Morti sul lavoro 2026: -4,5% nel primo quadrimestre

Morti sul lavoro 2026: -4,5% nel primo quadrimestre
05 Giu 2026

l primo quadrimestre del 2026 si chiude con un segnale positivo, ma che non permette di abbassare la guardia: le morti sul lavoro in Italia registrano un calo del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, l’entità di questa diminuzione appare meno marcata rispetto alle rilevazioni dei mesi precedenti, confermando che la strada verso la sicurezza reale nei luoghi di lavoro resta complessa e richiede un impegno costante.
I numeri dell’emergenza
Alla fine di aprile 2026, il bollettino dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega conta 278 vittime: 196 decessi sono avvenuti in occasione di lavoro, mentre 82 sono legati a incidenti in itinere (durante il tragitto casa-lavoro).
L’ingegner Mauro Rossato, Presidente di Vega Engineering, sottolinea come questi numeri non debbano essere considerati una fatalità, ma l’espressione di un’emergenza strutturale: “Occorre investire massicciamente nella prevenzione e nella formazione, ed è indispensabile potenziare i controlli nei settori a maggiore rischio”.
Rischio e geografia: la “zona rossa”
L’analisi regionale evidenzia disparità significative. Sono cinque le regioni classificate in “zona rossa” per un’incidenza di infortuni mortali superiore del 25% rispetto alla media nazionale (fissata a 8,1 morti per milione di lavoratori):

  • Sicilia
  • Liguria
  • Veneto
  • Puglia
  • Campania

Identikit del rischio: età e nazionalità
Il report dell’Osservatorio offre un quadro preciso sulle fasce più colpite. In termini di incidenza (rapporto tra decessi e occupati), gli ultrasessantacinquenni rappresentano la categoria più a rischio (27,7 decessi per milione di occupati), seguiti dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni.
Particolarmente allarmante è la disparità riguardante i lavoratori stranieri: il rischio di morte sul lavoro per loro risulta più che triplo rispetto ai colleghi italiani (20,5 morti per milione di occupati contro 6,6).
Aumentano le denunce totali
Nonostante il lieve calo dei casi mortali, cresce il numero complessivo delle denunce di infortunio (+6,4% su base annua), che a fine aprile 2026 toccano quota 204.573. I settori più colpiti dalle denunce totali si confermano le Attività Manifatturiere, seguite da Sanità, Costruzioni, Trasporti e Commercio.
Il dato statistico parla chiaro: il calo del 4,5% è un timido segnale, ma il fatto che il ritmo di decrescita stia rallentando è un campanello d’allarme. La sicurezza sul lavoro non è un costo, ma un investimento necessario per porre fine a quelle che l’Osservatorio definisce come “tragedie quotidiane”.


Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.

In primo piano

Giornata nazionale per le vittime sul lavoro: in Abruzzo 7 morti nei primi 7 mesi del 2026

La sicurezza sul lavoro al centro della 76ª Giornata nazionale: in Abruzzo sette vittime, mentre l’Italia riflette su un’emergenza continua.

10 Ott 2026
Crescere Insieme, 10 anni di impegno sociale

Crescere Insieme festeggia dieci anni a L'Aquila. Il fondatore Goffredo Juchich racconta le sfide affrontate, il lavoro con i minori e i progetti futuri.

09 Ott 2026
L’Aquila, inaugurata la mostra su Piersanti Mattarella. Giovanni Grasso: il racconto di una vita, non soltanto di una morte

Al Palazzo dell’Emiciclo circa 150 fotografie, molte delle quali inedite, ripercorrono la vicenda umana, familiare e politica del presidente della Regione Siciliana assassinato dalla mafia nel 1980. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente fino al 31 ottobre.

di Alessandra Prospero 08 Ott 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *