di M. A.
È tornato in Italia nella notte Michele D’Angelo, docente di Biologia dell’Università dell’Aquila, rimasto in carcere in Albania per 75 giorni. Il professore è arrivato all’aeroporto di Fiumicino poco dopo la mezzanotte, dopo essere partito da Tirana nel pomeriggio insieme alla compagna Vanessa Castelli. Da lì ha raggiunto L’Aquila, dove potrà finalmente riabbracciare la famiglia.
Il trasferimento si è svolto nel massimo riserbo da parte delle autorità italiane e albanesi. D’Angelo, scarcerato su cauzione, resta sottoposto al solo obbligo di firma.
L’arresto risale all’8 agosto, in seguito a un incidente stradale sulla Levan-Fier, in Albania, nel quale ha perso la vita un adolescente e altre quattro persone sono rimaste ferite. Secondo la ricostruzione della difesa, la Lancia Ypsilon guidata dal docente — che procedeva a bassa velocità — sarebbe stata travolta da una Mercedes condotta da un cittadino albanese che avrebbe perso il controllo a causa dell’alta velocità. Le autorità albanesi gli contestano l’abbandono del veicolo e la violazione delle norme sulla circolazione. Le indagini dovrebbero concludersi entro la metà di novembre.
Nei giorni scorsi, in vista del suo ritorno, non sono mancati attestati di vicinanza e soddisfazione. Il rettore dell’Università dell’Aquila, Fabio Graziosi, ha espresso sollievo per la notizia, ricordando la vicinanza dell’ateneo al docente e alla sua famiglia. Anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha sottolineato il ruolo dell’ambasciata italiana, della Farnesina e del viceministro Edmondo Cirielli, ringraziando quanti hanno seguito con discrezione la vicenda e contribuito al rientro in patria del professore.
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