Valorizzare le eccellenze agroalimentari, promuovere il turismo esperienziale e costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile per le aree interne. Sono questi gli obiettivi del progetto “Sapori e Benessere del Velino Sirente”, al centro dello studio presentato ad Avezzano attraverso un’analisi realizzata con il metodo dello “Swot territoriale”.
La ricerca, condotta dalla società Bio Verde Abruzzo di Chieti, rappresenta il primo documento strategico a supporto del percorso promosso dal Parco naturale regionale Sirente Velino, con l’obiettivo di individuare potenzialità, criticità e opportunità di crescita per il territorio.
Dall’analisi emergono diversi punti di forza dell’area protetta: l’elevata qualità ambientale e paesaggistica, la ricchezza del patrimonio naturalistico e culturale, la presenza di produzioni agroalimentari identitarie e le opportunità legate al turismo esperienziale, al benessere e alla valorizzazione delle aree interne.
Tra gli aspetti da migliorare figurano invece la frammentazione dell’offerta, le difficoltà di accesso ai mercati, lo spopolamento e la necessità di rafforzare le attività di promozione e commercializzazione delle produzioni locali.
Il progetto “Sapori e Benessere del Velino Sirente” prevede una serie di azioni dedicate alla valorizzazione delle filiere agroalimentari, con particolare attenzione a miele e tartufo, allo sviluppo del turismo esperienziale, alla sostenibilità ambientale e all’innovazione tecnologica applicata alla vendita e promozione dei prodotti del territorio.
L’iniziativa è stata promossa e sarà attuata dal Parco naturale regionale Sirente Velino, presieduto da Francesco D’Amore, con il finanziamento del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e l’attuazione operativa affidata al Distretto Biologico Decumano Maximo d’Abruzzo, guidato dal presidente Francesco Di Girolamo.
Responsabile unico del progetto è il direttore del Parco Igino Chiuchiarelli, mentre la gestione delle procedure operative e della rendicontazione è affidata alla società Agrilogos – Saperi per l’Agricoltura Stp, con il consulente Massimo Lucaroni.
“L’incontro ha confermato la volontà condivisa di costruire un percorso partecipato di sviluppo territoriale, fondato su basi certe e scientifiche”, ha dichiarato il presidente del Parco Francesco D’Amore.
Secondo D’Amore, il progetto punta a integrare natura, benessere, produzioni tipiche, turismo sostenibile e coinvolgimento delle giovani generazioni attraverso strumenti innovativi e una rete tra operatori, comunità e istituzioni.
Tra le attività previste ci sono analisi territoriali, coinvolgimento degli stakeholder, sviluppo delle filiere produttive, laboratori di trasformazione, strumenti digitali e percorsi integrati tra natura, gusto e benessere.
Lo studio presentato rappresenta però solo il primo passo. Nei prossimi mesi sarà avviata una fase di approfondimento con monitoraggio del territorio, raccolta dati, censimento delle risorse locali e confronto diretto con gli operatori e le comunità interessate.
Un ruolo importante sarà svolto anche dagli studenti dell’Istituto Agrario “Arrigo Serpieri” di Pratola Peligna, che durante l’estate realizzeranno il primo censimento degli operatori del settore della tartuficoltura attraverso un percorso di alternanza scuola-lavoro.
“L’analisi Swot costituisce uno strumento di pianificazione utilizzato nei processi di sviluppo territoriale”, ha spiegato Massimo Lucaroni, evidenziando come il documento rappresenti una vera e propria “radiografia” del territorio utile a orientare le future strategie.
L’obiettivo finale è costruire un modello capace di mettere insieme ambiente, produzioni locali e turismo, trasformando le risorse del Sirente Velino in nuove opportunità di crescita economica e sociale.
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