Ospedale di Sulmona, NurSind: “Carenze gravi e disattenzione istituzionale”

Ospedale di Sulmona, NurSind: “Carenze gravi e disattenzione istituzionale”
06 Dic 2025

Comunicato stampa NurSind-Segreteria Provincia L’Aquila

È da tempo che questa Segreteria Provinciale segnala carenze, disattenzione, disinteresse, quando non atteggiamenti di sufficienza e talora finanche eloquenti reazioni avversative, in merito alle reiterate denunce del progressivo degrado di cui soffre – nel rumoroso silenzio delle Autorità locali – il Presidio Ospedaliero di Sulmona, in particolare da quando la gestione della Sanità provinciale è stata accentrata  nella tentacolare Area aquilana.

Nel richiamare alla memoria del Sig. Sindaco di Sulmona la rivestita qualità di Autorità Sanitaria Locale e di componente del Comitato ristretto dei Sindaci, confessiamo che siamo rimasti disorientati (e, per certi versi, sbigottiti) dalla sua ossequiosa e compiaciuta partecipazione al recente incontro con il nuovo (e, per tale ragione, finora incolpevole) Direttore Generale della ASL, senza che risultino quanto meno accennate le innumerevoli problematiche che affliggono l’Ospedale, e più in generale la Sanità del Centro Abruzzo, di cui gli avevamo pur illustrati, di recente,  alcuni non irrilevanti aspetti (di cui si è dato conto anche alla stampa a mezzo di comunicato del 18.11.25) quali:

– la mancata separazione dei percorsi sporco/pulito, ricoverati/utenti ambulatoriali/visitatori;

– sale d’attesa nell’Ala Bolino utilizzate anche quali percorsi degli utenti ricoverati, dello sporco/pulito, e finanche manchevoli di servizi igienici, come negli ambulatori di Oncologia/Oncoematologia e quelli di Neurologia e Diabetologia allocati nella ex Medicina nucleare;

– la coesistenza e concentrazione in ambienti ambulatoriali comuni di utenza di varia natura quali neonati, bambini, donne gravide, anziani cardiologici, utenza con disturbi psicologici, alimentari, ecc…: il tutto concentrato in una zona di passaggio di barelle provenienti dal Pronto Soccorso, letti di pazienti ginecologiche dirette alle Sale operatorie;

– la concentrazione al terzo piano dell’Ala Bolino di utenza e di potenziali portatori di affezioni di varia natura con sala d’attesa in zona di passaggio senza ricambio di aria, in cui sono riuniti gli ambulatori di Ortopedia, Urologia, Chirurgia, Preospedalizzazione e Terapia del dolore;

– la coesistenza nella stessa Area di degenza del reparto di Cariologia/UTIC e della UOC di Rianimazione, con completa commistione di spazi, di personale, di ricoverati e di visitatori: cioè la esposizione dei fragilissimi pazienti ricoverati nel reparto di Rianimazione al sistema di areazione e al traffico che in quella stessa Area interessa operatori, ricoverati e visitatori della UOC di Cardiologia/UTIC (tra cui anche broncopneumopatici cardiologicamente scompensati), come tali potenziali portatori di patologie di natura infettiva;

– la concentrazione in una stessa Area del reparto di Pediatria/Neonatologia e Ostetricia/Ginecologia, considerando che sovente il reparto di Pediatria è frequentato da piccoli ricoverati affetti da malattie infettive (gastroenteriti, polmoniti).

Ci saremmo aspettati da Lei, Sig. Sindaco, quanto meno una convocazione che ci avrebbe consentito di illustrare più ampiamente le nostre preoccupazioni che inevitabilmente costituiscono il reflusso di tante amare segnalazioni che ci provengono, oltre che dagli utenti, dai dipendenti, i quali in prima linea sono esposti – anche in termini di responsabilità civili, penali ed amministrative – alle conseguenze delle innumerevoli anomale situazioni in cui sono costretti ad operare a causa di deficit di idonea programmazione da parte della Direzione strategica.

E non si venga a dire che si tratta di situazioni transitorie derivanti dalle opere di ristrutturazione dell’Ala “Bolino”: sarebbe bastato risistemare e bonificare questa Area prima di procedere alla demolizione della vecchia Ala ospedaliera.

Per non parlare della obsolescenza e del mal funzionamento di tante dotazioni strumentali, dei sistemi digitali e telematici (dall’esasperante lentezza dei collegamenti, quando non dei blackout), e per tacere dei “regali” di cui non di rado fanno dono taluni uffici arricchendo il nostro parco tecnologico di strumenti obsoleti dismessi dalla sede centrale.

Ritornando alle tematiche di fondo non possiamo mancare di denunciare le condizioni di (in)sicurezza in cui sono costretti a lavorare tanti operatori sanitari, non solo per grave carenza di personale e deficit organizzativi, ma anche in riferimento al rispetto della normativa sulla sicurezza del lavoro per cui avevamo sollecitato l’intervento del dirigente medico del P.O. di Sulmona, rimasto privo di riscontro, e per cui andiamo a chiedere con la presente l’intervento dei diretti destinatari di questa nota e, per quanto di interesse e di eventuale competenza, ai destinatari “per conoscenza” della stessa.

In attesa di riscontro e, ancor più, di sollecito intervento e di attuazione di idonee misure di sicurezza, si porgono distinti saluti.  


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