Lavoro domestico, oltre 804 mila addetti nel 2025: continua il calo, cresce il peso delle badanti

Lavoro domestico, oltre 804 mila addetti nel 2025: continua il calo, cresce il peso delle badanti
Immagina realizzata con l'IA a scopo illustrativo
18 Giu 2026

Si è tenuto oggi a Roma, presso la sede Inps di Palazzo Wedekind, il convegno “Il lavoro domestico nel sistema di welfare”, organizzato da Inps e da Nuova Collaborazione, durante il quale sono stati presentati i dati, elaborati dall’Istituto, relativi al lavoro nel settore in Italia per l’anno 2025.

«Il lavoro domestico è una componente essenziale del welfare italiano. In un Paese che invecchia, in cui cambiano le famiglie e cresce il bisogno di assistenza, colf e badanti non rappresentano più una dimensione marginale del mercato del lavoro, ma una vera infrastruttura sociale», ha dichiara il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava, «Nonostante l’esistenza di regole chiare, questo settore continua a essere esposto a una presenza significativa di lavoro nero e grigio. Regolarizzare significa tutelare i lavoratori, proteggere le famiglie e rafforzare la sostenibilità del sistema previdenziale. Non è solo un adempimento, è una scelta di civiltà istituzionale.

 

Per questo ritengo necessario lavorare all’istituzione di un Albo nazionale per colf e badanti, capace di qualificare e certificare le competenze degli assistenti familiari. Dare trasparenza a questo settore significa trasformare un bisogno privato in una risposta pubblica ordinata, riconoscibile e sicura. Il lavoro di cura sarà sempre più centrale nel futuro del Paese. Governarlo oggi con strumenti moderni significa costruire un welfare più giusto, più professionale e più vicino alla vita reale delle persone».

 

«Il lavoro domestico svolge una funzione sociale sempre più rilevante e rappresenta un presidio fondamentale per la cura delle persone e il benessere delle famiglie – ha dichiarato Alfredo Savia, Presidente di Nuova Collaborazione – Per questo è necessario superare una visione emergenziale e costruire politiche stabili che favoriscano la regolarità dei rapporti di lavoro, la qualificazione professionale degli operatori e un adeguato sostegno alle famiglie. Formazione, legalità e riconoscimento del valore del lavoro di cura devono procedere insieme: solo così sarà possibile rafforzare un settore strategico per la coesione sociale e per la tenuta del nostro sistema di welfare».

All’incontro ha partecipato anche Marialuisa Gnecchi, Consigliere di Amministrazione dell’INPS, la quale ha sottolineato l’importanza di questo appuntamento annuale che consente di dedicare uno spazio di riflessione alle tematiche del lavoro domestico, in senso stretto, ma anche al lavoro di accudimento delle donne in ambito familiare: «I dati Istat ci mostrano che ancora oggi le donne dedicano alla famiglia 4 ore e 44 minuti al giorno, mentre gli uomini 2 ore e 6 minuti.

Il ruolo femminile nelle famiglie italiane è, quindi, ancora preponderante rispetto a quello maschile ed è ovvio che per le donne questo tempo dedicato all’accudimento impatta in modo significativo, sia sulla vita professionale che sulla pensione. Assistiamo inoltre, ancora oggi, ad una marginalizzazione del lavoro domestico: si fa fatica a trovare donne disponibili ad essere regolarizzate come colf, un po’ più facile regolarizzare le badanti, nonostante ci sia, per motivi demografici, un evidente aumento della necessità di assistenza familiare.

Un segnale di svolta nella valorizzazione del lavoro familiare e della necessità di aiutare le famiglie è stata l’iniziativa di istituire l’Assegno Unico Universale, con l’intenzione di universalizzare a tutti i nuclei familiari. Finalmente esiste una prestazione dedicata a tutte le famiglie, a prescindere dalla situazione lavorativa, ma ancora non è abbastanza.

Le pensioni di questi lavoratori sono ancora minime, quindi ci deve essere un modo per aiutare le famiglie e allo stesso tempo aumentare le pensioni di colf e badanti, considerando anche l’impatto emotivo che, per vari motivi, questi lavoratori subiscono. Tutte queste problematiche devono essere considerate più approfonditamente dalle politiche sociali e familiari: dobbiamo fare in modo che entrino davvero all’ordine del giorno».

Nel 2025 i lavoratori domestici con almeno un contributo versato all’Inps sono stati 804.464, in flessione per il quarto anno consecutivo (-2,3% rispetto al 2024). Dopo gli incrementi registrati nel biennio 2020-2021, dovuti alla regolarizzazione spontanea legata al lockdown e al decreto sull’emersione di rapporti di lavoro irregolari (D.L. n. 34 del 19/05/2020 – decreto “Rilancio”), si registra tra il 2021 e il 2025 una perdita di circa 173mila lavoratori.

Il trend decrescente del numero complessivo dei lavoratori domestici è maggiore tra le femmine (-2,4%) rispetto ai maschi (-1,5%); la composizione per genere evidenzia una netta prevalenza di femmine: la componente femminile nel 2025 è pari all’88,7%, livello che caratterizzava gli anni pre-pandemia, mentre quella maschile è pari all’11,3%. In valore assoluto le donne sono 713.538 e gli uomini sono 90.926.

