Giornata mondiale del libro: in Abruzzo la lettura diventa gesto pubblico, pratica educativa e costruzione di comunità

Giornata mondiale del libro: in Abruzzo la lettura diventa gesto pubblico, pratica educativa e costruzione di comunità
23 Apr 2026

di Alessandra Prospero

Nel tempo accelerato dell’informazione digitale, in cui la parola rischia di consumarsi nella rapidità del flusso, il libro continua a rappresentare uno spazio di resistenza e di profondità. Non soltanto un oggetto culturale, ma un dispositivo attraverso cui il pensiero si struttura e si sottrae alla superficialità. È in questa tensione che si colloca la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, istituita dall’UNESCO nel 1996, una data simbolicamente legata alle figure di Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega.

Come ricorda la tradizione culturale consolidata attorno a questa ricorrenza, il 23 aprile è un’occasione per rendere omaggio al libro come strumento di educazione e confronto, ma anche per interrogarsi sul ruolo degli autori e dell’editoria nel presente .

Oggi, tuttavia, questa giornata ha cambiato natura. Non è più soltanto celebrazione, ma rete. Non evento isolato, ma trama diffusa di pratiche che prendono forma nei territori. È proprio osservando l’Abruzzo che si comprende come il libro non sia più soltanto qualcosa da leggere, ma qualcosa che accade.

A Pescara, la Giornata mondiale del libro si dilata in un sistema articolato che inaugura il Il Maggio dei Libri, trasformando la città in un laboratorio culturale diffuso. Biblioteche, librerie, associazioni e spazi indipendenti costruiscono un calendario ampio e stratificato che si estende ben oltre il 23 aprile. All’interno di questo scenario si inserisce il lavoro del FLA – Festival di Libri e Altrecose, che con il progetto “Incipit” porta la lettura nello spazio urbano, trasformando la città in un luogo attraversato dalla parola. Lettori volontari, cittadini, appassionati restituiscono voce agli inizi dei libri, riportando la lettura alla sua dimensione pubblica e orale.

Accanto a questa dimensione partecipativa, emergono anche appuntamenti più strutturati, come l’incontro dedicato a “La notte che ci ha fatto grandi”, legato al romanzo “La notte delle lucciole” di Marco Magnone, che affronta i temi della crescita e della memoria, restituendo al libro la sua funzione di strumento interpretativo dell’esperienza.

Se si osserva la provincia teramana, il quadro si fa ancora più significativo. A Sant’Omero, la manifestazione “ViviAmo i Libri!”, promossa dalla Biblioteca Comunale “Gabriele D’Annunzio”, prende avvio proprio il 23 aprile e si sviluppa fino alla fine di maggio, costruendo un percorso articolato che attraversa pubblici e linguaggi diversi. Il laboratorio “Se io fossi un libro…” introduce una dimensione attiva della lettura, mentre il gruppo “Libro a Palazzo” propone una riflessione su Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio di Remo Rapino, affiancata da un omaggio a Stefano Benni. Il coinvolgimento delle scuole e delle realtà educative dimostra come la lettura venga costruita come pratica quotidiana.

Ad Alba Adriatica, presso la BADRIATICA – Biblioteca delle Donne di Alba Adriatica, il progetto “Natura e noi” trasforma il libro in strumento di consapevolezza, coinvolgendo gli studenti in un percorso che va dalla selezione delle fonti alla produzione di un contenuto divulgativo, in cui la conoscenza diventa responsabilità.

Nel territorio teatino, la Giornata mondiale del libro trova una declinazione concreta e simbolicamente potente nella città di Chieti, dove il 23 aprile, presso la Villa Comunale, viene inaugurata la casetta del libro-scambio restaurata, all’interno del progetto di lettura pubblica promosso dal circuito locale legato all’UNESCO e alle associazioni culturali cittadine.

L’iniziativa, che invita esplicitamente i cittadini a portare un libro in dono, si inserisce nella tradizione del bookcrossing e restituisce al libro la sua dimensione più libera e circolare. La casetta, collocata nello spazio pubblico, diventa un punto di incontro tra lettori anonimi, un luogo in cui il libro non appartiene più a qualcuno, ma passa di mano in mano, costruendo una comunità invisibile ma concreta. In questo gesto semplice si condensa un’idea forte di cultura: accessibile, condivisa, non mediata.

Spostandosi verso L’Aquila, il discorso si arricchisce ulteriormente, intrecciando memoria e progettualità contemporanea. Accanto alle iniziative attuali, emerge una tradizione significativa legata al mondo accademico, come dimostra l’esperienza di “Scripta Volant”, progetto avviato presso l’Università degli Studi dell’Aquila proprio in occasione della Giornata mondiale del libro. L’iniziativa promuove la libera circolazione dei libri attraverso punti di raccolta accessibili, restituendo al libro la sua natura di bene comune .

In continuità con questa vocazione, oggi L’Aquila sviluppa percorsi ancora più articolati, come quello promosso dall’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica” ETS, che intreccia cinema, letteratura e cittadinanza culturale in un progetto rivolto alle scuole, costruito tra il 23 aprile e il 21 maggio, in dialogo con le celebrazioni del Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi.

Osservando nel suo insieme questo mosaico, emerge con chiarezza un dato. In Abruzzo, la Giornata mondiale del libro non è più una semplice celebrazione, ma un dispositivo culturale complesso, capace di mettere in relazione istituzioni e cittadini, scuola e territorio, dimensione individuale e pratica collettiva.

E forse è proprio in questa trasformazione che il libro ritrova la sua natura più autentica: quella della parola che non resta chiusa sulla pagina, ma torna a essere condivisa.


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