“Il folle, l’amante e il poeta non sono composti che di fantasia” (William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate), ed essendo composti di fantasia capita che, quando ci si imbatta per caso o per destino in uno di essi, si abbia la sensazione di essere stati “incantati” da una malìa o da un incantesimo. Questo è quanto succede a chi incontra Luciano Giovannini, poeta romano pluripremiato che da sempre è legato all’Abruzzo, anche a livello editoriale, e che quest’anno ha fatto sognare chi ha avuto la fortuna di ascoltare la sua presentazione (sabato 17 maggio) nello stand istituzionale della Regione Abruzzo, al Salone del Libro di Torino. Portatore di un’umanità universale che arriva diretta al lettore, riesce a far vibrare il pubblico a ogni evento a cui partecipi, inclusi quelli che organizza per e con i ragazzi: è infatti docente presso l’I.I.S. Eliano-Luzzatti di Palestrina.
AbruzzoSera lo ha intervistato al ritorno dall’ultima presentazione.
Sei reduce dall’esperienza di SalTo 2025, il Salone del Libro di Torino, come è andata?
L’esperienza del Salone Internazionale del libro di Torino è stata magnifica. Presentare la mia ultima silloge “La croce di carta”, Daimon Edizioni, in un contesto così prestigioso e farlo nello stand della Regione Abruzzo con la mia editrice e prefatrice, Alessandra Prospero, mi ha profondamente emozionato. Da lettore vi confesso che vedere così tanta gente mettersi in fila anche per ore per poter assistere agli incontri con gli autori presenti o, più semplicemente, per sfogliare i libri esposti nei vari padiglioni, mi ha profondamente emozionato. Semplicemente mi sono sentito nel posto giusto, nel mio habitat naturale, io che nella vita insegno e con i libri ho un rapporto viscerale che va ben oltre il mero espletamento della mia professione. Se devo entrare nello specifico della mia presentazione vi confesso di essere stato molto felice della risposta del pubblico e non soltanto dal punto di vista numerico. Vedere persone con gli occhi lucidi che applaudivano alle mie poesie mi ha reso particolarmente felice e orgoglioso. Questa comunione di sentimenti, ragione e sensibilità è quello che mi aspetto non solo ogni volta che mi trovo a parlare in pubblico ma anche quando mi trovo davanti a chi lo sta facendo.

Torino è l’ultima tappa di un lungo percorso, iniziato quando?
Il mio percorso poetico inizia alla fine degli anni settanta. Io sono del 1961 e da adolescente amavo moltissimo scrivere poesie e lo facevo in ogni luogo ove mi trovassi. Ricordo di aver scritto una breve lirica su di un pacchetto di sigarette (all’epoca fumavo) mentre aspettavo un autobus. Mi trovavo nel mio quartiere, il quartiere Alessandrino nella periferia Est di Roma. Poi, con il passare del tempo, preso dallo studio, dagli amori giovanili e da quanto altro, ho chiuso in cassetto la mia passione. Questo cassetto l’ho riaperto a distanza di quaranta anni, nel marzo 2020, durante la pandemia, in un periodo nel quale i rapporti interpersonali non erano di certo facili. È stata la mia voglia di comunicare che mi ha spinto a prendere di nuovo la penna in mano. Ho cominciato a partecipare a dei concorsi letterari e a conseguire un riconoscimento dopo l’altro, tanto che, a distanza di meno di cinque anni, ne conto circa 370, tra i quali una quarantina di primi posti e un centinaio di podi. Con un pizzico d’orgoglio ci tengo a sottolineare che nel 2022 ho vinto il Premio Zingarelli, nel 2021 il Premio Nazionale di Filosofia e, più recentemente il Premio Letterario Internazionale Città di Latina, il Concorso Letterario città di Grottammare e tanti altri, sia con la poesia singola che con le sillogi. A proposito di sillogi voglio dirvi che ne ho pubblicate tre, tutte con la stessa casa editrice: la Daimon Edizioni della poetessa e giornalista Alessandra Prospero. La mia prima silloge, pubblicata nel 2021, s’intitolava “La Morna del gabbiano ferito e altri canti” ed era dedicata a Willy Monteiro Duarte, un ragazzo ucciso dal branco in un luogo non distante da dove insegno. La seconda silloge “Il folle, l’amante e il poeta”(2022) dice tanto della mia passione per William Shakespeare, un autore che amo e non solo perché insegno Inglese alle superiori. La terza silloge, pubblicata nel marzo 2024, s’intitola “La croce di carta”. Questo libro mi sta dando enormi soddisfazioni. Non posso non sottolineare che è stata proposta al Premio Strega Poesia 2025. Volevo dirvi, inoltre, che da qualche tempo collaboro attivamente con il magazine di settore PoesiaFemminileSingolare.it che propone giornalmente interessanti contenuti letterari.
Tra i tuoi libri qual è quello a cui sei più legato?
Sarebbe scontato vi dicessi che sono legato a tutti i miei libri ma, devo confessarvi, che “La croce di carta” è quello che mi rappresenta meglio. In una parola è la somma del mio sentire. Lo trovo un prodotto più maturo e stilisticamente più curato rispetto ai precedenti e poi ha una prefazione fantastica di Alessandra Prospero e una copertina molto suggestiva: un uomo che cammina in mezzo alla nebbia dalla quale emergono fogli svolazzanti di un libro. Il “caminante”, per citare Machado, ha il sole davanti, esso è distante ma sa che lo raggiungerà.
Organizzi e curi personalmente corsi di poesia nelle scuole. Raccontaci la tua esperienza.
Ho iniziato ad organizzare corsi di poesia avendo la certezza di non ottenere particolari consensi tra gli studenti, quando, due anni fa mi sono trovato 23 ragazzi davanti ho capito che stavo offrendo loro ciò di cui avevano bisogno, che poi era la stessa cosa che mia aveva portato a riprendere a scrivere e cioè una incontenibile urgenza comunicativa. Niente voti, niente obblighi, un panino come pranzo dopo sei ore di lezione e tanta voglia di condividere poesia. I risultati sono stati superiori alle più rosse aspettative. Qualcuno di loro ha partecipato a dei concorsi letterari e, in uno in particolare, hanno occupato le prime tre posizioni in classifica.
Quali sono le tue fonti di ispirazione e quali i poeti che hai amato di più?
Shakespeare, D’Annunzio, Merini, ma anche Neruda, Machado, Saba, Ungaretti, Montale, Leopardi e tanti altri. Dire tra questi a quale mi ispiro non saprei proprio dirlo. Penso che le mie poesie riassumano, in qualche modo, tutte le mie letture, i miei incontri e le molteplici passioni che mi accompagnano nel mio percorso terreno. Se proprio devo fare il nome del mio autore preferito dico Shakespeare perché rappresenta il genio assoluto sia nella costruzione delle trame delle sue commedie e delle sue tragedie che “l’altezza” del linguaggio poetico da lui impiegato in tutte le sue opere, in particolare nei sonetti.
Sei uno tra i poeti contemporanei più premiati in assoluto, quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Ho diversi obiettivi. Se parliamo di premi in particolare ne ho individuati un paio che mi piacerebbe molto vincere ma che non cito per scaramanzia. Se parliamo invece in generale vorrei rendere sempre più orgoglioso il mio editore il quale ha sempre creduto nella mie opere, ecco crescere insieme e raggiungere traguardi sempre più alti. In assoluto vi confesso che mi piacerebbe molto contribuire ampliare il numero di persone che leggono e acquistano libri di poesie. Non necessariamente i miei, anche se, non ve lo nascondo, mi farebbe molto piacere avere sempre più lettori.
Una mentalità da sportivo, non a caso la passione per la poesia si lega in maniera indissolubile a quella per la podistica.
Una delle mie passioni è il running. Attualmente sono il vicepresidente della Podistica Primavalle, una società sportiva che opera nel quartiere omonimo. C’è stato un momento nel quale pensavo dovessi abbandonare definitivamente il mondo delle corse (e non solo). Diciamo che sono uscito dalla porta e rientrato dalla finestra, infatti non potendo più competere mi limito a camminare e questo mi dà comunque una grande soddisfazione.

