“Negli ultimi anni, in molti paesi europei, il fenomeno dell’invecchiamento del personale medico è diventato sempre più evidente e preoccupante. L’età media dei medici è aumentata sensibilmente, con una quota significativa che si avvicina all’età pensionabile. Questo trend pone serie problematiche per il futuro dei sistemi sanitari nazionali, poiché al momento sembra non esistere un numero sufficiente di giovani medici pronti a sostituire le generazioni uscenti. Analizzando il fenomeno in numeri, secondo Eurostat, la percentuale di medici con un’età superiore ai 55 anni sarebbe cresciuta costantemente nell’ultimo decennio in molti paesi dell’Unione Europea. In media, circa il 35% dei medici europei appartiene a questa fascia d’età.
E alcuni paesi, come Germania, Italia e Francia, mostrano dati ancora più preoccupanti, con percentuali che superano anche il 40.. A tutto questo, si aggiunge poi una tendenza generale alla riduzione delle iscrizioni alle facoltà di medicina negli anni passati, creando un vuoto che sarà difficile colmare nel breve periodo. Per affrontare il problema in modo strutturale, è necessario intervenire dunque su più fronti: dall’aumento dei posti nelle facoltà di medicina a incentivi economici e contrattuali per trattenere i giovani medici nei paesi di origine; dalla riorganizzazione territoriale alla implementazione di soluzioni tecnologiche per ridurre il carico di lavoro e migliorare l’accesso alle cure, passando per piani di pensionamento graduale. L’invecchiamento dei medici, dunque, in Europa e in Italia rappresenta una delle sfide più pressanti per i sistemi sanitari. Senza interventi tempestivi e strutturali, il rischio è di compromettere l’accesso alle cure per milioni di cittadini. È fondamentale che i governi, le istituzioni territoriali e le università collaborino per garantire un futuro sostenibile alla sanità europea”.
Così, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune.
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