L’Aquila piange Giancarlo Di Giulio: un dolore improvviso stringe Arischia e il capoluogo

L’Aquila piange Giancarlo Di Giulio: un dolore improvviso stringe Arischia e il capoluogo
27 Mag 2026

Trovato esanime nel suo letto a soli 46 anni. Domani i funerali a San Rocco. Il ricordo della nostra redazione tra l’impegno giovanile, la storica sede dell’Uds, le note e i dibattiti nell’estate del ’94

Dalla Redazione

Una notizia dolorosa e improvvisa ha scosso profondamente la comunità di Arischia e l’intera città dell’Aquila. Giancarlo Di Giulio è scomparso prematuramente all’età di 46 anni, colto da un malore fulminante nel sonno che non gli ha lasciato scampo. A lanciare l’allarme è stato un amico, preoccupato dal silenzio insolito e prolungato del quarantaseienne, che da alcune ore non rispondeva al telefono. Deciso a sincerarsi di persona delle sue condizioni, l’amico ha raggiunto l’abitazione e, utilizzando una scala, si è arrampicato fino al balcone, scorgendo Giancarlo immobile a letto. Nonostante i tentativi immediati di chiamarlo a gran voce e il tempestivo arrivo dei sanitari del 118, gli operatori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, risalente a diverse ore prima.

Giancarlo era una persona profondamente stimata e amata, non solo nella sua Arischia, ma anche nel capoluogo aquilano, dove per anni aveva lavorato con dedizione e professionalità nei locali del centro storico, lasciando un segno per la sua serietà e per le sue spiccate doti relazionali. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel padre Alfonso, nella sorella Alessandra e nei tanti amici. Le esequie saranno celebrate domani, giovedì, alle ore 11:00, presso la chiesa di San Rocco ad Arischia, dove la cittadinanza si stringerà in un ideale abbraccio alla famiglia.

Oggi, ai messaggi di cordoglio istituzionale e al dolore dei familiari, si unisce con profonda commozione il ricordo della redazione di Abruzzosera.it e di tantissimi nostri lettori. Molti di noi hanno avuto il privilegio di condividere con Giancarlo gli anni più spensierati e vivi della giovinezza, un periodo segnato da un forte e sincero impegno associativo e politico. Erano i tempi delle assemblee e del profondo desiderio di cambiare il mondo, in cui l’attivismo era prima di tutto incontro, legami profondi e condivisione quotidiana.

Un pezzo fondamentale di quel percorso comune era legato alla frequentazione della storica sede dell‘Unione degli Studenti dell’Aquila, uno spazio di cui la nostra testata ha spesso raccontato l’enorme valore sociale. Quella sede non era semplicemente un ufficio di coordinamento politico, ma un vero e proprio ecosistema generazionale: un luogo vivo, fucina di dibattiti appassionati, ma anche lo scenario in cui nascevano i primi grandi amori, si stringevano amicizie indissolubili e ci si divertiva con quella spontaneità tipica degli anni della giovinezza. Giancarlo era una presenza costante in quelle stanze, capace di portare sempre una ventata di positività e di intelligenza.

Da quella sede il gruppo si muoveva poi verso i campeggi nazionali dell’Uds. Impossibile non riandare con la mente alla memorabile estate del 1994, vissuta sotto il cielo dei mondiali di calcio americani. In quel contesto, la squadra aquilana riuscì persino a conquistare il titolo nazionale studentesco; ma a restare impresso nei cuori di chi c’era non è tanto il trofeo, quanto lo spirito di quelle giornate. Giancarlo, da musicista qual era, diventava il fulcro naturale dei momenti di socialità più veri: erano le sere in cui, imbracciate le chitarre attorno al fuoco, le canzoni si alternavano alle discussioni ideali, unendo la serietà dell’impegno civile alla leggerezza e alla melodia dei momenti passati insieme sotto le stelle.

Questa forte e innata vocazione musicale lo ha accompagnato per tutta la vita. In molti lo ricordano infatti come appassionato frequentatore delle aule del Conservatorio di Musica dell’Aquila, un ambiente che per lui rappresentava la naturale prosecuzione di un modo di essere. La sua sensibilità d’artista e il suo talento creativo si esprimevano sia tra gli spartiti sia nel mondo dell’artigianato, ambiti in cui sapeva portare una competenza rara, unita a un garbo e a una generosità d’animo che chiunque lo abbia incontrato non potrà mai dimenticare. La redazione si stringe al dolore della famiglia, custodendo il ricordo di un compagno di viaggio dal cuore grande e dalle note indimenticabili.


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