L’Aquila celebra l’avvio dell’anno da Capitale della Cultura tra emozioni e arte

L’Aquila celebra l’avvio dell’anno da Capitale della Cultura tra emozioni e arte
17 Gen 2026

di Alessandra Prospero

L’Aquila ha inaugurato ufficialmente il suo anno da Capitale italiana della Cultura 2026 con una cerimonia solenne presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco Pierluigi Biondi e del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.

Una giornata emozionante, condotta da Francesca Fagnani e Paride Vitale

L’evento si è svolto in un clima di forte partecipazione e intensa emozione, grazie anche alla conduzione brillante e sensibile di Francesca Fagnani e Paride Vitale, che hanno guidato il pubblico attraverso i momenti istituzionali e quelli artistici della cerimonia.

A rendere ancora più vivo il racconto della rinascita aquilana è stata la presenza di artisti, musicisti, interpreti e numerose eccellenze del territorio – accompagnati dal M° Leonardo De Amicis e dalla suggestiva rappresentanza delle corali aquilane – che hanno portato sul palco testimonianze, performance e contributi culturali capaci di restituire la ricchezza creativa e identitaria dell’Abruzzo.

Il Presidente Mattarella: “La cultura è motore di civiltà e strumento di pace”

Nel suo intervento, il Presidente della Repubblica ha sottolineato come il ruolo di Capitale della Cultura non appartenga soltanto alle istituzioni, ma a tutta la comunità, invitando a guardare alla cultura come elemento di crescita, di incontro e di dialogo tra popoli.

Mattarella ha ricordato il valore della creatività, dello scambio culturale e della tutela della natura e dei beni materiali, ribadendo che “la cultura è strumento principe di convivenza, di dialogo, di impegno di ricerca comune e dunque di pace”.

Giuli: “Un territorio, mille capitali”

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha evidenziato l’importanza del titolo conferito a L’Aquila, definendolo non soltanto un riconoscimento, ma una testimonianza del percorso di rinascita collettiva intrapreso dalla città e dal territorio. Per Giuli, il motto dell’anno — “Un territorio, mille capitali” — evidenzia la ricchezza antropologica e culturale dell’Abruzzo, fatto di comunità diffuse e identità plurali.

Marsilio: “Un modello di sviluppo per le aree interne”

Il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio ha definito la giornata come un atto di fiducia verso una comunità che ha saputo rinascere con coraggio e coesione. L’Aquila, ha detto, rappresenta un esempio di come la cultura possa essere leva di coesione sociale e motore di sviluppo per l’intera regione.

Biondi: “La cultura al centro della rinascita”

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha offerto una visione emotiva e partecipata della rinascita culturale e civile della città. Nel suo discorso ha richiamato la forza rigeneratrice della cultura e il ruolo dei giovani:

“Quella speranza che ci ha guidato in questi anni […] mettendo al centro della rinascita la cultura. La cultura ti fa guardare oltre i pregiudizi, ti guida verso altri mondi, dà sostanza alle idee, rende curiosi, favorisce la genialità e genera quei sogni che renderanno possibili i grandi progetti.”

300 eventi per raccontare un territorio che rinasce

La giornata inaugurale ha dato ufficialmente il via a un programma di 300 eventi in 300 giorni, tra mostre, spettacoli, musica, teatro, cinema, percorsi partecipativi e cantieri culturali.

Durante il 2026 verranno restituiti alla città anche luoghi simbolo come il Teatro Comunale e il Teatro San Filippo, ricostruiti dopo il sisma.

Il progetto coinvolge l’intera provincia dell’Aquila, le aree interne e la città di Rieti, valorizzando i legami storici e culturali dell’Appennino centrale e restituendo un’immagine di territorio vivo, coeso e aperto al mondo.

Un messaggio per il futuro

L’Aquila 2026 non vuole essere soltanto un palcoscenico artistico, ma un laboratorio di idee, dialogo e innovazione. In un mondo attraversato da conflitti e cambiamenti radicali, la città si propone come esempio di come la cultura possa diventare forza rigeneratrice, seme di speranza e investimento in democrazia.


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