di Alessandra Prospero
Su Instagram spopola il messaggio di un gruppo di pediatri sui valori della musica sotto forma di video a forte impatto sociale.
Due generazioni a confronto, con i medici che cantano le parole di Battiato, Baglioni, Nannini, Ramazzotti, De Gregori, Mengoni, Mia Martini e che cambiano radicalmente espressione su quelle dei vari Tony Effe, Emis Killa, VillaBanks, Shiva, Ernia, Niky Savage che inneggiano a violenza, rabbia e odio.
Parole di prevaricazione foriere di falsi miti e valori distorti, che possono far rapida presa su chi, per questioni anagrafiche, non ha ancora gli strumenti e la capacità di filtrare in maniera pienamente consapevole i messaggi veicolati dalle figure pubbliche.
“Non siamo contro il genere trap, ma contro l’uso di parole di violenza, rabbia e odio. La musica può e deve trasmettere valori positivi e inclusivi” dice il dottor Armando Di Ludovico dell’Università di Chieti, uno dei due pediatri abruzzesi in formazione specialistica, oltre alla dottoressa Francesca Ciarelli, che hanno deciso di prendere parte al video e che promuovono l’iniziativa.
I pediatri delle altre regioni sono: Anna Maria Amatucci (Lazio), Antonio Di Mauro (Puglia), Lisa Mastrangelo (Puglia), Claudia Sciarrotta (Sicilia), Carla Tomasini (Marche) e Laura Timpone (Campania).
Di Ludovico e Ciarelli sono i fondatori del progetto PediatriAmica, un importante progetto per l’educazione pediatrica digitale.
“La musica è lo specchio dell’anima di intere generazioni. Traduce i sentimenti in note, trasforma le emozioni in storie che ciascuno può sentire proprie. Ogni generazione ha trovato brani in cui riconoscersi, esprimendo desideri, sogni e aspirazioni. Anche questa generazione può farlo – spiega in un post la dottoressa Lisa Mastrangelo . Ma ci sono valori che non conoscono tempo. L’Amore: intreccio indissolubile, desiderio condiviso, istinto al prendersi cura. Un’occasione per migliorarsi, per riconoscersi nell’altro. Il Rispetto: del corpo, delle emozioni, della sacralità di ogni persona. Da attraversare con la delicatezza di chi cammina a piedi nudi. Questi valori non si spiegano, si vivono. Si tramandano ai nostri figli con l’esempio, facendo respirare loro in famiglia il profumo dell’Amore e del Rispetto. Ma c’è un alleato prezioso: la musica. Usiamola per nutrire anime capaci di condividere, non di possedere. Anime che riconoscono la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Perché i nostri figli possano immaginare un amore che non è solo attrazione, ma anche dono e accoglienza. Un amore con cui intrecciare le vite, “scambiarsi la pelle, le anime e le ossa”. Un amore con cui sognare, “guardando le nuvole su un tappeto di fragole”.”
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