L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila approda al Parlamento Europeo di Bruxelles per presentare il proprio percorso di formazione, ricerca e internazionalizzazione e raccontare, attraverso le opere e i progetti realizzati, il ruolo dell’arte nella costruzione del futuro dei territori.
L’appuntamento è per martedì 8 settembre 2026, nella Sala Spinelli del Parlamento Europeo, con la conferenza “ABAQ: L’arte che costruisce il futuro. L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026, tra formazione, creatività e rigenerazione”, ospitata dall’On. Michele Picaro, MEP del Gruppo ECR.
La mattinata, a partire dalle ore 11, vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali, del Comune dell’Aquila e dei vertici dell’Accademia, insieme a docenti, professionisti e studenti. Al centro del confronto saranno il ruolo dell’alta formazione artistica, le opportunità offerte dall’Europa, la creatività come strumento di innovazione e il contributo dell’arte ai processi di rigenerazione culturale e sociale.
Particolare attenzione sarà dedicata ai progetti europei sviluppati dall’ABAQ, tra cui iTArts, esperienza che testimonia la capacità dell’Accademia di costruire reti internazionali e di offrire agli studenti nuove opportunità di formazione, confronto e crescita professionale.
Alle ore 13, nella Sala Altiero Spinelli, sarà inaugurata la mostra dedicata all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, che presenterà le diverse scuole e i corsi di ABAQ, mettendo in evidenza il rapporto tra formazione, sperimentazione artistica e progettualità europea. L’esposizione raccoglierà opere e materiali legati ai percorsi e ai progetti realizzati dall’Accademia e sarà arricchita da laboratori e attività curate direttamente dagli studenti, chiamati a portare a Bruxelles non soltanto le proprie opere, ma anche l’esperienza concreta di una nuova generazione di artisti.
Nel corso della giornata sarà inoltre presentato l’Abaquino, il cioccolatino dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, nato da un progetto che unisce creatività, design e valorizzazione del territorio e realizzato dall’ABAQ in collaborazione con aziende aquilane. Un prodotto che rappresenta concretamente la volontà dell’Accademia di dialogare con il tessuto produttivo locale e di trasformare la progettazione artistica in nuove forme di collaborazione e valorizzazione dell’identità aquilana.
«Portare l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila al Parlamento Europeo – dichiara il presidente Rinaldo Antonio Tordera – significa dare visibilità al lavoro che ABAQ sta portando avanti sul piano della formazione, della progettazione e della dimensione internazionale. È un’occasione importante per raccontare un’Accademia che vuole essere sempre più aperta all’Europa, senza perdere il forte legame con L’Aquila e con il proprio territorio. Anche l’Abaquino nasce da questa visione: mettere in relazione l’arte, il saper fare e le realtà produttive della nostra città».
«L’appuntamento di Bruxelles – sottolinea il direttore Marco Brandizzi – rappresenta una sintesi significativa della direzione che l’Accademia ha intrapreso: formare artisti capaci di confrontarsi con la contemporaneità, costruire progettualità europee e interpretare l’arte come strumento di innovazione e trasformazione. La mostra permetterà di presentare la ricchezza delle nostre scuole e dei nostri corsi, ma soprattutto di dare spazio agli studenti, che sono i veri protagonisti di questo percorso. L’obiettivo è mostrare un’ABAQ dinamica, europea e profondamente connessa alla propria città».
La presenza di ABAQ al Parlamento Europeo assume un significato particolare nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della cultura 2026: un’occasione per presentare a una platea internazionale un’Accademia profondamente radicata nel territorio, ma sempre più proiettata verso l’Europa, capace di coniugare patrimonio e contemporaneità, formazione e innovazione, identità e apertura internazionale.
L’iniziativa rappresenta dunque un’opportunità per raccontare L’Aquila come laboratorio europeo di cultura e creatività, nel quale l’arte non è soltanto espressione, ma anche strumento di formazione, dialogo, innovazione e trasformazione dei territori.
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