Il Nord-Ovest è l’area geografica con il maggior numero di lavoratori (30,7%), seguita dal Centro con il 27,7%, dal Nord-Est con il 19,9%, dal Sud con il 12,1% e dalle Isole con il 9,6%.

 

La regione con il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia con 156.316 lavoratori (19,4%), seguita dal Lazio (14,1%), dalla Toscana (8,9%) e dall’Emilia Romagna (8,6%). In queste quattro regioni si concentra poco più della metà dei lavoratori domestici in Italia.

 

La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri (68,9% del totale), anche se si conferma una tendenza decrescente già iniziata nel 2022.

La Lombardia, con circa 125 mila lavoratori, è la regione con il maggior numero di stranieri, seguita dal Lazio (circa 91 mila) e dall’Emilia Romagna (circa 55 mila). In queste regioni la quota di lavoratori stranieri è pari all’80%, mentre in coda è la Sardegna con una quota pari al 18%.

 

Nel triennio 2023-2025 il numero degli stranieri si è ridotto del -4%, la flessione dei lavoratori italiani è lievemente superiore, -5%. La variazione dei lavoratori del 2025 rispetto al 2024 è per gli italiani del -3,7%, per i lavoratori stranieri del -1,6%.

 

La maggior parte dei lavoratori domestici proviene dall’Europa dell’Est, con 269.098 lavoratori, pari al 33,5% del totale; seguono i lavoratori di cittadinanza italiana con 250.368 unità pari al 31,1%, quindi quelli provenienti dal Sud America (9,0%) e quelli dalle Filippine (7,5%).

 

Nel 2025 la quota della tipologia di lavoro “Badanti” è stata del 51,3%, tale dato conferma la prevalenza, verificatasi per la prima volta nel 2024, sulla quota “Colf” (48,7%). La tipologia “Colf” è prevalente tra i lavoratori italiani e quasi tutti i lavoratori stranieri, ad eccezione di quelli provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Asia Medio Orientale, dal Nord Africa, dall’America del Sud e Centrale, in cui prevale la tipologia “Badante”.

 

Tra i lavoratori domestici la classe d’età “55-59 anni” è quella con la maggior frequenza, con un peso pari al 18,8% del totale, mentre il 27,2% ha un’età pari o superiore ai 60 anni e solo l’1,6% ha un’età inferiore ai 25 anni.

 

L’analisi dei dati sulle retribuzioni nel 2025 conferma che, contrariamente a quanto accade per altre categorie di lavoro, le lavoratrici domestiche in media hanno una retribuzione più alta rispetto agli uomini, rispettivamente 8.100 euro contro 7.700. La retribuzione, oltre che per sesso, si differenzia anche per tipologia di lavoro: l’attività di badante, infatti, presenta retribuzioni mediamente più alte del 28% rispetto all’attività di colf.


Abruzzo Sera è anche su Whatsapp.
Iscriviti al nostro canale per essere sempre aggiornato.

In primo piano

732esima Perdonanza Celestiniana, serata inaugurale davanti a 7mila persone

Con l’accensione del Tripode della Pace, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha ufficialmente dato avvio alle celebrazioni. La serata di apertura è proseguita al Teatro del Perdono davanti la Basilica di Santa Maria di Collemaggio con musicisti, artisti e attori protagonisti dell’evento dal titolo “La forza del Perdono”.

24 Ago 2026

L'Aquila città ciclabile? Tra parole e fatti il confronto con altre realtà abruzzesi e italiane

Prima puntata dell'inchiesta di Marianna Gianforte sulla ciclabilità a L'Aquila. Dove la distanza tra le parole e i fatti è ancora enorme. Mentre a poche decine di chilometri è da poco attiva la ‘Ciclovia dell'Appennino teramano’, un itinerario cicloturistico ad anello di 362 chilometri nato dal lavoro del Gal Gran Sasso Laga, che tra le montagne e le colline della provincia di Teramo attraversa i percorsi della transumanza.

20 Ago 2026
732esima Perdonanza Celestiniana, serata inaugurale davanti a 7mila persone

Con l’accensione del Tripode della Pace, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha ufficialmente dato avvio alle celebrazioni. La serata di apertura è proseguita al Teatro del Perdono davanti la Basilica di Santa Maria di Collemaggio con musicisti, artisti e attori protagonisti dell’evento dal titolo “La forza del Perdono”.

24 Ago 2026
L'Aquila città ciclabile? Tra parole e fatti il confronto con altre realtà abruzzesi e italiane

Prima puntata dell'inchiesta di Marianna Gianforte sulla ciclabilità a L'Aquila. Dove la distanza tra le parole e i fatti è ancora enorme. Mentre a poche decine di chilometri è da poco attiva la ‘Ciclovia dell'Appennino teramano’, un itinerario cicloturistico ad anello di 362 chilometri nato dal lavoro del Gal Gran Sasso Laga, che tra le montagne e le colline della provincia di Teramo attraversa i percorsi della transumanza.

20 Ago 2026
Incendi in Abruzzo, dopo le fiamme resta il nodo della prevenzione: il caso L’Aquila riapre il dossier

Incendi in Abruzzo, dalle emergenze di Roio e Bagno al Morrone torna al centro il tema della prevenzione. Paolo Romano denuncia criticità nella Protezione Civile comunale dell’Aquila e chiede il coinvolgimento di uffici e volontari nell’aggiornamento del Piano.

di Alessandra Prospero 20 Ago 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *