Sisma 2009, verso una commemorazione senza fiaccolata. Federico Vittorini: “La memoria non è una passerella”

Sisma 2009, verso una commemorazione senza fiaccolata. Federico Vittorini: “La memoria non è una passerella”
18 Mar 2026

Dopo diciassette anni, quest’anno non si terrà la tradizionale fiaccolata commemorativa del 5 e 6 aprile. Al suo posto, alcune iniziative dovrebbero concentrarsi tra centro storico, Villa comunale e Parco della memoria, con un momento più raccolto e condiviso. La scelta, già condivisa tra istituzioni e Comitato familiari, segna un possibile cambio nelle modalità del ricordo.

Una decisione che ha generato reazioni, discussioni e interpretazioni spesso superficiali, alimentate anche da una narrazione mediatica parziale e sensazionalistica. Per comprendere davvero le ragioni di questa scelta, è necessario ascoltare le parole di chi, da anni, si impegna quotidianamente nel mantenere viva la memoria e nel costruire un senso più profondo di comunità. Di seguito, l’intervento integrale di Federico Vittorini.

“Dopo 17 anni non ci sarà la fiaccolata.
È la notizia che stamattina ha preso il sopravvento su tutte le bacheche social, su tutti i banconi dei bar di questa città, su tutte le voci che mettono bocca senza sapere anche a causa dell’ennesimo servizio “giornalistico” vergognoso che purtroppo non tende a fare informazione come sarebbe lecito fare, ma preferisce aumentare i like delle proprie paginette sul web e le interazioni degli articoletti che si pubblicano.
Dunque, provo a spiegare questa cosa anche se temo non sarà facile farla comprendere ai più, ma pazienza:
Sono quasi 17 anni che questa città poteva imparare a Fare Memoria, che poteva essere migliore come comunità, che poteva ricostruirsi socialmente ed umanamente diventando simbolo di rinascita e di coesione, ed invece sono quasi 17 anni che questa città è diventata molto più cinica, menefreghista e non ha assolutamente imparato a convivere con il concetto di terremoto ma anzi ha tentato in tutti i modi di rimuovere ciò che è accaduto “perché si deve andare avanti”.

Da quando sono diventato più grande sono inesorabilmente diventato una tra le voci più presenti sui fatti riguardanti il sisma, dalla memoria alle vicende processuali, dal ricordo all’organizzazione di eventi dedicati a cercare di costruire qualcosa di propedeutico.
Serve elencarli? Probabilmente sì, potrebbero pensarci “i giornalisti” ma purtroppo non si può imparare a fare quel mestiere in poco tempo, figuriamoci in una mattinata.
Ne indico alcuni, senza andare nell’ordine:
“Scuole elementari al parco della Memoria”, un sei aprile di due anni fa, una mattina, un parco della Memoria pieno di bambini e famiglie, una giornata che piena di emozione, di ricordo, di condivisione, andatevi a recuperare foto ed articoli. La verità è che se quei bambini avessero avuto la macchina ci sarebbero stati solo loro lì, non diciamoci stupidaggini. Quasi zero giornalisti presenti, addirittura le istituzioni assenti, nessun cittadino che non fosse accompagnatore di quelle creature.

Poi, eventi dedicati al ridotto del teatro, tentando di spiegare cosa sia successo dal 30 marzo 2009 alla notte tra il 5 e 6 aprile 2009 e cosa abbia mosso tutta quell’operazione indecorosa di G.B., i processi che ne sono venuti fuori e tutte le cose inerenti a questo discorso.
Il ridotto era pieno ma ovviamente non c’erano le istituzioni, non c’era comunque quel numero che ci auspicavamo di partecipanti. Perché? Ve lo dico io perché, perché questa cittadella borghese “doveva andare avanti”, perché “basta parlare del terremoto”, perché “ma Jamo dopo tutti sti anni ancora a parla’ de quesso”. Ma niente, non ci scalfisce nulla e quindi andiamo avanti.
2024, evento al Renzo Piano al Castello, tra gli invitati tutti coloro che sono riusciti a FARE MEMORIA, un incontro stupendo, un sei aprile volto al futuro. L’Auditorium era per due terzi vuoto, e qui mi taccio perché sennò esagero e non è il caso, non me lo posso permettere e la maggior parte degli Indignados di questa mattina non se lo meritano.
Sono dunque anni che il ricordo per noi che tutti i santi giorni lavoriamo affinché il 5 ed il 6 aprile non siano solo meri giorni di commemorazione fine a se stessa non passa solo attraverso la fiaccolata, anzi.

Ma questa città “deve e vuole dimenticare” perché nonostante centinaia di volte il mantra mio, di mio padre e di tutte quelle persone che come noi da quella notte sono segnate profondamente da ciò che è accaduto, sia stato “i familiari delle vittime non sono una categoria a parte, ma sono parte di questa città e tutti potevano essere familiari delle vittime, perché il terremoto non è un qualcosa che attacca volontariamente una famiglia o una casa”, questo messaggio non mi pare sia arrivato chiaro.
E quindi no, quest’anno non c’è la fiaccolata, non significa che non ci sarà più, anzi, e mi fa male pensare che non ci sia anche se è stata una scelta consapevole, perché posso dirlo? Sono stanco di condividere lo stesso cielo con gente che aspetta la fiaccolata per pulirsi la coscienza, sono stanco delle false moine e degli occhioni pieni di lacrime di chi si gira dall’altro lato e pensa che chi porta quello striscione porta pure male.
Sono stanco di vedere un momento che dovrebbe essere così puro diventare una sfilata istituzionale, sono stanco delle domande senza tatto dei giornalisti che ti assalgono e passano (metaforicamente) sopra ad un momento intimo e delicato, perché tutto si può fare ma a tutto c’è un limite.

Detto ciò, io spero che la fiaccolata possa tornare, ma i familiari delle vittime non sono un fenomeno da baraccone, ci sono molti modi di Fare Memoria e ci saranno ancora mille occasioni per cercare di sensibilizzare questa città al concetto di Fare Memoria, continuerò e continueremo a lottare e a portare avanti questo impegno e questo messaggio finché avrò fiato in corpo. Ma un anno senza fiaccolata forse può servire a questa città per tornare ad essere comunità, o almeno si spera.
Detto ciò, per quanto riguarda il titolone uscito o l’articolo uscito, sarebbe stato propenso utilizzare un preambolo in grado di poter spiegare il perché non ci sia la fiaccolata quest’anno, aprendo un confronto attivo, ma con enorme dispiacere devo constatare che anche su un tema così, per l’ennesima volta si è cercato di speculare e di mettere tutti contro tutti, e questa cosa è aberrante.
Avrete le interazioni che toccheranno picchi altissimi, ma per quanto mi riguarda non avrete più mezza parola mia da scrivere sulle vostre pagine e mezza voce mia da far sentire durante le vostre dirette”.

 


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