Inceneritore a Sulmona, il Comitato No Get Energy incalza il Sindaco: “Serve un no chiaro e definitivo”

Inceneritore a Sulmona, il Comitato No Get Energy incalza il Sindaco: “Serve un no chiaro e definitivo”
07 Gen 2026

di Mario Pizzola (Comitato No Inceneritore Get Energy)

Luca Tirabassi, nel documento inviato alla Regione e nel suo comunicato stampa sull’inceneritore della Get Energy, utilizza un nugolo di parole per creare una cortina fumogena sull’unica cosa chiara che i cittadini si attendono di sentire dal Sindaco di Sulmona: “L’amministrazione comunale è contro l’inceneritore”. Una frase che proprio non gli riesce di pronunciare e che forse non pronuncerà mai.

Infatti, la sua prima preoccupazione non è l’ascolto della cittadinanza ma quella di rassicurare la Get Energy. “Il nostro obiettivo – chiarisce il Sindaco – non è quello di ostacolare un progetto e men che meno le iniziative imprenditoriali nella nostra città”. Parole che fanno eco a quelle pronunciate da Tirabassi il 31 dicembre in piazza XX Settembre: “non si può dire di no a tutto e pretendere che i posti di lavoro arrivino dall’alto da soli”. Già, come si potrebbe mai rinunciare ai 12 posti che porterà l’inceneritore? Sindaco, la Valle Peligna ha bisogno di investimenti e di progettualità che rappresentino vere opportunità di lavoro, soprattutto per i nostri giovani. Non è attraverso l’ingresso di industrie inquinanti e altamente impattanti che il nostro territorio potrà risollevarsi. Al contrario esse finiranno di affossarlo. 

L’obiettivo del Sindaco è quello di chiedere “standard di sicurezza e di tutela della salute più elevati rispetto ai minimi normativi in applicazione del principio di precauzione”. Con standard più elevati il problema sarebbe risolto? E chi dovrebbe controllare l’applicazione di questi standard ? L’azienda? La Regione? I cittadini?  E’ il caso di ricordare a Tirabassi che, nell’audizione tenutasi in Regione il 27 novembre scorso, neppure i tecnici del settore rifiuti hanno saputo dire quali saranno le sostanze inquinanti che usciranno dai camini dell’inceneritore, considerata l’eterogeneità dei rifiuti che saranno immessi nell’impianto e di conseguenza la difficoltà di controllare le emissioni. Ci dovremmo allora rimettere alla buona fede dei responsabili della Get Energy? Quegli stessi responsabili che hanno oscurato molte pagine del progetto?

Per Tirabassi è “importante concentrare l’attenzione sull’adeguatezza dell’istruttoria sotto il profilo ambientale e sanitario”. Tutto qui? Per il Sindaco è sufficiente un’ “istruttoria adeguata”? Magari come quella che ha riguardato la centrale Snam sul cui scempio, da quando occupa la poltrona di Palazzo San Francesco, non ha speso finora una sola parola?  L’amministrazione comunale non può fermarsi agli aspetti meramente tecnici ma deve fare la sua valutazione considerando tutte le problematiche – economiche, occupazionali, sociali, nonché i danni all’ambiente e i danni alla salute della popolazione – e dire senza giri di parole se l’inceneritore è compatibile oppure no con il contesto territoriale della Valle Peligna.  

Così come hanno fatto i cittadini, che si oppongono con determinazione all’ennesimo impianto inquinante che bussa alle nostre porte e che andrebbe ad aggiungersi alla turbogas della Metaenergia, alla centrale Snam e alla discarica del Cogesa, trasformando definitivamente il nostro territorio nell’immondezzaio dell’Abruzzo. 

Coordinate dal nostro comitato sono state inviate alla Regione oltre cento osservazioni da parte di singoli cittadini, medici per l’ambiente, Forum H20, associazioni e attività imprenditoriali. Ora che la cittadinanza attiva si è espressa attendiamo che si esprimano ufficialmente e al più presto i nostri rappresentanti all’interno delle Istituzioni. Auspichiamo pertanto che si riuniscano i Consigli comunali non solo di Sulmona e Pratola ma anche degli altri Comuni del comprensorio peligno e che deliberino documenti non equivoci contro l’inceneritore. 

Il comitato metterà in campo ogni iniziativa utile per impedire la realizzazione di questo impianto e ha chiesto un incontro urgente ai Sindaci di Sulmona e Pratola al fine di conoscere quali atti concreti – a livello non solo amministrativo ma anche politico – essi intendono adottare per sbarrare la strada a questo nuovo progetto predatorio che, se approvato, comprometterebbe in modo irreversibile il nostro futuro e quello dei nostri figli.

 


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