Interruzione Super Bonus miete le prime vittime, la lettera aperta di Oliviero Ursini

Interruzione Super Bonus miete le prime vittime, la lettera aperta di Oliviero Ursini
30 Gen 2025

“L’interruzione in corsa del Super Bonus 110% comincia a mietere le prime vittime, complici anche alcuni soggetti intermediari spregiudicati che ne hanno potenziato gli effetti deleteri.”

Così inizia la lettera aperta di Oliviero Ursini.

“Combinazioni che lasceranno certamente morti e feriti anche tra le imprese del nostro territorio.
L’impresa Appalti Ursini dopo oltre mezzo secolo di onorato lavoro, che gli è valso una specchiata reputazione tra i costruttori aquilani, rischia oggi di restare stritolata in un meccanismo infernale di patti traditi dal Governo, rivendicazioni dei committenti e un General Contractor che con malizia ha architettato un congegno burocratico di deresponsabilizzazione a fronte di una famelica attività contrattuale che l’ha portato a fare il pieno di lavori privati, senza poter offrire ai committenti ed alle imprese ingaggiate garanzie per la realizzazione delle opere, non essendo un’impresa edile. Un soggetto che ha mostrato incoscienza e spregiudicatezza e che oggi lascia l’impresa con il cerino in mano rischiando di mandare in fumo quasi venti posti di lavoro e la realtà aziendale del capostipite Oliviero, stimato costruttore. Oliviero è demoralizzato ma conserva l’ironia: “Rinnovate pure le vostre case – dice amaramente il vecchio imprenditore — tanto paga Ursini! È con questo intento forse — continua Ursini che il General Contractor ha avviato la sua attività, guarda caso proprio nella stagione più proficua degli incentivi fiscali, ed ha avuto un incredibile zelo nell’accumulare contratti e commesse a cui sapeva che non avrebbe mai fatto fronte data la debolezza strutturale di una società con solo qualche migliaio di euro di capitale.
L’interruzione indiscriminata e improvvisa della misura fiscale dal parte del Governo è certamente stata una causa importante, ma la scorrettezza da parte del General Contractor di scaricare sull’impresa gli oneri dei mancati lavori, oggi sta portando la nostra impresa al tracollo” — continua Ursini — “Un’impresa costruita con anni di impegno duro ma leale e che da 80enne sognavo di poter lasciare come dote ai miei nipoti che già sono parte dell’azienda e che invece, dolorosamente oggi vedo svanire nelle sabbie mobili”.

La vicenda
“La storia – prosegue Ursini – è quella di un General Contractor istituito da soggetti molto noti nel capoluogo d’Abruzzo e che ha raccolto commesse su tutto il territorio regionale e oltre, con contratti capziosi che si sono rivelati una trappola per imprese e committenti. Molti di questi ultimi, residenti tra L’Aquila, Sulmona e Avezzano, si ritrovano oggi con case demolite e non ricostruite o ricostruite a metà. Con i lavori fermi a causa della fine improvvisa del super bonus e con rivendicazioni insostenibili nei confronti dell’impresa esecutrice.
Il General Contractor se ne lava ìe mani, sostenendo persino di essere parte lesa nel processo di interruzione Iavori, pur non riuscendo a garantire, dati i capitali ridicoli a garanzia, l’avanzamento dei SAL. Un gatto che si morde la coda. Un incastro maledetto e cinico che rischia di falciare un imprenditore che dell’onestà ha sempre fatto un baluardo nella storia aziendale e che non è neppure l’unica vittima. Sono l’impresa con la maggiore anzianità di iscrizione ad ANCE L’Aquila, un’Associazione che ho contribuito a fondare nel dopo guerra per la crescita professionale delle imprese e per la prosperità del territorio e delle famiglie che vivono di edilizia. Mai avrei immaginato — conclude l’imprenditore – di finire la mia storia professionale nel rischio di fallimento per aver dato fiducia a professionisti aquilani senza scrupoli che rincorrono il denaro senza deontologia. La mia storia è solo l’inizio, sono certo che altre simili verranno allo scoperto nei prossimi mesi”.


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