, è stata avviata la ricerca ufficiale dei cittadini che parteciparono come co-autori. Il progetto guarda anche al futuro, unendo chi ha vissuto quei giorni drammatici ai figli e ai nipoti nati successivamente. L’intento dell’artista è infatti quello di realizzare 99 “talismani” da consegnare proprio a chi è venuto al mondo dopo quella data simbolo
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