In occasione della Giornata Internazionale della Famiglia, che si celebra il 15 maggio, il Codacons lancia un nuovo allarme sulle condizioni delle famiglie italiane, sempre più colpite dall’aumento del costo della vita e dalle difficoltà di accesso ai servizi essenziali.
Per il Segretario Nazionale Francesco Tanasi, non sono più sufficienti slogan o dichiarazioni di principio: la tutela delle famiglie passa concretamente dal carrello della spesa, dalle bollette, dagli affitti e dalla qualità dei servizi pubblici.
Il Codacons richiama il tema scelto dalle Nazioni Unite per il 2026, dedicato a famiglie, disuguaglianze e benessere dei bambini, sottolineando come sia necessario affrontare in modo strutturale le principali criticità sociali: povertà minorile, crisi abitativa, sanità, scuola, trasporti e sostegno agli anziani.
I dati Istat fotografano un quadro sempre più complesso. Nel 2024 oltre 5,7 milioni di persone e circa 2,2 milioni di famiglie risultano in povertà assoluta. Particolarmente grave la condizione dei minori, con oltre 1,2 milioni di bambini e ragazzi coinvolti.
Nel 2025, secondo le stime, circa 13,2 milioni di persone risultano a rischio povertà o esclusione sociale, con percentuali più alte tra le famiglie numerose e i nuclei monogenitoriali.
A pesare è anche la crisi demografica: le nascite continuano a diminuire, fermandosi a circa 355 mila nel 2025, con un tasso di fecondità di 1,14 figli per donna. Un dato che, secondo il Codacons, rappresenta un segnale evidente delle difficoltà crescenti nel costruire un progetto familiare stabile.
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione di aprile 2026 si attesta al +2,8%, trainata dall’aumento dei costi energetici e alimentari, con un impatto diretto sul cosiddetto “carrello della spesa”, in crescita del +2,5%.
“Difendere la famiglia significa difendere il futuro del Paese” afferma Tanasi, sottolineando la necessità di interventi concreti: controlli sui prezzi, sostegni mirati ai nuclei con figli, misure contro la povertà minorile e servizi più accessibili.
“Non servono parole di circostanza – conclude – ma risposte pratiche. Quando i costi diventano insostenibili, a pagare sono i più fragili: bambini, anziani e famiglie”.
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