di Sara Ramzi
“Mi hanno fatto marciare con il ciclo, non mi hanno dato la possibilità di andare in bagno e ho marciato fin quando il sangue non mi scorreva sugli scarponi”.
Questa è la testimonianza di un’allieva che arriva dalla scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, a L’Aquila. La raccoglie la senatrice Ilaria Cucchi: “È una testimonianza che mi ha turbato, nel profondo, due volte. Perché parla di sevizie, abusi di potere, violenza di genere. E perché sotto accusa è un luogo che dovrebbe essere la più sicura garanzia dei diritti: una scuola. Un luogo volto all’educazione, in teoria. Nella pratica delle segnalazioni che mi sono arrivate, una palestra di disumanità. Parlo della scuola della Guardia di finanza, a Coppito”, spiega Cucchi in un post sui suoi canali social.
Non è la prima volta che la scuola è sotto accusa per violenze di genere e abusi di potere messi in atto da superiori nei confronti delle allieve. Solo qualche mese fa, nei confronti della caserma di Coppito era scattata un’inchiesta a seguito della denuncia di un’altra allieva per violenza sessuale. La donna denunciava di essere stata violentata nell’abitazione di un capitano, un 33enne proveniente dalla Sicilia. Alcune chat – connotate da un linguaggio fortemente violento e sessista – tra il capitano stesso e altri tre capitani istruttori sono state inserite nel fascicolo dei magistrati. Messe alle prove, le conversazioni tra i quattro indagati dimostrerebbero come gli uomini abitualmente scambiassero informazioni e materiale foto e video riguardante le allieve della scuola. Vicende gravi e imbarazzanti per quella che viene definita come “una delle più prestigiose scuole della Finanza a livello nazionale”.
A dare ulteriore dettagli sulle condizioni denunciate dall’interno della struttura è sempre la senatrice Cucchi.”È tra quelle mura che troverebbe casa una lunga serie di “dettagli” degni del peggiore film horror. Docce fredde e ammuffite, cibo immangiabile, esercizi fisici estenuanti in condizioni estreme. Ne parlano voci isolate ma non solo. A pretendere spiegazioni è anche il Sindacato dei Finanzieri Democratici. Che ha più volte cercato di ottenere risposte dai vertici. Senza mai riuscirci. Finora la scuola è rimasta avvolta in una nube di silenzio. Credo sia mio dovere mettermi al servizio per rimuoverla, fare il possibile per scoprire la verità”. E annuncia l’interrogazione parlamentare: “Ho presentato un’interrogazione parlamentare. Voglio vederci chiaro. Perché in una democrazia non sono tollerabili abusi. Né zone d’ombra. Men che meno se questi vanno di pari passo, tra le braccia dello Stato“.
Le consigliere comunali aquilane Simona Giannangeli e Stefania Pezzopane, in un comunicato congiunto, dichiarano di voler chiedere chiarezza anche al Comune dell’Aquila: “Solo il mese scorso il Consiglio comunale ha approvato un ulteriore ordine del giorno in cui il nostro Comune condanna qualsiasi forma di violenza di genere e si impegna a superare il gender gap anche sui luoghi di lavoro”, affermano. “Il nostro documento vuole essere uno stimolo per le Istituzioni affinché, anche attraverso un incontro che programmeremo con il Comandante della Scuola, venga mantenuta alta l’attenzione sulle condizioni riservate ai giovani ed alle giovani provenienti da ogni parte d’Italia che vengono a studiare, formarsi e addestrarsi nella nostra città”.
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