Non è stata un cross o un gol a rendere Tahirys Dos Santos il protagonista della settimana, ma un atto di coraggio estremo che ora mette a rischio la sua giovane carriera. Il terzino sinistro del Metz, 19 anni e promessa della Ligue 1, è ricoverato in gravi condizioni dopo il tragico incendio che ha devastato un locale a Crans-Montana durante la notte di Capodanno.
Il giovane calciatore era riuscito a mettersi in salvo all’esterno della struttura quando le fiamme hanno iniziato a divorare l’edificio. Rendendosi conto che la sua fidanzata era rimasta intrappolata all’interno, Tahirys è tornato nell’inferno di fuoco e fumo per cercarla. È riuscito a trovarla e a portarla fuori, ma il prezzo pagato è altissimo: il calciatore ha riportato ustioni gravi su circa il 30% del corpo, con ferite profonde alla testa e al torso.
Trasferito d’urgenza in un centro specializzato per grandi ustionati a Stoccarda, in Germania, Dos Santos sta lottando ora la sua partita più difficile. Il mondo del calcio francese e internazionale si è stretto attorno al ragazzo e alla sua famiglia. Mentre le autorità svizzere indagano sulle cause del rogo, che ha causato decine di vittime, resta l’immagine di un ragazzo di 19 anni che non ha esitato a sfidare la morte per amore.
Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.
In primo piano
L’Aquila, Lisi: «La cosa più importante è la costanza». E sul Foligno: «È uno scontro diretto»
La rimonta di Recanati racconta il carattere, la classifica premia il lavoro, ma Vincenzo Lisi guarda soprattutto alla continuità. «La […]
L’Aquila, studenti di quattro Paesi europei protagonisti di DebateCiti: il confronto diventa educazione alla cittadinanza
Si è concluso nel capoluogo abruzzese il Transnational Project Meeting del progetto Erasmus+, dedicato al pensiero critico, alla lotta alla disinformazione e alla cultura del dialogo. Coinvolti circa 36 studenti e 15 tra docenti e organizzatori.
UdU L'Aquila sul caso-Marinangeli: "Modalità di confronto sbagliata, ma l'Ateneo cosa pensa del genocidio?"
Gli universitari: "Quanto accaduto riporta al centro un tema più generale di responsabilità politica e istituzionale che non può essere elusa: quella dell’Ateneo, di fronte a quella che la Corte Internazionale di Giustizia riconosce come genocidio. Su temi tanto delicati non possono esserci zone d'ombra".







