di Valter Marcone
Se non fosse il Presidente degli Stati Uniti d’America quello che Donald Trump ha detto alla recente assemblea dell’Onu sarebbe da “dileggio” come avviene spesso al bar tra un caffè, una birra e un aperitivo. Insomma a tutte le ore del giorno. Il dileggio , la sottile arte italiana di avvicinarsi e sfiorare quello che era l’art.594 del C.P. che affermava “chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 516.” r soprattutto quando la vittima non è presente per difendersi prontamente, Un articolo abrogato con la legge 124/2017. L’ingiuria, ovvero l’offesa all’onore o al decoro di una persona presente, è stata depenalizzata e ora costituisce un illecito civile, con conseguente possibilità per la persona offesa di chiedere un risarcimento dei danni in sede civile .
In un discorso-show durato 57 minuti , molto più dei 19 consentiti Donald Trump davanti all’assemblea riunita nella sede dell’Onu ,ha lanciato invettive, .Iniziando con quelle contro lo stesso l’Onu che a suo dire sta tra le «istituzioni globaliste» in generale avendo in particolare un «tremendo potenziale ma non è capace di esprimerlo»: una istituzione che «scrive lettere, (ma) le parole, però, non risolvono i conflitti». Oltre alle invettive lancia anche un millantato credito : visto che l’Onu è a questo punto una istituzione inutile, lui lo ha sostituito e per fortuna – questo il suo leitmotiv ricorrente – è riuscito «a fermare sette guerre». Il tutto senza il «minimo contributo delle Nazioni Unite», le quali «sono state inefficaci» .Per concludere su questo tema “Le uniche due cose che ho ricevuto dalle Nazioni Unite sono: una pessima scala mobile e un gobbo rotto” . Uno scenario in cui gli è stato facile anche lanciare la sua candidatura al Premio Nobel per la pace . E quindi .“Non solo l’Onu non sta risolvendo i problemi che dovrebbe, ma troppo spesso ne sta creando di nuovi da risolvere”, .Tra i problemi creati dall’Onu c’è, per esempio, il finanziamento della crisi migratoria .
Continuando nel suo “ carosello” di affermazioni tranchant, bugie, autoincensamento ha deriso quella che ha definito la “truffa del riscaldamento climatico” sostenendo che le fonti di energia rinnovabile come il solare e l’eolico siano più costose del fossile . Fino a definire il cambiamento climatico in atto, una bufala. Che significa in questo caso che per i prossimi tre anni, tanti quanti durerà ancora il suo mandato di Presidente , gli Stati Uniti d’America non faranno nulla per combattere il riscaldamento globale. Un’America che assurdamente “ vive l’età dell’oro per la imposizione di dazi “
«Ho avuto ragione su tutto. Sono bravo a fare previsioni» – ha aggiunto –, a differenza degli esperti delle Nazioni Unite che, sul clima, lanciano allarme «per motivi spesso sbagliati». «L’emergenza ambientale è la più grande truffa mai messa in atto. Se non state alla larga dalle politiche verdi, andrete in bancarotta» E a proposito della guerra Israele Hamas e paesi del medio oriente , tutte le iniziative di pace sono una mossa «unilaterale (che) è una ricompensa ad Hamas e ai suoi terribili attacchi, compresi quelli del 7 ottobre»
Accuse per tutti . Anche se a proposito degli europei tra le molte accuse forse ne ha detta una giusta «Continuano a comprare il gas e il petrolio dalla Russia mentre la combattono».
Ora i comportamenti e le esternazioni trumpiane non sono tanto una faccenda personale, quanto pubblica . La sua ignoranza in molti problemi e ignoranza sta proprio per “ ignorare” è malevola, artificiale, costruita per accrescere potere e consenso. Sembra quel personaggio di un racconto di Stefano Benni “l’incazzato da bar” in “ Bar Sport duemila, Feltrinelli editore , 1997, che profeticamente ci annuncia un personaggio di là da venire: “La sua ideologia ringhia e saltella su un ring che comprende razzismo e paternalismo, estetica nazista e repulisti staliniani, buonsenso e guerriglia, non nominando mai i nemici per nome ma chiamandoli appunto “quelli là”. Ma che forse è arrivato. Almeno per il suo paese, gli Stati Uniti. Ma non solo .
Se non fosse appunto il Presidente degli Stati Uniti d’America che significa moltissimo per la nostra cultura e per tutto l’Occidente dovremmo dire , per guardare l’altra faccia della medaglia, che è un individuo ambiguo che non regge il confronto con molti dei suoi predecessori che pure a volte non erano o non si sono comportati con molto acume o perspicacia .
L’uomo che afferma che le turbine eoliche farebbero “impazzire le balene “ ,una scientifica bugia rilevante. è però, si badi bene, l’uomo che comanda l’apparato militare più grande del pianeta, quindi l’uomo più potente del mondo
Affermazione da dileggiare dunque. Anche se dal dileggio la tentazione di passare alla derisione, allo scherno , alla beffa è forte… Che è poi in sostanza quello che ci ha insegnato Dario Fo per controbattere il potere . Lui che ha mei suoi testi ha preso ad esempio la tradizione dei giullari medioevali che usavano derisione e dissacrazione per ridicolizzare l’autorità spesso oppressore dei più deboli e indifesi
Contro gli autocrati di oggi dunque che con le tre “P” del loro canovaccio: populismo, polarizzazione, post-verità. sfidano la satira che risponde con altre tre “P” : presa in giro, paradosso, picconamento.
Chissà se poi questa storia trumpiana a cui assistiamo in questo nostro tempo è come la storia raccontata da Stefano Benni in “Baol. Una tranquilla notte di regime”, Feltrinelli editore, di un certo Mac Pac faccia di gomma : “Proprio lui. In scena era uno spasso ma fuori per lui era un inferno. In qualunque posto andasse la gente appena lo vedeva rideva se muoveva un solo muscolo del viso era una catastrofe cosmica. Non riusciva più a far l’amore perché le partner appena lui si eccitava un po’ venivano prese dal convulso. Gli proibirono di andare ai funerali degli amici. Andò in depressione e cercò di curarsi con l’analisi. finché stava sul lettino per l’annalista lo ascoltava di spalle andò tutto bene. Ma una volta che l’analista si girò e non riuscì più ad ascoltare una parola senza scompisciarsi- Mac Pac si suicidò guardandosi allo specchio per un’ora. Morì dal ridere Non riuscirono nemmeno a chiudere la bara. Il prete si pisciò addosso durante il discorso funebre Se Dio esiste adesso sta ridendo forte”
Chissà . Forse la fantasia di Benni ci ha proposto una nuova legge del contrappasso di certi potenti. Forse. E anche se non lo è resta comunque la possibilità di dileggio , almeno per le persone comune dentro e fuori il bar con un senso di liberazione se non fosse che si parla sempre e comunque dell’uomo più potente del mondo.
Che da ultimo, andrebbe ancora fortemente dileggiato per le cose dette sulla platea di Sharm el-Sheikh e alla Knesset in occasione della firma dei punti del suo piano di tregua o pace nella guerra tra Israele e Hamas , tra le quali, ne ricordo solo una, la richiesta della grazia per Netanyahu al presidente Herzog. Se non fosse che l’attuazione dei primi punti di quell’accordo, il rilascio ostaggi, consegna salme da parte di Hamas, liberazione prigionieri palestinesi da parte di Israele, ingrasso aiuti umanitari nella striscia rappresentano una flebile speranza. E davanti alla speranza si resta in silenzio. In attesa.
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