La tua casa editrice è aquilana, hai avuto modo di conoscere l’Abruzzo?
Dire che amo l’Abruzzo può in qualche modo sembrare una risposta scontata e di comodo ma in realtà io sono molto legato a questa regione e questo per una serie di motivi. L’ Abruzzo è la regione dove andavo in vacanza da piccolo con i miei genitori, in Abruzzo mi recavo spesso al mare con la mia ragazza che poi sarebbe diventata mia moglie, in Abruzzo vado spesso e volentieri per incontrare la a me cara Alessandra Prospero e i miei amici Federico Del Monaco e Roberta Placida. Poi posso dire una cosa? Ho in comune con gli abruzzesi una certa caparbietà, caratteristica questa che mi ha permesso di superare alcuni momenti particolarmente difficili della mia vita. Dal punto di vista naturalistico e artistico considero l’Abruzzo una delle regioni più belle d’Italia e non penso che qualcuno possa obiettare su questa mia affermazione.

Da sinistra Emanuel Fatello, Margherita Bonfilio, Alessandra Prospero e Luciano Giovannini presso lo stand della Regione Abruzzo
A breve hai eventi importanti che ti vedono anche come prefatore, vuoi parlarcene?
Prossimamente sarò presente in alcune premiazioni in qualità di giurato, continuerò ad accompagnare le mie poesie laddove saranno valutate positivamente e, avendo scritto diverse prefazioni, cercherò di accompagnare gli autori negli eventi che organizzeranno. Inoltre mi ha emozionato molto essere stato il prefatore della silloge “Tra cielo e terra…disegniamo la vita per l’eternità” della poetessa Renata Tomassi e pubblicata recentemente dalla Daimon Edizioni. Proprio ieri sono stato con lei, con l’editore e con il direttore di una delle collane della Daimon, Federico del Monaco, a Palestrina in un luogo a dir poco suggestivo. La Poesia, in un mondo così diviso e divisivo, ha il potere di rendere possibile tutto questo.

Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
L’Aquila guarda le stelle: il Nobel Michel Mayor al GSSI racconta la nuova frontiera degli esopianeti
C’è un momento, nella storia della scienza, in cui l’ignoto smette di essere immaginazione e diventa scoperta. Per l’astrofisica moderna, quel momento porta la data del 1995: la scoperta del primo pianeta extrasolare in orbita attorno a una stella simile al Sole. A firmarla furono due ricercatori dell’Università di Ginevra, Michel Mayor e Didier Queloz, premiati con il Nobel per la Fisica nel 2019 per aver aperto una nuova era nella comprensione dell’Universo.
Abruzzo: confermate 16 Bandiere Blu 2026
Abruzzo conferma 16 Bandiere Blu 2026: premiate le località costiere e i laghi per qualità del mare, servizi e sostenibilità ambientale.
L'Aquila, proliferano le discariche abusive. Tra degrado e rischio ambientale
Occorre che le autorità competenti velocizzino la loro azione di prevenzione, di bonifica, di riqualificazione, di sensibilizzazione, Comune e Arta in primis, sul reale pericolo costituito dai rifiuti, che se messi tutti insieme, costituiscono diverse decine di tonnellate di sporcizia.







