di Melania Aio
I decessi registrati dopo l’utilizzo del taser da parte delle forze dell’ordine continuano a far discutere, soprattutto in relazione alla sicurezza e all’impiego del dispositivo. Tra i casi più discussi quello di Riccardo Zappone, morto a Pescara dopo essere stato colpito con il taser durante un intervento di polizia, quello di Gianpaolo Demartis a Olbia e quello di Elton Bani in provincia di Genova. Sebbene in diverse situazioni le autopsie abbiano parlato di arresto cardiaco o malori improvvisi e non sempre sia stato accertato un nesso diretto tra la scarica elettrica e il decesso, il tema continua comunque a sollevare dubbi e interrogativi.
È in questo clima che arriva la decisione del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, che ha ribadito la posizione contraria del Comune di Teramo all’introduzione del taser tra le dotazioni della polizia locale. In una comunicazione inviata al vicario del presidente nazionale dell’Associazione Nazionale della Polizia Locale d’Italia (ANVU), Luciano Mattarelli, il primo cittadino ha spiegato che la scelta non deriva da una sottovalutazione dei problemi di sicurezza, ma dalla volontà di garantire la tutela di cittadini e operatori con strumenti ritenuti più adeguati e meno rischiosi.
D’Alberto ha ricordato che negli ultimi anni l’amministrazione ha investito nel potenziamento del corpo di polizia locale, nella formazione degli agenti e nell’introduzione di dotazioni considerate idonee ad affrontare situazioni di rischio nel rispetto della dignità delle persone. Il taser, secondo il sindaco, non può essere considerato uno strumento esclusivamente difensivo e presenta un livello di offensività che richiede valutazioni molto attente, anche alla luce dei casi di decesso registrati dopo il suo utilizzo in diversi Paesi.
L’amministrazione ritiene quindi che l’attuale dotazione degli agenti – insieme alla formazione e all’introduzione di altri strumenti di autodifesa, come spray antiaggressione e baton, sia sufficiente per garantire la sicurezza degli operatori. Il sindaco ha comunque precisato che la posizione non è pregiudiziale: se in futuro dovessero cambiare le condizioni o le esigenze del territorio, il tema potrà essere nuovamente discusso.
La nota del Sindaco, in cui chiarisce e rivendica la sua posizione, arriva dopo le dichiarazioni dell’ANVU: “negare alla Polizia Locale di Teramo l’accesso a questi strumenti significherebbe esporre operatori e comunità a rischi evitabili». L’auspicio espresso da ANVU è che «i sindaci – molti lo hanno già fatto – prendano atto dell’esigenza che la Polizia Locale sia dotata di strumenti di tutela come il Taser, per garantire la piena operatività degli operatori e la sicurezza della collettività”. Un confronto che resta aperto e che continua a dividere amministrazioni, operatori e opinione pubblica.
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