L’AQUILA – È morto Daniele Kihlgren, imprenditore italo-svedese, fondatore di Sextantio e protagonista di una delle più importanti esperienze italiane di recupero e valorizzazione dei borghi storici. Kihlgren è deceduto a Roma, dove era ricoverato per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Il suo nome resterà indissolubilmente legato a Santo Stefano di Sessanio, il piccolo borgo alle pendici del Gran Sasso che Kihlgren aveva incontrato quasi per caso alla fine degli anni Novanta, durante un viaggio in moto attraverso l’Abruzzo. Un incontro destinato a cambiare la sua vita e, in buona parte, anche quella del paese.
Di origini svedesi e milanese di nascita, Kihlgren intuì le potenzialità di quel patrimonio fatto di case in pietra, vicoli, architetture e memoria. Cominciò ad acquistare e recuperare immobili abbandonati, scegliendo una strada allora tutt’altro che scontata: non trasformare il borgo per adattarlo al turismo, ma conservare il più possibile la sua identità originaria.
Da questa idea nacque Sextantio Albergo Diffuso, un progetto che negli anni avrebbe portato Santo Stefano di Sessanio all’attenzione internazionale, trasformando il recupero del patrimonio storico in un modello di sviluppo per le aree interne. Il restauro venne condotto attraverso un’impostazione fortemente conservativa, con particolare attenzione ai materiali, agli ambienti e alla cultura materiale del territorio.
L’esperienza abruzzese non rimase isolata. Kihlgren portò successivamente la filosofia di Sextantio anche nei Sassi di Matera e sviluppò un progetto in Ruanda, legando all’attività ricettiva anche iniziative di carattere sociale.
La sua fu un’idea di turismo lontana dalla semplice trasformazione dei luoghi in destinazioni commerciali. Al centro c’erano la conservazione, l’identità delle comunità e la possibilità di restituire una funzione contemporanea a territori segnati dallo spopolamento senza cancellarne la storia.
Ancora poche settimane fa il suo lavoro aveva ricevuto un nuovo riconoscimento internazionale: Kihlgren era stato selezionato tra i finalisti del Change Maker of the Year 2026, proprio per l’esperienza di Sextantio e per il modello di rigenerazione nato a Santo Stefano di Sessanio.
Con la morte di Daniele Kihlgren, l’Abruzzo perde dunque non soltanto un imprenditore, ma l’uomo che seppe guardare un borgo apparentemente destinato allo spopolamento e immaginare per esso un futuro senza cancellarne il passato.
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