Drammatico parapiglia a Sion: i familiari delle vittime della strage di Crans-Montana aggrediscono i coniugi Moretti all’arrivo per l’interrogatorio
Un momento di forte tensione si è verificato questa mattina a Sion (Svizzera), poco prima dell’inizio dell’interrogatorio di Jessica Moretti, una delle principali indagate nell’inchiesta sulla tragedia del locale Le Constellation di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno 2026 un incendio causò la morte di decine di giovani e ferì numerose altre persone.
I coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del discobar teatro della strage e accompagnati dagli avvocati, sono giunti presso l’aula dove si terrà l’audizione scortati dalla polizia. Tuttavia la situazione è rapidamente degenerata: alcuni familiari delle vittime, meno di una decina secondo le agenzie, si sono avventati contro di loro con urla, accuse e spinte, nel tentativo di aggredirli fisicamente.
Secondo i testimoni, tra gli insulti e le contestazioni si sono levati grida come “Avete ucciso i nostri figli”, mentre una madre presente ha accusato apertamente i Moretti di comportamenti da “mafia” e di aver cercato di insabbiare responsabilità. Il parapiglia è durato alcuni minuti, con i coniugi che sono riusciti a entrare nella struttura solo grazie all’intervento della polizia per proteggerli.
Jacques Moretti avrebbe replicato ad alcune accuse affermando di essere un lavoratore e non parte di organizzazioni criminali, ribadendo che intende assumersi le proprie responsabilità nel corso dell’interrogatorio.
Il rogo avvenuto all’interno del Constellation, su cui le indagini hanno puntato l’attenzione su possibili negligenze nei controlli di sicurezza e nelle misure antincendio, è al centro di un’inchiesta penale per omicidio colposo, lesioni e incendio colposo.
L’episodio di oggi riflette lo stato di forte emotività e frustrazione dei parenti delle vittime, che da settimane stanno contestando la gestione delle indagini e chiedono risposte chiare e giustizia.
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