L’associazione Consumerismo chiede alle istituzioni chiarezza sulle cause e tempi certi per i controlli a salvaguardia di chi ha già prenotato le vacanze.
Il divieto temporaneo di balneazione disposto in un tratto della marina di San Salvo, nello specifico nell’area a sud del torrente Buonanotte, solleva non solo questioni ambientali e sanitarie, ma anche forti preoccupazioni per l’indotto turistico.
Se la tutela della salute pubblica resta la priorità assoluta e impone il rispetto delle indicazioni delle autorità, le associazioni a difesa dei cittadini chiedono di non ignorare l’impatto concreto del provvedimento su chi ha già programmato le ferie, pagato un ombrellone o affittato un alloggio sulla costa abruzzese.
A prendere posizione è l’associazione Consumerismo No Profit, che attraverso il suo sportello “+Tutela” invoca informazioni chiare e aggiornate da parte delle istituzioni locali: dai valori riscontrati nei campionamenti alle reali cause dell’anomalia, fino alle tempistiche previste per i nuovi controlli.
La normativa in materia (D.Lgs. n. 116/2008) prevede che le autorità comunichino non solo i divieti, ma anche le ragioni dell’inquinamento e gli interventi correttivi adottati.
“Il divieto di balneazione non deve diventare un motivo di allarme, ma neppure essere liquidato come un semplice contrattempo”, evidenzia l’Avvocato Paolo Di Donato, Direttore dello Sportello Legale Nazionale +Tutela. “Dietro ogni ombrellone prenotato c’è una famiglia che ha organizzato le ferie; dietro ogni appartamento affittato c’è una spesa sostenuta confidando nella possibilità di vivere il mare”.
L’appello alle autorità competenti è di spiegare con precisione l’accaduto e i tempi previsti per i nuovi test dell’Arta. “Non è il momento delle polemiche, ma della chiarezza. La salute viene prima di tutto, ma anche la fiducia dei cittadini e degli operatori turistici deve essere tutelata”, prosegue Di Donato.
Il divieto incide a cascata su diverse situazioni: pacchetti turistici, spese di viaggio, attività ricreative e rapporti con gli stabilimenti balneari. Per questo, l’Associazione ha formalizzato una serie di richieste precise:
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Trasparenza: Pubblicazione immediata dei risultati dei campionamenti e indicazione chiara delle cause dell’anomalia.
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Tempistiche: Comunicazione costante sui tempi previsti per l’eventuale revoca del divieto.
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Segnaletica: Una presenza chiara e inequivocabile dei cartelli sul tratto interessato.
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Tutela: Il coinvolgimento degli operatori turistici e l’apertura di un tavolo per valutare soluzioni o rimborsi per gli utenti con servizi non pienamente fruibili.
I consigli per i bagnanti
In attesa che l’allarme rientri, Consumerismo invita cittadini e turisti alla cautela. Per chi ha già effettuato prenotazioni nel tratto di mare interessato dal divieto, il consiglio è di conservare accuratamente ricevute, conferme di pagamento, condizioni contrattuali e persino fotografie della segnaletica. È raccomandabile evitare iniziative legali affrettate, privilegiando prima un confronto diretto con gli operatori balneari o alberghieri per cercare una soluzione condivisa.
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